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Carta europea dell'energia

Il trattato sulla Carta dell'energia crea un quadro per la cooperazione internazionale tra i paesi europei e altri paesi industrializzati, allo scopo in particolare di sviluppare il potenziale energetico dei paesi dell'Europa centrale e orientale e di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Unione europea. Il protocollo sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati mira a promuovere politiche in materia di efficienza energetica compatibili con lo sviluppo sostenibile, ad incentivare un utilizzo più efficiente e più sano dell'energia e ad incoraggiare la cooperazione nel settore dell'efficienza energetica.

ATTO

Decisione 98/181/CE, CECA e Euratom del Consiglio e della Commissione, del 23 settembre 1997, concernente la conclusione da parte delle Comunità europee del trattato sulla Carta dell'energia e del protocollo della Carta dell'energia sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati.

SINTESI

Contesto

Al Consiglio europeo di Dublino (giugno 1990) il primo ministro dei Paesi Bassi aveva suggerito di instaurare una cooperazione nel settore dell'energia con i paesi dell'Europa orientale e dell'ex Unione sovietica per accelerare la loro ripresa economica e migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento della Comunità. La Commissione, che era stata invitata dal Consiglio a studiare le modalità migliori per attuare questa cooperazione, ha proposto nel 1991 l'idea di una Carta europea dell'energia. I negoziati concernenti questa carta sono stati avviati a Bruxelles nel luglio del 1991 e sono terminati con la firma di un documento conclusivo a L'Aia il 17 dicembre 1991.

I 51 firmatari della Carta europea dell'energia si sono impegnati a perseguire gli obiettivi e rispettare i principi della carta nonché ad attuare la loro cooperazione nel quadro di un accordo di base giuridicamente vincolante, diventato il trattato sulla Carta dell'energia, destinato a promuovere la cooperazione industriale est-ovest prevedendo garanzie giuridiche in materia di investimenti, transito e commercio. Il trattato sulla Carta dell'energia e il protocollo sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati sono stati firmati il 17 dicembre 1994 a Lisbona da tutti i firmatari della Carta del 1991, ad eccezione degli Stati Uniti e del Canada. Le Comunità europee e i loro Stati membri sono firmatari del trattato e del protocollo.

Il trattato sulla Carta dell'energia e il protocollo della Carta dell'energia sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati sono approvati con la presente decisione a nome della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), della Comunità europea (CE) e della Comunità europea dell'energia atomica (Euratom).

La decisione precisa le modalità per stabilire la posizione che la Comunità europea può essere tenuta a prendere nell'ambito della Conferenza della Carta dell'energia e anche la posizione da prendere a nome della CECA e di Euratom.

Trattato sulla Carta dell'energia

Il trattato ha come obiettivo l'istituzione di un quadro giuridico per promuovere una cooperazione a lungo termine nel settore dell'energia, basata sui principi enunciati nella Carta europea dell'energia.

Le disposizioni più importanti del trattato concernono la tutela degli investimenti, lo scambio di materiali e prodotti energetici, il transito e la soluzione delle controversie.

Per quanto concerne gli investimenti realizzati, le parti contraenti devono incoraggiare e creare condizioni stabili, favorevoli e trasparenti per gli investitori stranieri e applicare agli stessi il trattamento della nazione più favorita o il trattamento da essi concesso ai propri investitori, a seconda di quale regime sia più favorevole. Per i preinvestimenti, il principio del trattamento nazionale sarà applicato in due fasi. Conformemente al trattato, il principio sarà applicato in un primo tempo secondo il principio dei "migliori sforzi". In un secondo tempo, e fatte salve le condizioni che saranno definite in un trattato aggiuntivo in corso di negoziazione, il trattamento nazionale sarà accordato in modo giuridicamente vincolante per la realizzazione di investimenti.

Il commercio di materiali e prodotti energetici tra le parti contraenti è disciplinato dalle disposizioni del GATT. Ciò significa che i paesi firmatari del trattato sono obbligati ad applicare le disposizioni del GATT al commercio di materiali e prodotti energetici anche se non sono parte contraente del GATT, rispettivamente all'OMC.

Transito: ciascuna parte contraente adotta le misure necessarie per agevolare il transito di materiali e prodotti energetici in conformità al principio della libertà di transito e senza restrizione di origine, destinazione o proprietà di tali materiali e prodotti energetici, senza discriminazioni di prezzo basate su tali distinzioni e senza imporre ritardi, restrizioni o oneri non ragionevoli.

Ciascuna parte contraente s'impegna a non applicare ai materiali e prodotti energetici in transito disposizioni in materia di trasporto di materiali e prodotti energetici e di utilizzo di infrastrutture di trasporto dell'energia meno favorevoli di quelle applicate a materiali e prodotti provenienti dalla propria area, salvo se altrimenti previsto in un accordo internazionale.

È vietato interrompere o limitare il flusso di materiali e prodotti energetici in caso di controversia sulle modalità di transito prima della conclusione delle procedure di soluzione della controversia previste per tali casi.

Altre disposizioni obbligano i paesi attraverso i quali transitano i materiali e i prodotti energetici a non opporsi alla creazione di nuove capacità.

Il trattato prevede procedure severe di soluzione delle controversie tra gli Stati, da un lato, e tra gli investitori privati e lo Stato in cui l'investimento è stato realizzato, dall'altro. In caso di controversia tra un investitore e uno Stato, l'investitore può decidere di sottoporre la controversia a una procedura di arbitrato internazionale. In caso di controversia tra gli Stati, può essere costituito un tribunale arbitrale ad hoc se una soluzione attraverso i canali diplomatici non ha avuto successo. Le soluzioni delle controversie previste da questi meccanismi sono vincolanti.

Per la concorrenza, la trasparenza, la sovranità, la tassazione e gli aspetti ambientali, il trattato prevede le disposizioni seguenti:

Concorrenza: ciascuna parte contraente si adopera per attenuare le distorsioni di mercato e gli ostacoli alla concorrenza nell'attività economica del settore dell'energia. Essa si assicura che il suo quadro legislativo permetta di disciplinare ogni condotta unilaterale e concertata contraria alla concorrenza nell'attività economica nel settore dell'energia.

Trasparenza: le parti contraenti devono designare almeno un ufficio informazione al quale possono essere rivolte le domande d'informazione relative a leggi, regolamenti, decisioni giudiziarie e atti amministrativi di applicazione generale concernenti materiali e prodotti energetici.

Sovranità: ciascuna parte contraente esercita la sua sovranità sulle risorse energetiche in conformità e nell'osservanza delle norme del diritto internazionale ed ha anche il diritto di decidere quali aree geografiche entro la propria aerea destinare all'esplorazione e alla valorizzazione delle sue risorse energetiche.

Ambiente: il principio "chi inquina paga" è incorporato nel trattato il quale promuove una determinazione dei prezzi orientata al mercato e una completa considerazione dei costi e dei vantaggi ambientali. Le parti contraenti riducono, in maniera economicamente razionale, gli impatti nocivi per l'ambiente all'interno e all'esterno della loro area, dovuti a tutte le operazioni nell'ambito del ciclo dell'energia, tenendo in debita considerazione la sicurezza.

Tassazione: il trattato non crea nuovi diritti o nuovi obblighi fiscali. La tassazione diretta continua ad essere disciplinata dalla legislazione nazionale o dalle convenzioni bilaterali applicabili.

Imprese statali e privilegiate: ciascuna impresa statale o ciascun ente ai quali una parte contraente ha concesso privilegi esclusivi o speciali deve conformarsi agli obblighi che incombono alla parte contraente ai sensi del trattato.

Il trattato prevede una clausola di salvaguardia per preservare il trattamento preferenziale derivante dai trattati che istituiscono le Comunità europee. La disposizione sugli accordi di integrazione economica (AIE) prevede che una parte contraente che è membro di un accordo di integrazione economica non ha nessun obbligo di estendere ad un'altra parte contraente che non ne sia membro un trattamento preferenziale applicabile tra le parti membri di detto "AIE".

Non tutte le disposizioni del trattato sono applicabili immediatamente a tutti i firmatari dopo la ratifica e l'entrata in vigore del trattato. I paesi con economie in transizione beneficiano di talune disposizioni transitorie.

Il trattato precisa l'organizzazione, la struttura, le funzioni e le disposizioni finanziarie della Conferenza sulla Carta dell'energia.

Il trattato prevede, a condizione che siano rispettati certi termini (cinque anni dalla data di entrata in vigore del trattato), la possibilità di recesso per qualsiasi parte contraente.

Protocollo della Carta dell'energia sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati

Questo protocollo è stato adottato conformemente alle disposizioni del trattato che prevedono espressamente la possibilità di negoziare protocolli e dichiarazioni per perseguire gli obiettivi e i principi della carta.

Gli obiettivi del protocollo sono:

  • la promozione di politiche di efficienza energetica compatibili con lo sviluppo sostenibile;
  • la creazione di condizioni quadro che inducano i produttori e i consumatori ad utilizzare l'energia per quanto possibile in maniera economica, efficiente e rispettosa dell'ambiente;
  • l'incoraggiamento della cooperazione nel settore dell'efficienza energetica.

Le parti contraenti si impegnano a stabilire politiche di efficienza energetica e opportuni quadri giuridici e regolamentari atti a promuovere, tra l'altro, l'efficiente funzionamento dei meccanismi di mercato, compresa una formazione dei prezzi sulla base delle leggi del mercato.

Il trattato della Carta dell'energia e il protocollo della Carta dell'energia sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati sono entrambi entrati in vigore il 16 aprile 1998.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore - Data di scadenza Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Decisione 98/181/CE, CECA e Euratom 23.09.1997 - Gazzetta ufficiale L 69 del 09.03.1998

ATTI COLLEGATI

Decisione del Consiglio 2001/595/CE del 13 luglio 2001 relativa alla conclusione, da parte della Comunità europea, dell'emendamento delle disposizioni commerciali del trattato sulla Carta dell'energia [Gazzetta ufficiale L 209 del 02.08.2001].
Con la presente decisione la Comunità europea adotta l'emendamento delle disposizioni commerciali del trattato sulla Carta dell'energia che è stato adottato nel luglio 1998 a titolo provvisorio. L'emendamento riguarda l'introduzione nel trattato sulla carta dell'energia di un rinvio alle disposizioni applicabili dell'OMC, anziché a quelle del GATT del 1947, e l'inserimento nelle disposizioni commerciali di un elenco delle apparecchiature connesse con l'energia corrispondenti all'interesse della Comunità.

Conferenza della Carta dell'energia - Norme sulla condotta della conciliazione delle controversie in materia di transito [Gazzetta ufficiale L 11 del 16.01.1999].

Ultima modifica: 30.01.2007
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