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Piano d'azione a favore della biodiversità

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La Commissione realizza un piano d'azione, che include gli obiettivi intesi ad arginare il declino della biodiversità e le misure finalizzate al raggiungimento dei suddetti obiettivi entro il 2010. Il piano d'azione si basa su una valutazione della perdita di biodiversità in Europa e nel mondo, nonché sulle misure già adottate finora dall'Unione europea per fronteggiare il problema.

ATTO

Comunicazione della Commissione, del 22 maggio 2006, intitolata: « Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre - Sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano» [COM(2006) 216 def.- Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La Commissione ha messo a punto un piano d'azione finalizzato a preservare la biodiversità e ad arrestare la perdita di biodiversità * sia all'interno delle frontiere dell'Unione europea (UE) che sul piano internazionale.

In effetti urge arrestare le minacce agli ecosistemi * onde tutelare il destino della natura sia per il suo valore intrinseco (valore ricreativo e culturale) che per i servizi che essa ci offre (servizi ecosistemici *). Tali servizi sono essenziali ai fini della competitività, della crescita e dell'occupazione nonché del miglioramento delle condizioni di vita a livello mondiale.

Questo piano d'azione fissa dieci obiettivi prioritari d'azione ripartiti in base a quattro settori politici (biodiversità nell'UE, biodiversità nel mondo, biodiversità e cambiamento climatico, base di conoscenze). Esso definisce inoltre quattro grandi misure di sostegno (finanziamento, processo decisionale, istituzione di partenariati e istruzione, sensibilizzazione e partecipazione dei cittadini) nonché le azioni di monitoraggio, di valutazione e di riesame. Il piano d'azione si rivolge sia all'UE sia agli Stati membri. Le misure del caso dovranno essere adottate entro il 2010 e continueranno ad essere applicate anche oltre questa data.

La biodiversità nell'Unione europea

Il piano d'azione prevede la salvaguardia degli habitat e delle specie più importanti dell'Unione europea. La realizzazione di tale obiettivo passa attraverso un'attuazione rafforzata di Natura 2000 (designazione e gestione dei siti protetti, coerenza e connettività della rete), attraverso il recupero delle specie più minacciate e, infine, attraverso misure di protezione nelle regioni ultraperiferiche.

La protezione sostenibile della biodiversità trascende Natura 2000 e le specie minacciate. È per questa ragione che il piano d'azione prevede la salvaguardia e il ripristino della biodiversità e dei servizi ecosistemici nel contesto rurale dell'UE non protetto in maniera specifica. Si tratta, segnatamente, di utilizzare al meglio le disposizioni della politica agricola comune (PAC) con l'obiettivo di salvaguardare i terreni agricoli che presentano un elevato valore naturale e le foreste.

Nella stessa prospettiva, il piano d'azione prevede la salvaguardia e il ripristino della biodiversità e dei servizi ecosistemici nell'ambiente marino dell'UE non protetto. Si tratta di ripristinare gli stock ittici, di ridurre gli effetti sulle specie non bersaglio e sugli habitat marini, segnatamente nell'ambito della politica comune della pesca.

Rafforzare la compatibilità dello sviluppo regionale e territoriale con la biodiversità nell'UE è un altro obiettivo prioritario del piano d'azione; il raggiungimento di tale obiettivo è possibile, in particolare, attraverso una migliore pianificazione a livello nazionale, regionale e locale, che tenga in maggiore considerazione la biodiversità (valutazioni ambientali, progetti finanziati dai fondi comunitari, partenariati fra i responsabili della pianificazione e dello sviluppo).

Un altro obiettivo del piano d'azione consiste nel ridurre sensibilmente l'impatto delle specie esotiche invasive e dei genotipi esotici sulla biodiversità nell'Unione europea. A tal fine sarebbe opportuno formulare una strategia globale in materia, accompagnata da azioni specifiche, compreso un sistema di allarme rapido.

