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Impianti portuali per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico

La presente direttiva migliora la disponibilità e l'utilizzo degli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, al fine di proteggere ulteriormente l'ambiente marino dall'inquinamento prodotto dalle navi.

ATTO

Direttiva 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2000, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

La direttiva ha gli stessi obiettivi della convenzione Marpol 73/78 sulla prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi, ratificata in tutti gli Stati membri. Tuttavia, a differenza della convenzione, che mira a regolamentare gli scarichi delle navi in mare, la direttiva si concentra sul passaggio delle navi nei porti dell'Unione europea. Essa affronta in maniera dettagliata le responsabilità giuridiche, finanziarie e pratiche dei vari operatori impegnati nel conferimento dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico nei porti.

Le navi

La presente direttiva si applica a:

  • tutte le navi, compresi i pescherecci e le imbarcazioni da diporto, a prescindere dalla loro bandiera, che fanno scalo o che operano in un porto di uno Stato membro, ad esclusione delle navi militari da guerra, o ausiliarie o di altre navi possedute o gestite da uno Stato e impiegate, al momento, solo per servizi statali a fini non commerciali;
  • tutti i porti degli Stati membri.

Gli impianti portuali di raccolta

Gli Stati membri provvedono a mettere a disposizione impianti portuali di raccolta adeguati a rispondere alle esigenze delle navi che utilizzano normalmente il porto, senza causare loro ingiustificati ritardi. Gli impianti devono tener conto delle dimensioni del porto e della tipologia delle navi che vi fanno scalo.

I piani di raccolta e di gestione dei rifiuti

Per ciascun porto è elaborato un piano di raccolta e di gestione dei rifiuti. Il piano è valutato e approvato dallo Stato membro interessato. Si procede ad una nuova approvazione almeno ogni tre anni.

La notifica

Il comandante di una nave (diversa da un peschereccio o da un'imbarcazione da diporto omologata per un massimo di 12 passeggeri) che sia diretta verso un porto situato nella Comunità deve notificare, menzionando in particolare la data e l'ultimo porto dove i rifiuti prodotti sono stati conferiti, nonché la quantità di rifiuti rimasti a bordo.

Il conferimento dei rifiuti prodotti dalle navi

Salvo deroghe, una nave che approda in un porto comunitario conferisce tutti i rifiuti prodotti dalla nave prima di lasciare il porto, a meno che il comandante non riesca a dimostrare che la capacità di stoccaggio della sua nave sia sufficiente. Le navi che non conferiscono i loro rifiuti, senza fornire motivi validi di deroga, non sono autorizzate a lasciare il porto finché non venga effettuato il conferimento.

Il regime tariffario applicabile ai rifiuti prodotti dalla nave

I porti devono predisporre sistemi di recupero dei costi che incentivino lo scarico dei rifiuti a terra e scoraggino lo scarico in mare. Tutte le navi che approdano nei porti di uno Stato membro contribuiscono in misura significativa ai costi (nell'ordine di almeno il 30% per la Commissione), a prescindere dall'effettivo uso degli impianti. Tale sistema di copertura dei costi è costituita da tale elemento non specifico fisso e, eventualmente, da un elemento variabile che dipende dalla quantità e dal tipo di rifiuti effettivamente conferiti.

Le ispezioni

Le navi che fanno scalo nei porti dell'UE possono essere soggette a ispezione, nella norma minima del 25%. Le ispezioni riguarderanno in modo prioritario le navi che non hanno adempiuto agli obblighi di notifica e quelle sospettate di non conferire i propri rifiuti.

Qualora sia chiaramente dimostrato che una nave ha preso il largo senza aver conferito i propri rifiuti, in assenza delle dovute deroghe, la competente autorità del successivo porto di scalo ne viene informata. Inoltre, alla nave non viene consentito di lasciare tale porto fino all'avvenuto svolgimento di una più dettagliata valutazione.

Le misure di accompagnamento

La presente direttiva prevede una serie di misure di accompagnamento. In particolare, è previsto che le navi che rispettano le norme alle quali sono soggette, abbiano diritto al risarcimento del danno causato da ritardi ingiustificati dovuti all'assenza di adeguati impianti portuali di raccolta.

La valutazione

Gli Stati membri presentano, a scadenze triennali, alla Commissione una relazione sullo stato di attuazione della presente direttiva, in seguito alla quale la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione sul funzionamento del sistema.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2000/59/CE

28.12.2000

28.12.2002

GU L 332 del 28.12.2000

Atto(i) modificatore(i)Entrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2002/84/CE

29.11.2002

29.11.2003

GU L 324 del 29.11.2002

Regolamento (CE) n. 1137/2008

11.12.2008

-

GU L 311 del 21.11.2008

Le modifiche e correzioni successive alla direttiva 2000/59/CE sono state integrate nel testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale

Ultima modifica: 20.10.2010
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