RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 15 lingue
Nuove lingue disponibili:  CS - HU - PL - RO

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico

L'Unione europea (UE) propone di dar vita a un'alleanza mondiale con i paesi poveri in via di sviluppo maggiormente esposti al cambiamento climatico per aiutarli a prepararsi a far fronte a questa sfida. Rivolgendosi in particolare ai paesi meno sviluppati e ai piccoli Stati insulari in via di sviluppo, tale alleanza permetterà un dialogo strutturato e una cooperazione concreta nell'ambito di azioni finanziate dalla politica di sviluppo dell'UE.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 18 settembre 2007 - Dar vita ad un'alleanza mondiale contro il cambiamento climatico tra l'Unione europea e i paesi poveri in via di sviluppo maggiormente esposti [COM(2007) 540 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il cambiamento climatico colpirà più duramente i paesi in via di sviluppo e in particolare i paesi meno sviluppati (PMS) e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), che non hanno risorse sufficienti a prepararsi e ad adeguarsi ai cambiamenti in corso. Secondo il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), l'Africa è particolarmente vulnerabile di fronte a questa sfida ed è quindi particolarmente esposta a stress idrico, fenomeni meteorologici molto violenti e insicurezza alimentare causata da siccità e desertificazione.

L'alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (AMCC) mira a sostenere i paesi più poveri e più vulnerabili affinché acquisiscano maggiori capacità di adattamento ai suoi effetti. Da un lato, essa fungerà da piattaforma per il dialogo e lo scambio su base regolare tra l'UE e questi paesi, con l'obiettivo di integrare il cambiamento climatico nelle strategie di sviluppo nazionale e nella cooperazione allo sviluppo. Tale dialogo sarà portato avanti anche a livello regionale, per esempio con il gruppo di paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), l'Unione africana (UA), i SIDS e il vertice Asia-Europa (ASEM). Dall'altro, l'AMCC fornirà assistenza tecnica e finanziaria finalizzata a misure di adattamento e a strategie di sviluppo che tengano conto del cambiamento climatico.

Tale scambio di vedute e di esperienze esterno al contesto dei negoziati permetterà di inscrivere il processo in corso nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e permetterà di sostenere la convergenza di vedute tra l'Europa e i paesi in via di sviluppo e di contribuire a definire un accordo sul clima all'indomani del 2012.

La Commissione propone cinque settori di intervento prioritari, che dovranno essere ulteriormente discussi e affinati nell'ambito del dialogo dell'AMCC, ossia:

  • attuare strategie di adattamento al cambiamento climatico sostenendo lo sviluppo, da parte dei paesi esposti diversi dai PMS, di piani d'azione mirati all'adattamento e la realizzazione di tali piani d'azione nei PMS e nei SIDS che li hanno ultimati. Altre misure proposte prevedono il finanziamento di progetti pilota di adattamento e il sostegno alla ricerca sulle conseguenze del cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo. Si propone altresì di elaborare forme innovative di adattamento, in particolare nell'ambito del VII programma quadro di ricerca dell'UE e del programma tematico sulla sicurezza alimentare;
  • ridurre le emissioni da disboscamento nei paesi in via di sviluppo attraverso il potenziamento della capacità nazionale in materia di monitoraggio del disboscamento e della messa a punto di strategie nazionali per contrastare il fenomeno. L'UE propone inoltre di introdurre delle misure di incentivo economico e di estendere l'iniziativa per «l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale» (FLEGT);
  • sostenere la partecipazione al meccanismo di sviluppo pulito (CDM) mediante il potenziamento delle capacità e l'assistenza tecnica allo sviluppo di progetti economicamente efficienti, nonché la valorizzazione dei progetti più adatti alle specificità dei PMS e dei SIDS;
  • incentivare la riduzione del rischio di calamità (RRC) attraverso il miglioramento dei sistemi di previsione e informazione climatici e la traduzione dei dati raccolti in misure concrete di preparazione. La Commissione propone inoltre di sostenere il potenziamento della capacità regionale di riduzione del rischio di calamità connesse al clima, nonché l'elaborazione di interventi di assistenza ai paesi in via di sviluppo per l'applicazione del quadro d'azione di Hyogo (EN);
  • fare sì che le strategie e i programmi di riduzione della povertà tengano conto del cambiamento climatico. Questo implica, da un lato, la promozione dell'integrazione dei piani d'azione per l'adattamento nelle strategie di sviluppo e, dall'altro, il sostegno al rafforzamento della capacità istituzionale nei PMS e nei SIDS affinché le loro politiche tengano conto del cambiamento climatico. La Commissione propone inoltre un'analisi dell'impatto ambientale dei progetti e dei programmi di sviluppo finanziati dall'UE. In particolare, la Commissione intende occuparsi sistematicamente del cambiamento climatico in occasione della valutazione intermedia dei documenti di strategia nazionali e regionali.

Finanziamento

L'AMCC sarà finanziata principalmente mediante il Programma tematico per l’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, compresa l’energia, al quale sono state destinate risorse aggiuntive per 50 milioni di euro per il periodo 2008-2010. A queste si aggiungono le risorse mobilitate a titolo del 10° Fondo europeo di sviluppo (FES), ossia le dotazioni per paese e per regione che possono contribuire all'AMCC, nonché circa 200 milioni di euro nel quadro del programma intra ACP in materia di cambiamento climatico, ambiente e prevenzione del rischio di calamità.

La Commissione fa inoltre appello agli Stati membri affinché contribuiscano al finanziamento dell'AMCC, in particolare destinandole una parte dell'aumento degli aiuti pubblici allo sviluppo che si sono impegnati a ottenere entro il 2010. Si intende altresì sviluppare un meccanismo di finanziamento comune dell'AMCC gestito dalla Commissione.

Contesto

Il profondo nesso tra cambiamenti climatici e povertà è già stato sottolineato dall'Unione europea nel 2003. L'idea di instaurare un'alleanza mondiale per far fronte al cambiamento climatico è stata proposta nel giugno 2007 dal Libro verde sull'adattamento ai cambiamenti climatici in Europa, che contempla un pilastro volto a integrare tale adattamento nelle azioni esterne dell'UE. Facendo seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di marzo 2007, il Libro verde auspicava infatti un dialogo e una cooperazione più approfonditi tra l'UE e i paesi in via di sviluppo in questo ambito.

ATTI COLLEGATI

Conclusioni del Consiglio su un'alleanza mondiale contro il cambiamento climatico tra l'Unione europea e i paesi poveri in via di sviluppo maggiormente esposti al fenomeno. Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 20 novembre 2007 [Non pubblicate sulla Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 12.12.2007
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina