RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 5 lingue

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Accordo con il Giappone sull'assistenza giudiziaria reciproca

Questo accordo stabilisce le condizioni per la richiesta e la fornitura di assistenza giudiziaria in materia penale tra l'Unione europea (UE) e il Giappone.

ATTO

Decisione 2010/616/UE del Consiglio, del 7 ottobre 2010, relativa alla conclusione dell’accordo tra l’Unione europea e il Giappone sull’assistenza giudiziaria reciproca in materia penale.

SINTESI

L'Unione europea (UE) e il Giappone hanno negoziato un accordo sull'assistenza giudiziaria reciproca in materia penale, al fine di stabilire una cooperazione più efficace in questo campo. L'accordo, entrato in vigore il 2 gennaio 2011, è il primo accordo autonomo di assistenza giudiziaria reciproca tra l'UE e un paese terzo. Finora, nessun paese dell'Unione europea aveva concluso un accordo con il Giappone.

L'accordo vale per la richiesta e la fornitura di assistenza giudiziaria reciproca in materia di indagini, azioni penali e altri procedimenti in materia penale. Non si applica all'estradizione, al trasferimento dei procedimenti penali e all'esecuzione di decisioni diverse dalla confisca.

L'assistenza giudiziaria comprende gli elementi seguenti:

  • assunzione di deposizioni o dichiarazioni, anche in videoconferenza;
  • ottenimento di elementi di prova, anche mediante sequestri;
  • ottenimento di informazioni sui conti bancari;
  • esame e localizzazione o individuazione di persone, elementi di prova o luoghi;
  • produzione di elementi di prova detenuti dalle autorità;
  • notificazione di documenti;
  • trasferimento di persone detenute ai fini di una deposizione;
  • blocco o sequestro e la confisca di proventi.

Ogni paese dell'UE e il Giappone deve designare un'autorità centrale responsabile per l'invio, il ricevimento e la risposta alle richieste di assistenza. Tali autorità sono inoltre incaricate di eseguire le richieste o di inoltrarle alle autorità competenti per la loro esecuzione.

Richieste di assistenza

Il paese che presenta una richiesta di assistenza deve farlo per iscritto. In casi urgenti, la richiesta può essere effettuata con altri mezzi di comunicazione affidabili. La richiesta di assistenza deve contenere alcune informazioni specifiche definite nell'accordo. Se necessario, lo Stato richiesto può esigere ulteriori informazioni per l'esecuzione della richiesta di assistenza. La richiesta ed eventuali documenti ad essa allegati sono accompagnati dalla traduzione in una lingua ufficiale dello Stato richiesto o in un'altra lingua stabilita da tale paese.

Esecuzione delle richieste

Lo Stato richiesto esegue prontamente la richiesta di assistenza in conformità con la sua legislazione nazionale. Qualora si ritenga che una richiesta interferisca in un’indagine in corso, un’azione penale o un altro procedimento nello Stato richiesto, quest’ultimo può rinviare tale esecuzione, o subordinarla a determinate condizioni. Lo Stato richiesto deve trasmettere il risultato dell'esecuzione, nonché eventuali deposizioni o elementi di prova ottenuti, allo Stato richiedente. Se una richiesta non può essere eseguita in tutto o in parte, lo Stato richiesto informa lo Stato richiedente dei motivi della mancata esecuzione. A determinate condizioni, lo Stato richiesto può rifiutare di fornire assistenza, per esempio se la richiesta riguarda un reato che è punito con la morte secondo la legge dello Stato richiedente. Se l’assistenza è rifiutata lo Stato richiesto informa lo Stato richiedente riguardo ai motivi di rifiuto.

Deposizioni e dichiarazioni

Il paese richiedente può utilizzare solo deposizioni, dichiarazioni, elementi di prova o informazioni nelle indagini, azioni penali o altri procedimenti per i quali sono stati richiesti. Lo Stato richiesto può imporre disposizioni di riservatezza o altre condizioni per l'uso di questi dati. Esso può anche imporre condizioni per il trasporto, la conservazione e la restituzione degli elementi di prova richiesti.

Per assumere deposizioni o dichiarazioni, lo Stato richiesto può ricorrere a misure coercitive, se necessario, e sempre che ciò sia giustificabile dal proprio diritto nazionale. Nei casi in cui la persona interessata debba essere ascoltata in qualità di testimone in un procedimento dello Stato richiedente, lo Stato richiesto può consentire che le autorità competenti assumano dichiarazioni o deposizioni da tale persona mediante videoconferenza.

Persone, elementi di prova e luoghi

Se necessario e giustificato dal proprio diritto nazionale, lo Stato richiesto può ricorrere a misure coercitive per acquisire gli elementi ed esaminare persone, elementi di prova o luoghi.

Lo Stato richiesto deve fornire allo Stato richiedente le registrazioni, i documenti o gli estratti conto della persona oggetto di indagine, nella misura in cui la banca in questione possiede tali informazioni.

Lo Stato richiesto deve fornire allo Stato richiedente qualsiasi elemento di prova detenuto dalle proprie autorità legislative, amministrative, giudiziarie, accessibile al pubblico. Esso dovrebbe inoltre fornire tutti gli elementi non pubblici, compresi i casellari giudiziari, detenuti dalle proprie autorità, nella stessa misura e alle stesse condizioni in cui sarebbero disponibili per le sue autorità investigative e responsabili dell’azione penale.

Lo Stato richiesto provvede alla consegna di documenti, compresa la consegna di citazioni o altri documenti che richiedono la presenza di una persona dinanzi all’autorità competente dello Stato richiedente. Se viene richiesta la presenza di una persona detenuta per una deposizione, lo Stato richiesto può trasferire temporaneamente questa persona nello Stato richiedente. Tuttavia, la persona da trasferire deve prima dare il proprio assenso e il trasferimento deve essere consentito dalla legislazione dello Stato richiesto.

Confisca di proventi

Lo Stato richiesto dovrebbe assistere lo Stato richiedente, nella misura consentita dalle sue leggi, nei procedimenti riguardanti il blocco o il sequestro e la confisca dei proventi di reato. Lo Stato richiedente deve allegare alla richiesta la decisione di un giudice o altra autorità giudiziaria che impone la confisca. Se i proventi sono sotto la custodia dello Stato richiesto, esso può trasferirli, in tutto o in parte, nello Stato richiedente.

RIFERIMENTI

Atto Entrata in vigore Termine ultimo di recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Decisione 2010/616/UE

7.10.2010

-

GU L 271 del 15.10.2010

Ultima modifica: 07.02.2011

Vedi anche

  • Sito del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sul Giappone (EN)
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina