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Stoccaggio geologico del biossido di carbonio

L'Unione europea (UE) istituisce un quadro giuridico per lo stoccaggio geologico ambientalmente sicuro del biossido di carbonio (CO2). Questo nuovo quadro mira a prevenire e, qualora ciò non sia possibile, eliminare il più possibile gli effetti negativi delle emissioni di CO2 e qualsiasi rischio per l’ambiente e la salute umana.

ATTO

Direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e recante modifica della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio.

SINTESI

La presente direttiva istituisce un quadro giuridico per lo stoccaggio geologico ambientalmente sicuro di biossido di carbonio con la finalità di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

La presente direttiva si applica allo stoccaggio geologico del CO2 nel territorio degli Stati membri, nelle loro rispettive zone economiche esclusive e sulle loro piattaforme continentali.

La presente direttiva non si applica allo stoccaggio geologico di CO2 con una capacità inferiore a 100 chilotonnellate.

È invece vietato lo stoccaggio di CO2 nella colonna d'acqua o in un sito di stoccaggio il cui complesso di stoccaggio si estende al di là del territorio, delle zone economiche esclusive e delle piattaforme continentali degli Stati membri.

Selezione ed esplorazione dei siti di stoccaggio

Una formazione geologica è scelta come sito di stoccaggio solo se, alle condizioni di uso proposte, non vi è un rischio significativo di fuoriuscita e se non sussistono rischi rilevanti per l’ambiente o la salute.

L’idoneità di una formazione geologica ad essere adibita a sito di stoccaggio è determinata mediante la caratterizzazione e la valutazione del potenziale complesso di stoccaggio e dell’area circostante secondo i criteri fissati nell’allegato I della presente direttiva. La caratterizzazione di un sito si articola in tre fasi:

  • Fase 1: raccolta dei dati sul sito (geologia, idrogeologia, sismicità, ecc.) e sull'area circostante (popolazione, vicinanza a risorse o a siti protetti, ecc.);
  • Fase 2: creazione di modelli informatici a partire dai dati rilevati per caratterizzare il sito sotto diversi aspetti (struttura geologica, caratteristiche geomeccaniche e geochimiche, volume disponibile e altro);
  • Fase 3: caratterizzazione del comportamento dinamico di stoccaggio, caratterizzazione della sensibilità e valutazione dei rischi.

Le esplorazioni necessarie per ottenere le informazioni richieste per la scelta di un sito di stoccaggio non possono essere realizzate senza un’apposita licenza. La licenza è rilasciata dall'autorità competente di ciascuno Stato membro, per il tempo necessario per esplorare il sito. Tuttavia, una proroga può essere concessa per ultimare l'esplorazione interessata. Il titolare di una licenza di esplorazione ha il diritto esclusivo di esplorazione del potenziale complesso di stoccaggio di CO2. Gli Stati membri provvedono affinché, durante il periodo di validità della licenza, non siano consentiti utilizzi incompatibili del complesso.

Licenza di stoccaggio

Nessun sito di stoccaggio può essere utilizzato senza licenza. Le domande di licenza di stoccaggio devono essere presentate all'autorità competente di ogni Stato membro e devono contenere alcune informazioni sul gestore, la caratterizzazione del sito di stoccaggio e del complesso di stoccaggio, la valutazione della sicurezza di stoccaggio, il quantitativo totale di CO2 da iniettare e la composizione dei flussi di CO2, i provvedimenti preventivi, una proposta di piano di monitoraggio, i provvedimenti correttivi, un piano provvisorio per la fase post-chiusura, la prova della garanzia finanziaria, ecc.

L'autorità competente deve verificare il rispetto delle disposizioni applicabili della presente direttiva e delle altre disposizioni legislative del diritto dell’Unione, nonché accertare che il sito è gestito da una persona affidabile e competente sotto il profilo tecnico. Gli Stati membri dovranno inviare alla Commissione le domande di autorizzazione entro un mese dalla loro ricezione. Entro quattro mesi dalla ricezione dei progetti di autorizzazione allo stoccaggio, la Commissione può esprimere un parere non vincolante sulle stesse. L'autorità competente deve tener conto del parere della Commissione prima di decidere e deve motivare la propria decisione definitiva se questa si discosta dal parere fornito dalla Commissione.

Nessuna modifica sostanziale deve essere fatta senza il rilascio di un'autorizzazione nuova o aggiornata allo stoccaggio a norma della presente direttiva.

L'autorità competente riesamina la situazione ed eventualmente aggiorna o, al limite, revoca l'autorizzazione allo stoccaggio:

  • in caso di fuoriuscite o irregolarità importanti,
  • per il mancato rispetto delle condizioni fissate nelle autorizzazioni o rischi di fuoriuscite o di irregolarità importanti,
  • per eventuali inadempienze del gestore rispetto alle condizioni indicate nell'autorizzazione,
  • in base a risultati scientifici e progressi tecnologici, e
  • in ogni caso, cinque anni dopo il rilascio dell'autorizzazione e in seguito ogni dieci anni.

