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Strategia per migliorare la governance marittima nel Mediterraneo

La strategia adottata nel novembre 2009 dalla Commissione europea risponde alle principali sfide nel settore marittimo (sicurezza, pesca, acquacoltura, protezione dell’ambiente, cambiamento climatico, ecc.) cui è confrontato il bacino mediterraneo. Tale strategia è volta al miglioramento della governance degli affari marittimi, la quale deve conciliare lo sviluppo economico con la tutela dell’ambiente. Il successo della strategia richiede il rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi interessati.

ATTO

Comunicazione della Commissione, dell’11 novembre 2009, intitolata “Una politica marittima integrata per una migliore governance nel Mediterraneo” [COM(2009) 466 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il bacino mediterraneo deve gestire i conflitti in materia di utilizzo dello spazio marittimo, i rischi per la sicurezza marittima, l’impoverimento delle risorse, il degrado dell’ambiente e gli effetti dannosi del cambiamento climatico. La risoluzione di tali problemi comuni è strettamente legata al miglioramento della governance in materia di affari marittimi. Questa deve essere in grado di garantire una crescita più sostenibile per la regione.

Promuovere una governance marittima integrata

Per affrontare sfide comuni, è necessario un rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi rivieraschi del Mediterraneo. Ma ciò non basta. I responsabili delle decisioni devono tenere maggiormente conto dei legami esistenti fra le diverse attività marittime. Così facendo, potranno gettare le basi della politica marittima integrata dell’Unione europea (UE), adottata nell’ottobre 2007, cioè una nuova concezione della politica marittima che mette da parte le azioni settoriali per favorire un approccio globale.

Le nuove azioni devono in particolare:

  • invitare le parti interessate e le amministrazioni a definire delle priorità più globali in materia di affari marittimi;
  • rafforzare la cooperazione fra le parti interessate e le amministrazioni in tutti i settori della sfera marittima, in tutto il bacino mediterraneo;
  • facilitare lo scambio delle migliori pratiche fra gli Stati membri ricorrendo ai fondi comunitari a sostegno della cooperazione territoriale;
  • fornire assistenza tecnica, nel quadro dello strumento europeo di vicinato e partenariato, ai paesi mediterranei che non sono membri dell’UE. Tale assistenza permetterà loro di adottare un approccio più integrato in materia di affari marittimi;
  • favorire la ratifica e l’applicazione della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS);
  • creare un gruppo di lavoro sulla politica marittima integrata, al fine di promuovere il dialogo e la cooperazione con i paesi del bacino mediterraneo che non sono membri dell’UE;
  • intensificare la cooperazione multilaterale con tutti i settori mediante studi specifici e una migliore applicazione degli accordi internazionali e regionali che regolamentano le attività marittime.

Utilizzare gli strumenti trasversali per una governance marittima integrata

Dal 2007, la politica marittima integrata si è dotata di un certo numero di strumenti a sostegno della governance marittima. Questi strumenti sono per esempio:

  • la pianificazione dello spazio marittimo (PSM) che permette di sfruttare al meglio lo spazio marittimo. La Commissione avvierà uno studio e lancerà un progetto pilota volto a testare l’applicazione della PSM nel Mediterraneo;
  • la gestione integrata delle zone costiere (GIZC) e delle isole. La Commissione fornirà un inventario accessibile via Internet delle migliori pratiche nei diversi bacini marittimi e offrirà il proprio sostegno, nell’ambito del 7° programma quadro dell’UE, alla creazione di una base di conoscenze in materia di GIZC nel Mediterraneo;
  • l’integrazione degli sforzi di ricerca che la Commissione intende rafforzare conformemente alla strategia europea per la ricerca marina e marittima. In particolare, metterà in atto un grande meccanismo di ricerca multitematica, specialmente adattato al bacino del Mediterraneo;
  • la sorveglianza marittima integrata con la finalità di rendere il Mediterraneo più sicuro. Sei Stati membri costieri partecipano già a un progetto pilota volto a rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni fra le autorità nazionali responsabili del monitoraggio e della sorveglianza in mare. Questo approccio dovrebbe contribuire a rendere la sorveglianza marittima più uniforme in tutto il bacino mediterraneo.
Ultima modifica: 17.03.2010
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