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Utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura

L'Unione europea disciplina l'uso dei fanghi di depurazione in agricoltura in modo da evitare effetti nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull'uomo. In particolare, essa stabilisce i valori limite per la concentrazione di metalli pesanti e proibisce lo spandimento di fanghi di depurazione quando la concentrazione di determinate sostanze nel suolo supera questi valori.

ATTO

Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

I fanghi di depurazione possiedono utili proprietà agronomiche nel settore dell'agricoltura. Il loro utilizzo deve tener conto del fabbisogno di sostanze nutrizionali delle piante, senza però compromettere la qualità del suolo o delle acque superficiali e sotterranee. Infatti taluni metalli pesanti presenti nei fanghi di depurazione possono essere tossici per le piante e per l'uomo.

I fanghi di depurazione possono essere utilizzati in agricoltura, a condizione che lo Stato membro ne disciplini la loro utilizzazione.

La direttiva contiene valori limite per le concentrazioni di metalli pesanti nel suolo (allegato I A), nei fanghi (allegato I B) e per le quantità annue di metalli pesanti che possono essere introdotte nel suolo (allegato I C).

L'utilizzo di fanghi di depurazione è vietato se la concentrazione di uno o più metalli pesanti nel suolo supera i limiti stabiliti a norma dell'allegato I A. Gli Stati membri devono pertanto adottare le misure necessarie per garantire che questi limiti non vengano superati a causa dell'uso di fanghi.

I fanghi devono essere trattati prima di essere utilizzati in agricoltura, ma gli Stati membri possono autorizzare l'utilizzazione di fanghi non trattati qualora vengano iniettati o interrati nel suolo.

L'utilizzazione dei fanghi è vietata:

  • sui pascoli o sulle colture foraggere, qualora su detti terreni si proceda al pascolo o alla raccolta del foraggio prima che sia trascorso un certo periodo. Questo periodo, fissato dagli Stati membri, non può comunque essere inferiore a tre settimane;
  • sui terreni destinati all'orticoltura e alla frutticoltura, durante il periodo vegetativo, salvo le colture di alberi da frutto;
  • sui terreni destinati all'orticoltura e alla frutticoltura, i cui prodotti sono normalmente a contatto diretto col terreno e sono normalmente consumati crudi, nei dieci mesi precedenti il raccolto e durante il raccolto stesso.

I fanghi e i terreni su cui vengono utilizzati sono oggetto di campionatura e di analisi.

Gli Stati membri garantiscono che vengano tenuti aggiornati i registri in cui sono annotati:

  • i quantitativi di fango prodotto e quelli forniti per usi agricoli;
  • la composizione e le caratteristiche dei fanghi;
  • il tipo di trattamento impiegato;
  • i nomi e gli indirizzi dei destinatari dei fanghi e i siti di utilizzazione dei fanghi.

Gli Stati membri, qualora le condizioni lo richiedano, possono adottare misure più severe di quelle previste nella presente direttiva.

Gli Stati membri redigono ogni quattro anni, e per la prima volta cinque anni dopo la notifica della presente direttiva, una relazione riassuntiva sull'utilizzazione dei fanghi in agricoltura, in cui saranno specificati i quantitativi di fanghi utilizzati, i criteri seguiti e le difficoltà incontrate e trasmettono tale relazione alla Commissione che pubblica le informazioni in essa contenute.

In base a tale relazione, la Commissione presenta, se del caso, appropriate proposte per aumentare la protezione del suolo e dell'ambiente.

RIFERIMENTI

Atto Entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 86/278/CEE

18.6.1986

18.6.1989

GU L 181 del 4.7.1986

Atto/i modificatore/i Entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 91/692/CEE

23.12.1991

1.1.1993

GU L 377 del 31.12.1991

Regolamento (CE) n. 807/2003

5.6.2003

-

GU L 122 del 16.5.2003

Regolamento (CE) n. 219/2009

20.4.2009

-

GU L 87 del 31.3.2009

Le successive modifiche e correzioni alla direttiva 86/278/CEE sono state integrate al testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione del 20 novembre 2009 sull’attuazione della legislazione comunitaria relativa ai rifiuti direttiva 2006/12/CE relativa ai rifiuti, direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi, direttiva 75/439/CEE concernente gli oli usati, direttiva 86/278/CEE sui fanghi di depurazione, direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche nel periodo 2004-2006 [COM(2009) 633 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Sono passati 20 anni dall'adozione della direttiva sui fanghi di depurazione e nessun problema di attuazione è stato individuato. Al tempo stesso alcuni segnali inducono a pensare che la direttiva possa avere una portata troppo ristretta e porsi obiettivi troppo limitati. Diversi Stati membri hanno fissato e fatto rispettare valori più stringenti per le concentrazioni di metalli pesanti, e stabilito degli obblighi in relazione ad altri contaminanti. La valutazione d’impatto della Commissione permetterà di stabilire se si debbano porre in essere misure più rigorose, nonché ad esaminare la possibilità di estendere l’ambito di applicazione della direttiva ad altri tipi di fanghi e di applicazioni in campi diversi dall’agricoltura.