L'UE e la biodiversità nel mondo

Per rafforzare sensibilmente l'efficacia della governance internazionale per la biodiversità e i servizi ecosistemici, il piano d'azione suggerisce di concentrarsi su un'attuazione potenziata della Convenzione sulla Diversità Biologica e degli accordi connessi.

Il piano d'azione prevede, inoltre, di potenziare notevolmente il sostegno alla biodiversità e ai servizi ecosistemici nell'ambito dell'assistenza esterna dell'UE sul piano finanziario e nei programmi settoriali e geografici.

È d'altronde urgente ridurre drasticamente l'impatto degli scambi internazionali sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici su scala planetaria, soprattutto per limitare la deforestazione tropicale.

Occorre garantire maggiore coerenza fra questi tre settori: governance, commercio e cooperazione allo sviluppo. È inoltre assolutamente necessario adottare misure nei paesi e nei territori d'oltre mare degli Stati membri onde garantire la credibilità dell'operato europeo.

Biodiversità e cambiamento climatico

Il piano d'azione fa risaltare il potenziale contributo della biodiversità per limitare le emissioni di gas serra nell'atmosfera, grazie al meccanismo di cattura del carbonio. Anche l'impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità è messo in evidenza; è per questo che il piano d'azione insiste sulla limitazione delle emissioni di gas serra onde ridurre future pressioni sulla biodiversità. Il piano prevede, altresì, di sostenere l'adattamento della biodiversità ai cambiamenti climatici, garantendo la coerenza della rete Natura 2000 e riducendo al minimo tutti i danni potenziali che potrebbero derivare alla biodiversità dalle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici.

La base di conoscenze

Nel suo piano d'azione, la Commissione ritiene indispensabile potenziare in maniera sostanziale la base di conoscenze per la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità, all'interno dell'UE e nel mondo. Ciò richiede, in particolare, il rafforzamento dello spazio europeo della ricerca, delle infrastrutture di ricerca, della comunicazione e dell'interoperabilità dei dati nonché la raccolta di pareri scientifici indipendenti e dei dettami della scienza in modo da informare i responsabili politici. A tal proposito, la Commissione prevede di istituire un meccanismo che permetta di raccogliere facilmente i pareri degli esperti in materia.

Un quadro efficace di sostegno al piano d'azione

Per garantire la realizzazione degli obiettivi previsti nel piano d'azione, la Commissione ha individuato quattro grandi misure di sostegno da applicare:

  • garantire un finanziamento adeguato attraverso gli strumenti comunitari disponibili ed entro i limiti delle prospettive finanziarie 2007-2013;
  • rafforzare il processo decisionale dell'UE, in particolare migliorando il coordinamento e la complementarità fra gli interventi della Comunità, quelli degli Stati membri e quelli delle Regioni tenendo in debito conto la biodiversità ed i costi ambientali;
  • istituire partnerhip fra governi, settore finanziario, settore dell'istruzione e settore privato (compresi i proprietari di terreni e gli addetti alla conservazione);
  • migliorare l'istruzione, la sensibilizzazione e la partecipazione del pubblico.

La visione a lungo termine della biodiversità

Al di là degli obiettivi per il 2010 fissati dal piano d'azione, la Commissione propone un dibattito su una visione a più lungo termine per la biodiversità in quanto cornice per le politiche comunitarie. In base a questo approccio, si dovrebbe riconoscere l'interdipendenza dell'uomo con la natura nell'elaborazione e nell'applicazione delle politiche comunitarie come pure la necessità di un nuovo equilibrio fra sviluppo economico e sociale e conservazione dell'ambiente naturale.

