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Lotta contro le specie invasive

In Europa si contano circa 11 000 specie alloctone, il 10-15 % delle quali avrà probabilmente un impatto economico o ecologico negativo. I danni causati dalle specie invasive e le necessarie misure di controllo costano ogni anno almeno 12 miliardi di euro all'Unione europea (UE). La Commissione ha presentato una serie di opzioni per la preparazione di una strategia per affrontare questo problema, che costituisce una delle principali minacce alla biodiversità.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, 3 dicembre 2008, «Verso una strategia comunitaria per le specie invasive» [COM(2008) 789 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Le specie dette invasive sono specie vegetali o animali che si sono insediate in aree che non sono il loro habitat naturale e sono diventate una minaccia. Queste specie alloctone possono causare gravi danni agli ecosistemi, alle colture, turbare l'ecologia locale, causare danni alla salute umana e avere un impatto economico significativo.

I principali vettori di introduzione di specie invasive sono direttamente o indirettamente collegati al commercio e ai trasporti. Il cambiamento climatico e il degrado degli habitat naturali favoriscono la loro diffusione. L'Unione europea (UE) non dispone attualmente di strumenti specifici per la lotta contro questo fenomeno.

A livello internazionale la Commissione ha optato per un approccio in tre fasi, raccomandando misure basate su:

  • la prevenzione, per limitare le immissioni derivanti dal commercio, che richiede in particolare il rafforzamento dei controlli alle frontiere;
  • il rilevamento precoce e la rapida eradicazione, che richiedono programmi di monitoraggio e di allarme precoce;
  • la lotta e/o il contenimento quando la specie invasiva è già stabilita, attraverso l'attuazione di azioni coordinate.

La vigente normativa, tra cui la direttiva relativa alla salute delle piante, la normativa comunitaria in materia di zoonosi e il regolamento CITES, e alcuni programmi già forniscono strumenti per contrastare la minaccia posta dalle specie invasive, ma la copertura del problema resta parziale e non consente un'attuazione coordinata.

Si possono considerare quattro opzioni strategiche per affrontare il problema delle specie invasive in Europa:

  • lo status quo: se non vengono intraprese azioni, le specie invasive continueranno a insediarsi con conseguenze ecologiche, economiche e sociali sempre più gravi e un aumento dei relativi costi;
  • massimizzare l'uso dei vigenti strumenti e misure volontarie: i requisiti giuridici formali rimarrebbero invariati rispetto ad oggi, ma si deciderebbe di affrontare attivamente il problema delle specie invasive nell'ambito della vigente normativa. La Commissione sottolinea tuttavia che il livello di risposta può essere molto variabile da uno Stato membro ad un altro;
  • adattare la normativa vigente: questa opzione è simile alla precedente, ma prevede modifiche della normativa vigente in materia di salute delle piante e degli animali al fine di coprire una gamma più ampia di organismi potenzialmente invasivi;
  • la creazione di uno strumento giuridico comunitario specifico: secondo questa opzione gli Stati membri sarebbero tenuti ad effettuare controlli alle frontiere e a scambiare informazioni relative alle specie invasive. La Commissione ritiene che questa opzione sia la più efficace.

Dovrebbero inoltre essere affrontati diversi aspetti orizzontali relativi alle specie invasive. È quindi importante sensibilizzare i cittadini, le autorità e l'industria su questo problema, sviluppare la ricerca per meglio comprendere i rischi e intraprendere attività bilaterali con i paesi terzi, in particolare nel contesto della politica di sviluppo.

Contesto

La lotta contro le specie invasive fa parte del piano d'azione a favore della biodiversità che riconosce la necessità di sviluppare una strategia globale a livello dell’UE per ridurre il loro impatto sulla biodiversità in Europa. La Commissione intende presentare una proposta in tal senso nel 2010.

Ultima modifica: 30.01.2009
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