Relazione della Commissione, del 19 luglio 2006, sull’attuazione della legislazione comunitaria relativa ai rifiuti - direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti, direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi, direttiva 75/439/CEE concernente gli oli usati, direttiva 86/278/CEE sui fanghi di depurazione, direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti - nel periodo 2001-2003 [COM(2006) 406 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Secondo la relazione, alcuni Stati membri hanno fissato valori limite di concentrazione inferiori a quelli della direttiva. Inoltre, le concentrazioni medie di metalli pesanti nei fanghi usati in agricoltura sono ben inferiori ai valori limite previsti dalla direttiva. La maggior parte degli Stati membri dell'UE-15 ha registrato un aumento della produzione di fanghi. Sette Stati membri hanno riferito di utilizzare in agricoltura almeno il 50% dei fanghi che producono. La Commissione ritiene che l’utilizzazione di fanghi di depurazione come fertilizzanti su terreni agricoli possa essere considerata una tra le migliori alternative sotto il profilo ambientale, ma solo a condizione che non comporti effetti nocivi per l’ambiente o la salute umana e animale.

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 19 maggio 2003, sull'attuazione della legislazione comunitaria direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti, direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi, direttiva 75/439/CEE concernente gli oli usati, direttiva 86/278/CEE sui fanghi di depurazione e direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio - Nel periodo 1998-2000 [COM(2003) 250 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 10 gennaio 2000, relativa all'attuazione della legislazione comunitaria sui rifiuti per il periodo 1995-1997 (direttive 75/442/CEE, 91/689/CEE, 75/439/CEE, 86/278/CEE) [COM(1999) 752 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
In questa relazione, la Commissione non riscontra problemi rilevanti per quanto riguarda il recepimento formale della direttiva 86/278 sui fanghi di depurazione nelle legislazioni nazionali. La direttiva è riuscita a evitare la contaminazione delle colture ad opera di agenti patogeni in seguito all'utilizzazione dei fanghi in agricoltura. Tuttavia, in pochi Stati membri si raggiunge una percentuale di riutilizzo dei fanghi molto elevata. Nella misura in cui la Commissione si aspetta un aumento di circa il 40% della produzione di fanghi entro il 2005, una revisione complessiva delle disposizioni della direttiva sembra opportuna.

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 27 febbraio 1997 relativa all'applicazione delle direttive 75/439/CEE, 75/442/CEE, 78/319/CEE e 86/278/CEE sulla politica in materia di rifiuti [COM(97) 23 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Poiché la direttiva 86/278/CEE è stata notificata il 17 giugno 1986, gli Stati membri dovevano presentare la prima relazione entro il 17 giugno 1991. Solo sei Stati membri (Belgio, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito) hanno inviato la loro relazione 1991/1992.
Una seconda relazione concernente gli anni dal 1991 al 1994 avrebbe dovuto essere inviata entro il 17 giugno 1995.
L'analisi della Commissione riguarda il periodo 1991/1994 sulla base delle relazioni inviate da 5 Stati membri (Belgio, Spagna, Francia, Regno Unito e Portogallo).
Secondo la relazione, alcuni Stati membri non hanno ancora adottato tutte le misure nazionali per il recepimento della direttiva. Per tale ragione, il Belgio è stato condannato dalla Corte di giustizia (sentenza del 3 maggio 1994, causa C-260/93) per il mancato recepimento della direttiva.
Dopo l'adozione della direttiva 91/692/CEE per l'armonizzazione e l'attuazione di talune direttive concernenti l'ambiente, la Commissione ha adottato un questionario standard per l'elaborazione delle relazioni, impiegato per la prima volta per la relazione 1991/1994.
La relazione mostra lo stato delle legislazioni nazionali e i valori limiti fissati dai 5 Stati che hanno inviato la loro relazione.
La Commissione ritiene che al momento attuale sia difficile trarre conclusioni definitive, data la mancanza delle relazioni di diversi Stati membri e il carattere lacunoso di alcune relazioni inviate. Tuttavia ritiene che la direttiva sia stata discretamente attuata per quanto riguarda le concentrazioni consentite dei metalli pesanti nei fanghi utilizzabili in agricoltura, dal momento che il livello generale è inferiore ai valori limite fissati nell'allegato I B della direttiva.

Ultima modifica: 22.02.2010
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