Obblighi in materia di gestione, chiusura e fase post-chiusura

È vietato aggiungere rifiuti o altro materiale al flusso di CO2 per smaltirli. Le sostanze accidentalmente presenti nel flusso devono essere inferiori ai livelli che potrebbero danneggiare il sito di stoccaggio e le rispettive infrastrutture o che potrebbero comportare un rischio per l'ambiente. Il gestore deve dimostrare che il flusso di CO2 risponde a questi criteri e deve conservare un registro dei flussi conferiti al sito.

Il gestore deve monitorare gli impianti di iniezione, il complesso di stoccaggio ed eventualmente l'ambiente circostante, secondo le indicazioni del piano di monitoraggio approvato dall'autorità competente. Il monitoraggio serve in particolare a confrontare il comportamento effettivo del CO2 nel sito di stoccaggio con il comportamento ricavato dai modelli e a rilevare le irregolarità importanti, la migrazione di CO2, le fuoriuscite di CO2 e gli effetti sull'ambiente e sulla popolazione. Il piano di monitoraggio è aggiornato almeno ogni cinque anni.

Almeno una volta all'anno il gestore deve comunicare all'autorità competente alcune informazioni, ad esempio: i risultati del monitoraggio del sito di stoccaggio, i quantitativi e le caratteristiche dei flussi di CO2 e la prova del mantenimento della garanzia finanziaria.

Le autorità competenti devono organizzare ispezioni di routine (almeno una all'anno) e occasionali (ad esempio in caso di fuoriuscite, in caso di irregolarità importanti, in caso di mancato rispetto delle condizioni fissate nelle autorizzazioni o in seguito a serie denunce riguardanti l’ambiente o la salute umana) dei siti di stoccaggio. Dopo l'ispezione viene redatta una relazione che è inviata al gestore e resa pubblica.

In caso di fuoriuscite o irregolarità importanti, il gestore è tenuto a informare immediatamente l'autorità competente e ad adottare i provvedimenti correttivi necessari descritti nel relativo piano approvato dall'autorità competente. L'autorità competente può imporre al gestore di adottare provvedimenti correttivi supplementari e se questi non interviene può adottare direttamente dei provvedimenti recuperando dal gestore i costi sostenuti.

Un sito viene chiuso se le condizioni indicate nell'autorizzazione sono soddisfatte, su richiesta del gestore o su decisione dell'autorità competente in seguito alla revoca dell'autorizzazione allo stoccaggio. Dopo la chiusura del sito, il gestore continua ad essere responsabile, in particolare della sigillazione del sito e dello smontaggio degli impianti di iniezione. Il gestore è inoltre soggetto agli stessi obblighi che gli erano imposti durante la gestione, in base al piano provvisorio di post-chiusura approvato dall'autorità competente. Successivamente, la responsabilità è trasferita all'autorità competente quando tutti gli elementi disponibili tendono a indicare che il CO2 stoccato sarà completamente confinato in via permanente, che è trascorso un periodo minimo, che gli obblighi finanziari sono stati rispettati, che il sito è sigillato e che gli impianti di iniezione sono stati smontati. Dopo il trasferimento di responsabilità le ispezioni di routine cessano e il monitoraggio può essere ridotto a un livello che consenta di rilevare le fuoriuscite o le irregolarità importanti. Se l'autorizzazione viene revocata, l'autorità competente assume tutti gli obblighi indicati in precedenza e recupera i costi dall'ex gestore finché non sono soddisfatte le condizioni per il trasferimento definitivo della responsabilità all’autorità competente (cioè quando tutti gli elementi tendono a indicare che il CO2 stoccato resterà completamente confinato in via permanente).

Altre disposizioni

Prima di presentare una domanda di autorizzazione allo stoccaggio il gestore deve dotarsi di una garanzia finanziaria o di un altro strumento equivalente per garantire l'adempimento degli obblighi connessi alla gestione, alla chiusura e alla fase di post-chiusura del sito di stoccaggio.

Gli Stati membri devono garantire che i potenziali utilizzatori possano accedere in maniera equa e trasparente alle reti di trasporto del CO2 e ai siti di stoccaggio. Devono inoltre istituire un sistema per la risoluzione delle controversie, cooperare tra loro nei casi di siti transfrontalieri, tenere un registro dei siti di stoccaggio chiusi e inviarlo alla Commissione. Ogni tre anni (a partire dal 30 giugno 2011) devono inoltre trasmettere alla Commissione una relazione sull'applicazione della direttiva.

Contesto

La direttiva rientra nel pacchetto "Energia e cambiamenti climatici" che la Commissione ha presentato all'inizio del 2008.

RIFERIMENTI

Atto Entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 2009/31/CE

25.6.2009

25.6.2011

GU L 140 del 5.6.2009

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 23 gennaio 2008, dal titolo "Due volte 20 per il 2020 - L'opportunità del cambiamento climatico per l'Europa" [COM(2008) 30 definitivo – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Nel gennaio 2008 la Commissione ha adottato alcune misure coerenti e globali per conseguire gli obiettivi che l'UE ha fissato nel 2007 in materia di energie rinnovabili e cambiamenti climatici in vista del 2020.

Ultima modifica: 17.02.2011
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