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Sesto programma di azione per l'ambiente

L'Unione europea (UE) definisce le priorità e gli obiettivi della politica ambientale europea fino al 2010 e oltre, e descrive in modo particolareggiato i provvedimenti da adottare per contribuire alla realizzazione della strategia in materia di sviluppo sostenibile da essa elaborata.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, del 24 gennaio 2001, sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" [COM(2001) 31 def. - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il Sesto programma comunitario di azione per l'ambiente intitolato "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" copre il periodo compreso tra il 22 luglio 2002 e il 21 luglio 2012. Il programma si ispira al quinto programma di azione per l'ambiente (DE) (EN) (ES) (FR) che copriva il periodo 1992-2000, e alla decisione relativa al riesame di detto programma.

Un approccio strategico

La comunicazione rileva che per far fronte alle sfide ambientali odierne è necessario superare il mero approccio legislativo ed assumere un approccio strategico, che dovrà utilizzare vari strumenti e provvedimenti per influenzare le decisioni prese dagli ambienti imprenditoriali, dai consumatori, dai responsabili politici e dai cittadini.

La comunicazione propone cinque assi prioritari di azione strategica:

  • migliorare l'applicazione della legislazione vigente,
  • integrare le tematiche ambientali nelle altre politiche,
  • collaborare con il mercato,
  • coinvolgere i cittadini modificandone il comportamento e
  • tener conto dell'ambiente nelle decisioni in materia di assetto e gestione territoriale.

Per ciascuno di questi assi sono proposte azioni specifiche.

Per migliorare l'attuazione della legislazione vigente sono indicate le seguenti azioni specifiche:

  • supporto alla rete IMPEL (EN) ed estensione della rete ai paesi candidati;
  • elaborazione di relazioni sull'applicazione del diritto ambientale;
  • comunicazione dei risultati migliori e peggiori dell'applicazione del diritto ambientale;
  • miglioramento degli standard ispettivi ambientali;
  • lotta contro il crimine ambientale;
  • garantire l'attuazione facendo ricorso, se del caso, alla Corte di giustizia.

Per integrare le tematiche ambientali nelle altre politiche, la comunicazione propone di:

  • istituire ulteriori meccanismi di integrazione;
  • applicare le disposizioni del trattato sull'integrazione;
  • sviluppare indicatori per controllare il processo di integrazione.

La collaborazione con il mercato potrebbe articolarsi nei seguenti punti:

  • incoraggiare una più ampia adozione del sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS);
  • incoraggiare le imprese a pubblicare relazioni sulle proprie prestazioni e a rispettare i requisiti in materia ambientale;
  • istituire programmi di ricompensa per le imprese che rispettano l'ambiente;
  • incoraggiare gli accordi di autoregolamentazione;
  • adottare una politica integrata dei prodotti;
  • promuovere l'uso e la valutazione dell'efficacia del marchio ecologico;
  • promuovere una politica di appalti pubblici rispettosa dell'ambiente;
  • adottare la legislazione sulla responsabilità ambientale.

Per coinvolgere i cittadini e modificarne il comportamento sono proposte le seguenti azioni:

  • consentire ai cittadini di confrontare e migliorare il proprio comportamento ecologico;
  • migliorare l'accessibilità e la qualità delle informazioni sull'ambiente fornite ai cittadini.

Per tener conto dell'ambiente nella gestione e nell'assetto del territorio sono proposte le seguenti azioni:

  • pubblicare una comunicazione sull'importanza dell'integrazione dell'ambiente nella gestione e nell'assetto del territorio;
  • migliorare l'applicazione della direttiva sulla valutazione di impatto ambientale;
  • divulgare le buone prassi e promuovere gli scambi di esperienze sulla pianificazione sostenibile, compresa quella delle zone urbane;
  • integrare la pianificazione sostenibile nella politica regionale comunitaria;
  • promuovere le misure agroambientali in seno alla politica agricola comune;
  • realizzare un partenariato per una gestione sostenibile del turismo.

Il sesto programma di azione per l'ambiente si concentra su quattro settori d'intervento prioritari: cambiamento climatico, biodiversità, ambiente e salute e gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti.

Il cambiamento climatico

Il Sesto programma di azione individua nel cambiamento climatico la sfida principale per i prossimi 10 anni. In tale settore l'obiettivo consiste nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell'atmosfera a un livello che non provochi cambiamenti artificiali del clima del pianeta.

