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Strategia per il Mar Baltico

La Commissione ha elaborato una strategia per far fronte al degrado del Mar Baltico, migliorare la qualità delle reti di trasporto ed eliminare gli ostacoli agli scambi commerciali.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 10 giugno 2009, intitolata «Strategia dell’Unione europea per la regione del Mar Baltico» [COM(2009) 248 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La Commissione ha adottato una strategia globale per sfruttare il potenziale economico e ambientale della regione del Mar Baltico e rispondere alle sfide comuni cui deve far fronte questa regione. La strategia è volta a migliorare il coordinamento fra gli otto Stati membri che si affacciano sul Mar Baltico e gli altri paesi costieri che non sono membri dell’Unione europea (UE).

La strategia è stata elaborata sotto forma di comunicazione. La sua attuazione si basa sul rafforzamento della cooperazione fra i governi nazionali e regionali, le imprese e la parte restante della società civile. Si tratta di un nuovo approccio, attuato anche nel bacino del Danubio, che potrebbe ispirare altre strategie analoghe in altre regioni europee.

Le misure adottate nel quadro della strategia rientrano in quattro sfide chiave:

  • la creazione di un ambiente sostenibile;
  • il miglioramento della prosperità della regione;
  • il miglioramento dell'accessibilità e dell'attrattiva;
  • la garanzia della sicurezza nella regione.

Per garantire un ambiente sostenibile gli otto paesi interessati dovranno prendere misure volte a:

  • ridurre l'immissione di nutrienti nel mare a livelli accettabili;
  • preservare le aree naturali e la biodiversità, comprese le zone di pesca;
  • ridurre l'impiego e l'impatto delle sostanze pericolose;
  • fare della regione un modello di navigazione pulita;
  • mitigare i cambiamenti climatici e garantire l'adattamento ad essi.

I paesi potranno ricorrere alle misure e agli strumenti elaborati nel quadro della strategia per l'ambiente marino o della politica comune della pesca. La strategia per il Mar Baltico rappresenterà inoltre la prima tappa dell’attuazione della politica marittima integrata dell’Unione a livello regionale. La componente «sviluppo rurale» della politica agricola comune contribuirà anch’essa allo sviluppo di un ambiente sostenibile nella regione.

La strategia intende migliorare la prosperità e l’attrattiva della regione. Le azioni previste dovranno pertanto contribuire a:

  • rimuovere gli ostacoli al mercato interno nella regione del Mar Baltico;
  • sfruttare appieno le potenzialità della regione nel campo della ricerca e dell'innovazione;
  • applicare lo «Small Business Act», ovvero promuovere lo spirito imprenditoriale, rafforzare le PMI e incoraggiare un uso più efficiente delle risorse umane;
  • rafforzare la sostenibilità di agricoltura, silvicoltura e pesca.

La regione del Mar Baltico resta isolata dal resto dell’UE, soprattutto nel settore dei trasporti e dell’energia. La strategia si prefigge quindi l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e l’attrattiva di questa regione. Le azioni attuate dai paesi dovranno pertanto consentire di:

  • migliorare l'accesso ai mercati energetici, come pure la loro efficienza e sicurezza;
  • sviluppare i collegamenti di trasporto interni ed esterni;
  • preservare e rafforzare l'attrattiva della regione del Mar Baltico, in particolare grazie all'istruzione, al turismo e alla salute.

Per quanto riguarda la sicurezza, l’UE intende limitare i rischi di inquinamento marino dovuto a cause accidentali o intenzionali e combattere la criminalità organizzata. Le azioni da intraprendere dovranno contribuire a:

  • fare della regione un modello di sicurezza e protezione marittime;
  • rafforzare la protezione nei confronti delle emergenze gravi in mare e a terra;
  • ridurre la criminalità transfrontaliera e le sue conseguenze.

Alle azioni adottate nell’ambito delle quattro sfide chiave di cui sopra vanno ad aggiungersi misure trasversali, fra cui lo sviluppo di strutture integrate di governance marittima e la pianificazione dello spazio marittimo e del territorio. Il progetto BONUS-169 costituisce un esempio di progetto fondamentale per garantire il successo della strategia. È finanziato a titolo del 7° programma quadro e associa un approccio ecosistemico e un’efficace interfaccia scienza/politica.

Le azioni e i progetti attuati nel quadro della strategia potranno essere sostenuti da fondi comunitari messi a disposizione da programmi e strumenti europei quali il 7° programma quadro, il programma Life+, le reti transeuropee per i trasporti e l’energia, i Fondi strutturali europei, ecc. L’aiuto destinato alla regione del Mar Baltico nell’ambito della politica di coesione dovrebbe quindi superare i 50 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. La Commissione intende collaborare con le autorità di programmazione dei Fondi per facilitare la selezione di progetti in linea con gli obiettivi della strategia.

La strategia per la regione del Mar Baltico è uno strumento interno destinato all’Unione europea e ai suoi Stati membri, ma implica una collaborazione con altri attori della regione come ad esempio la Russia, la Norvegia o la Bielorussia. Tale cooperazione con i paesi terzi potrà avvenire attraverso strutture esistenti nel quadro della dimensione settentrionale, nonché in seno ad organizzazioni intergovernative come la Commissione di Helsinki per il Mar Baltico (EN).

Contesto

La presente strategia scaturisce da una consultazione pubblica on line realizzata dalla Commissione nel novembre del 2008 nonché da innumerevoli dibattiti pubblici e gruppi di lavoro organizzati negli otto Stati membri interessati.

ATTI CONNESSI

Decisione n. 862/2010/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010 , concernente la partecipazione dell’Unione ad un programma comune di ricerca e sviluppo nel Mar Baltico (BONUS) avviato da alcuni Stati membri [Gazzetta ufficiale L 256 del 30.9.2010].

Ultima modifica: 25.03.2011
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