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Tassazione degli autoveicoli pesanti: direttiva "eurobollo”

La presente direttiva armonizza i regimi fiscali, le tasse sugli autoveicoli, i pedaggi e i diritti di utenza per l'uso delle infrastrutture stradali - ed istituisce meccanismi equi di imputazione ai trasportatori dei costi delle infrastrutture.

ATTO

Direttiva 1999/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 1999, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su stradaper l'uso di alcune infrastrutture [Cfr atti modificativi].

SINTESI

La presente direttiva sostituisce la direttiva 93/89/CEE relativa all'applicazione da parte degli Stati membri delle tasse su taluni autoveicoli commerciali adibiti al trasporto di merci su strada, nonché dei pedaggi e diritti d'utenza riscossi per l'uso di alcune infrastrutture ("eurobollo").

La direttiva si applica alle tasse sugli autoveicoli, ai pedaggi e ai diritti di utenza imposti agli autoveicoli adibiti esclusivamente al trasporto di merci su strada e che abbiano un peso totale a pieno carico autorizzato pari o superiore a 12 tonnellate.

Sono esclusi dal campo di applicazione:

  • gli autoveicoli che effettuano trasporti esclusivamente nei territori non europei degli Stati membri;
  • gli autoveicoli immatricolati nelle Isole Canarie, a Ceuta e Melilla, nonché nelle Azzorre e a Madera e che effettuano trasporti esclusivamente in questi territori o tra questi e la Spagna e il Portogallo.

Tasse sugli autoveicoli

La direttiva definisce, paese per paese, quali sono le tasse contemplate, lasciando però ai singoli Stati membri la facoltà di stabilire le procedure di riscossione e recupero di tali tasse. Sancisce inoltre il principio secondo cui le tasse sono riscosse dallo Stato membro di immatricolazione.

Gli Stati membri non possono adottare, per le tasse sugli autoveicoli, aliquote inferiori all'aliquota minima stabilita nella direttiva. La direttiva prevede inoltre la possibilità per tutti gli Stati membri di applicare, in taluni casi e a determinate condizioni, aliquote ridotte o esenzioni.

Pedaggi e diritti di utenza

La direttiva enumera le condizioni che gli Stati membri devono rispettare per poter introdurre e/o mantenere pedaggi o introdurre diritti di utenza. Queste condizioni sono:

  • la riscossione limitata esclusivamente all'utilizzazione di autostrade o strade analoghe, di ponti, gallerie e valichi di montagna;
  • l'applicazione del principio di non discriminazione in base alla nazionalità del trasportatore o all'origine o alla destinazione del trasporto di merci;l'assenza di controlli alle frontiere interne;
  • il riesame aliquote massime dei diritti di utenza il 1. luglio 2002, e in seguito ogni due anni;
  • l'applicazione del principio di proporzionalità dei diritti di utenza in funzione della durata dell'utilizzazione delle infrastrutture;
  • la possibilità di differenziare le aliquote in funzione delle categorie di emissione dei veicoli e/o dell'ora della giornata;
  • la possibilità per due o più Stati membri di cooperare per introdurre un sistema comune di diritti di utenza, mediante l'osservanza di talune condizioni quali la ripartizione equa delle rispettive entrate tra gli Stati membri.

Oltre alle tasse previste dalla direttiva, gli Stati membri possono applicare:

  • tasse o diritti riscossi all'atto dell'immatricolazione dell'autoveicolo oppure gravanti sugli autoveicoli o sui carichi di peso o dimensioni fuori della norma;
  • tariffe di parcheggio e diritti specifici relativi alla circolazione urbana;
  • diritti destinati a combattere la congestione stradale.

Gli Stati membri che introducono sistemi elettronici di riscossione dei pedaggi cooperano affinché i loro sistemi siano interoperabili.

Revisione della direttiva di 2006

La direttiva 2006/38/CE del 17 maggio 2006 modifica la presente direttiva e istituisce un nuovo quadro comunitario relativo alla tariffazione dell'uso delle infrastrutture stradali. Ciò consente di aumentare l'efficacia del sistema dei trasporti stradali e di garantire il buon funzionamento del mercato interno. La direttiva consente agli Stati membri di riscuotere pedaggi o diritti di utenza per l'utilizzo delle strade, incluse le strade della rete transeuropea e le strade in regioni montagnose.

Dal 2012, la direttiva 2006/38/CE si applica agli autoveicoli di 3,5 - 12 tonnellate.

Gli Stati membri hanno la possibilità di differenziare i pedaggi in funzione del tipo di veicolo, della categoria di emissioni (classificazione "EURO"), del danno causato alle strade, nonché del luogo, del momento e del livello di congestione. Ciò consente di lottare contro i problemi causati dalla congestione del traffico nonché contro i danni causati all'ambiente, sulla base dei principi "chi utilizza paga" e "chi inquina paga".

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore - Data di scadenza Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Direttiva 1999/62/CE

20.07.2000

01.07.2000

GU L 187 del 20.07.1999


Atto(i) modificatore(i) Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Direttiva 2006/38/CE

10.06.2006

10.06.2008

GU L 157 del 09.06.2006

Direttiva 2006103/CE

1.1.2007

1.1.2007

GU L 363 del 20.12.2006

ATTI COLLEGATI

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 luglio 2008, che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di talune infrastrutture [COM(2008) 436 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La revisione della direttiva "eurobollo" deve consentire agli Stati membri di internalizzare i costi legati all'inquinamento e agli ingorghi causati dagli autoveicoli pesanti (costi esterni). Gli Stati membri saranno quindi autorizzati ad integrare, nei pedaggi riscossi dagli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto merci, un importo che corrisponde al costo dell'inquinamento atmosferico e acustico dovuto al traffico e al costo della congestione imposta agli altri veicoli. Gli importi varieranno in funzione della categoria di emissione EURO, delle distanze percorse, del luogo e del momento di utilizzo delle strade. Gli Stati membri dovranno utilizzare queste entrate a favore di progetti destinati a rafforzare la sostenibilità dei trasporti. I diritti devono essere riscossi mediante sistemi elettronici che non ostacolino la fluidità del traffico e non creino problemi ai caselli. Inoltre, la proposta estende il campo di applicazione della direttiva vigente al di là della rete transeuropea dei trasporti.

Direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità [Gazzetta ufficiale L 283 del 31.10.2003].
La presente direttiva istituisce un regime globale di tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità.

Ultima modifica: 13.10.2008
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