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Strategia regionale per l’Asia 2007-2013

Il documento di strategia regionale per l’Asia individua le priorità della cooperazione tra l’Unione europea e la regione per il periodo 2007-2013, ossia la promozione della cooperazione e dell’integrazione regionale, la cooperazione fondata sulla politica e il know-how in materia di ambiente, istruzione e sanità, nonché il sostegno alle popolazioni asiatiche sradicate, consentendo dunque di orientare l’assistenza sulla base di azioni identificate per realizzare tali priorità definendone, nel contempo, le modalità di attuazione nell’ambito del programma indicativo regionale per il periodo 2007-2013.

ATTO

Commissione europea – Documento di strategia regionale 2007-2013 per l’Asia (EN ).

SINTESI

Il documento di strategia regionale (DSR) definisce gli obiettivi e le priorità della cooperazione dell’Unione europea (UE) con l’Asia per il periodo 2007-2013. L’Asia comprende Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, Corea del nord, India, l’Indonesia, Laos, Malesia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Filippine, Sri Lanka, Tailandia e Vietnam.

Sfide dell’Asia

A livello politico, l’Asia, contraddistinta dall’emergere della Cina e dell’India, dispone di più sistemi di governo e numerose sono le sfide in materia di sicurezza, proliferazione nucleare, democratizzazione, rispetto dei diritti dell’uomo, disoccupazione e sanità, diritto del lavoro e salvaguardia dell’ambiente, così come vi sono situazioni fragili (Afghanistan, Pakistan, Sri Lanka e Nepal), flussi notevoli di profughi e migranti, oltre alle catastrofi naturali.

Negli ultimi vent’anni, l’Asia ha conosciuto una forte crescita economica, grazie a una maggiore apertura e importanti riforme economiche, ed è ormai divenuta il primo partner commerciale dell’UE. La maggior parte dei paesi sono membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) (EN), la società civile è ben sviluppata e sta emergendo una classe imprenditoriale dinamica. Nonostante però questi progressi, l’aumento degli indicatori socioeconomici ha comportato disparità di reddito, la creazione di posti di lavoro ha subito un rallentamento in molti paesi, i benefici della crescita sono ripartiti in maniera ineguale e le lacune istituzionali, le catastrofi naturali e le carenze infrastrutturali continuano a ostacolare lo sviluppo.

La protezione sociale è debole in Asia. Il lavoro minorile, la situazione femminile e la povertà restano importanti sfide da affrontare, così come la mortalità materna, la malnutrizione infantile, la violazione dei diritti dell’uomo, la protezione sociale, l’aumento delle malattie trasmissibili, le minacce sanitarie, lo squilibrio tra i generi, la discriminazione, eccetera. L’Asia del sud ha progredito verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG), contrariamente all'Asia dell’est, che invece progredisce meno rapidamente.

L’Asia presenta una notevole diversità geografica, e l’ambiente inevitabilmente subisce gli effetti della pressione demografica, della rapida crescita economica, dell’industrializzazione, dell’inadeguatezza della legislazione e degli investimenti, delle misure di protezione scarsamente applicate che comportano uno sfruttamento insostenibile delle risorse naturali. Inoltre, il cambiamento climatico rischia di aggravare una situazione geologica e climatica già instabile.

Ambiti prioritari della strategia regionale 2007-2013

La prima priorità della strategia è promuovere la cooperazione e l’integrazione regionale. A tal fine, l’UE sostiene il lavoro e il dialogo con il Vertice Asia-Europa (ASEM) (EN), la Fondazione Asia-Europa (ASEF) (EN), la rete di informazione trans-Eurasia (TEIN) (EN), l’Associazione dell’Asia del sud per la cooperazione regionale (AASCR) (EN), la zona di libero scambio dell’Asia del sud (AFTA) (EN) e l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) (EN).

La seconda priorità è volta a incoraggiare la cooperazione fondata sulla politica e il know-how in materia di ambiente, istruzione e sanità allo scopo di incoraggiare un consumo e una produzione sostenibili, nonché scambi di beni e servizi ambientali, oltre che sostenere l’applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT), ponendo altresì l’accento sulla promozione delle pari opportunità e dei valori democratici, dello Stato di diritto, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, come pure aiutando la regione nella gestione dell’influenza aviaria e delle malattie emergenti e altamente patogene con l’intento di istituire una cooperazione sanitaria transfrontaliera.

La terza priorità consiste nel sostenere le popolazioni asiatiche sradicate aiutandole a rimpatriare e stabilirsi nel proprio paese di origine o in un paese terzo. Tale sostegno stabilisce una serie di legami tra assistenza, reinserimento e sviluppo, cercando di colmare il divario notevole tra aiuti di emergenza ai profughi e assistenza a lungo termine. Le attività sono condotte di concerto con ECHO (EN) e nel rispetto delle operazioni definite nell’ambito dei programmi elaborati per paese. Gradualmente si creeranno partenariati locali e capacità di sviluppo.

Alcuni temi trasversali saranno trattati a livello regionale o eventualmente integrati nel programma nel suo complesso (diritti umani, democrazia, governance, eccetera).

Modalità

Per il periodo 2007-2013, il bilancio stanziato a favore dell’Asia ammonta a 5,187 miliardi di euro, di cui l’81 % concernente l’aiuto allo sviluppo dei paesi e il 16 % l’assistenza regionale, mentre il 3 % sarà accantonato come riserva. Il presente DSR comprende un programma indicativo pluriennale regionale (PIP), che costituisce il documento di programmazione dell’assistenza sulla base delle azioni definite per realizzare le tre priorità individuate nel DSR. Il primo PIP copre il periodo 2007-2010 (400 milioni di euro) e un secondo coprirà il periodo 2011-2013 (375 milioni di euro). Il DSR integra i documenti di strategia nazionale predisposti per ogni paese dell’Asia, nonché il DSR per l’Asia centrale (pdf) (EN ). Lo strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (DCI) costituisce il quadro principale di finanziamento dell’assistenza concessa nell’ambito del presente DSR.

Le attività sostenute sono le seguenti: programmi, contatti, riunioni, attività di promozione, dialogo, scambio di buone prassi, riunioni di esperti, cooperazione regionale e trilaterale, seminari, convegni, workshop, ricerca, gemellaggi, incontri, studi, formazioni, viaggi di studio, programmi di scambi universitari e armonizzazione delle norme e della legislazione. Nelle fasi di identificazione, si definiranno anche altre attività.

Per valutare l’efficacia delle attività condotte, sono previsti indicatori di successo, che specificano l’obiettivo ricercato con l’intervento, il risultato e i vantaggi previsti per i gruppi destinatari, gli effetti diretti, nonché le attività da condurre per conseguire le finalità prestabilite. I risultati delle attività saranno misurati da un punto di vista qualitativo e quantitativo utilizzando non solo gli indicatori, ma anche i criteri di verifica e gli altri meccanismi attuativi. L’applicazione di tutti i programmi formerà oggetto di sorveglianza e controllo. A metà percorso è previsto un controllo dell’intero programma (2009).

Contesto

La cooperazione tra le due regioni rientra nell’ambito della comunicazione "Europa e Asia" e del consenso europeo per lo sviluppo, che ha eletto l’eliminazione della povertà quale obiettivo principe. In tal modo, il presente DSR assicura continuità per quanto concerne le priorità definite, i risultati ottenuti e le esperienze maturate con il precedente DSR per il periodo 2005-2006 (EN ).

Ultima modifica: 30.05.2008

Vedi anche

  • Per ulteriori informazioni, consultare il sito della Direzione generale Relazioni esterne (EN).
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