La necessità di proteggere la biodiversità

La biodiversità deve essere protetta per due tipi di motivi:

  • il suo valore intrinseco: oltre ad essere fonte di piacere e di ispirazione, la natura ci fornisce lo spunto per numerose attività ricreative, turistiche e culturali;
  • i servizi ecosistemici che offre: la natura ci procura gli elementi necessari alla nostra vita e al nostro benessere (nutrimento, medicinali, acqua, aria, ecc.). C'è un limite al grado in cui l'ingegno umano e la tecnologia possono sostituirsi a tale sistema naturale di supporto alla vita.

La Commissione sottolinea i tassi allarmanti di degrado degli habitat e di estinzione delle specie. Essa individua le minacce gravanti sulla biodiversità nei seguenti fattori:

  • il cambiamento dell'utilizzo del suolo che comporta la frammentazione, il degrado e la distruzione degli habitat. Questa modifica di utilizzo del suolo è a sua volta dovuta principalmente alla crescita demografica e all'aumento dei consumi pro capite (due fattori destinati ad intensificarsi in futuro esercitando ancora maggiori pressioni sull'ambiente);
  • il cambiamento climatico, che distrugge alcuni habitat e taluni organismi, perturba i cicli riproduttivi, costringe le specie migratorie a spostarsi verso nuovi territori, ecc.;
  • le altre pressioni significative sono l'eccessivo sfruttamento delle risorse biologiche, la diffusione di specie esotiche invasive, l'inquinamento degli ambienti naturali e degli habitat, la mondializzazione - che accresce la pressione causata dal commercio - e la cattiva governance (incapacità di riconoscere il valore economico del capitale naturale e dei servizi ecosistemici).

La conservazione della biodiversità costituisce un obiettivo fondamentale della strategia per lo sviluppo sostenibile e del 6° programma d'azione per l'ambiente.

Inoltre, l'UE ha già adottato misure relative alla biodiversità:

  • nella politica comunitaria dell'ambiente: la strategia e i piani d'azione comunitari a favore della diversità biologica costituiscono il quadro generale dell'azione a favore della biodiversità. Del resto, le direttive «uccelli selvatici» e «habitat» creano la rete «Natura 2000» che intende tutelare gli habitat e le specie. Altre disposizioni ad hoc si concentrano sulla tutela delle specie della flora e della fauna selvatiche;
  • nelle altre politiche interne dell'UE: la biodiversità è un fattore tenuto in debita considerazione nell'ambito della politica agricola (riforma della politica agricola comune nel 2003, regolamento del 2005 sullo sviluppo rurale), della politica regionale (valutazioni d'impatto (SK) (SL) (FI) e valutazioni strategiche) e della pesca (riforma della politica comune della pesca);
  • nella politica esterna dell'UE: la Comunità e gli Stati membri prendono parte a numerose convenzioni internazionali che affrontano il tema della biodiversità; occorre tuttavia potenziare l'applicazione di tali convenzioni. La Commissione evidenzia altresì la necessità di aumentare i finanziamenti destinati a progetti di sviluppo relativi alla biodiversità e di integrare le questioni relative alla biodiversità nei progetti di aiuto a favore dei paesi terzi.

Gli obiettivi e le misure di sostegno definiti nel piano d'azione poggiano su un'ampia consultazione degli esperti e del grande pubblico.

Termini chiave dell'atto
  • Biodiversità: l'insieme delle specie, degli ecosistemi e del loro patrimonio genetico. La biodiversità è contraddistinta dalla varietà e dalla variabilità dei suoi elementi.
  • Ecosistema: un sistema autonomo composto di uno o più habitat e dalle specie che vi vivono. Esso è disciplinato dalle interrelazioni tra i diversi elementi che lo costituiscono.
  • Servizi ecosistemici: l'insieme dei servizi forniti dagli ecosistemi, fra cui ricordiamo la produzione di cibo, carburante, fibre e medicinali, l'effetto regolatore sull'acqua, l'aria e il clima, il mantenimento della fertilità del suolo, i cicli dei nutrienti.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione del 3 giugno 2011 intitolata «La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020» [COM(2011) 244 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 02.09.2011
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