A breve termine l'Unione europea si propone di conseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto cioè di ridurre, entro il 2008-2012, le emissioni dei gas ad effetto serra dell'8 % rispetto ai livelli del 1990. A più lungo termine, cioè entro il 2020, sarebbe necessaria una riduzione di tali emissioni dell'ordine del 20-40 %, mediante un efficace accordo internazionale.

L'impegno della Comunità per far fronte alle sfide del cambiamento climatico assumerà diversi aspetti:

  • integrare gli obiettivi del cambiamento climatico nelle varie politiche comunitarie e segnatamente nella politica energetica e in quella dei trasporti;
  • ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra grazie a misure specifiche per migliorare l'efficienza energetica, sfruttare maggiormente le fonti energetiche rinnovabili, promuovere gli accordi con l'industria e risparmiare energia;
  • sviluppare un regime di scambio di emissioni su scala europea;
  • potenziare la ricerca nel settore del cambiamento climatico;
  • fornire ai cittadini migliori informazioni in materia di cambiamento climatico;
  • esaminare le sovvenzioni energetiche e la loro compatibilità con i problemi posti dal cambiamento climatico;
  • preparare la società all'impatto del cambiamento climatico.

Natura e biodiversità

In tale settore l'obiettivo consiste nel proteggere e ripristinare la struttura e il funzionamento dei sistemi naturali, arrestando l'impoverimento della biodiversità sia nell'Unione europea che su scala mondiale.

Le azioni proposte per raggiungere tale obiettivo sono:

  • applicare la legislazione ambientale, principalmente nei settori delle acque e dell'atmosfera;
  • ampliare il campo di applicazione della direttiva Seveso II;
  • coordinare a livello comunitario gli interventi degli Stati membri in caso di incidenti e catastrofi naturali;
  • studiare la protezione degli animali e delle piante dalle radiazioni ionizzanti;
  • tutelare, salvaguardare e ripristinare i paesaggi;
  • proteggere il patrimonio boschivo e promuoverne lo sviluppo sostenibile;
  • elaborare una strategia comunitaria per la protezione del suolo;
  • tutelare e ripristinare l'habitat marino e il litorale ed estendere ad essi la rete Natura 2000;
  • migliorare i controlli, l'etichettatura e la tracciabilità degli OGM;
  • integrare la tutela della natura e della biodiversità nella politica commerciale e di cooperazione allo sviluppo;
  • elaborare programmi di raccolta di dati sulla tutela della natura e la biodiversità;
  • sostenere le ricerche nel settore della tutela della natura.

Ambiente e salute

L'obiettivo è pervenire a una qualità ambientale tale da non dar adito a conseguenze o a rischi significativi per la salute umana.

La presente comunicazione propone di:

  • identificare i rischi per la salute umana, soprattutto per i bambini e gli anziani, e legiferare di conseguenza;
  • inserire le priorità di ambiente e salute nelle altre politiche e nelle norme sull'aria, sulle acque, sui rifiuti e sul suolo;
  • potenziare la ricerca nel campo della salute e dell'ambiente;
  • sviluppare un nuovo sistema di valutazione e gestione del rischio delle sostanze chimiche;
  • vietare o limitare l'uso dei pesticidi più pericolosi e garantire l'applicazione delle migliori pratiche di uso;
  • garantire l'applicazione della legislazione sull'acqua;
  • garantire l'applicazione delle norme sulla qualità dell'aria e definire una strategia sull'inquinamento atmosferico;
  • adottare ed applicare la direttiva sull'inquinamento acustico.

Gestione delle risorse naturali e dei rifiuti

L'obiettivo è garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacità di carico dell'ambiente, dissociando la crescita economica dall'uso delle risorse, migliorando l'efficienza di queste ultime e diminuendo la produzione di rifiuti. Per i rifiuti, l'obiettivo specifico è ridurre la quantità finale del 20 % entro il 2010 e del 50 % entro il 2050.

Le azioni da intraprendere sono:

  • elaborare una strategia per la gestione sostenibile delle risorse, fissando priorità e riducendo il consumo;
  • stabilire un onere fiscale sull'uso delle risorse;
  • eliminare le sovvenzioni che incentivano l'uso eccessivo di risorse;
  • inserire considerazioni di uso efficiente delle risorse nella politica integrata dei prodotti, nei programmi di etichettatura ecologica, nei sistemi di valutazione ambientale, ecc.;
  • elaborare una strategia per il riciclo dei rifiuti;
  • migliorare i sistemi vigenti di gestione dei rifiuti ed investire nella prevenzione quantitativa e qualitativa;
  • integrare la prevenzione dei rifiuti nella politica integrata dei prodotti e nella strategia comunitaria sulle sostanze chimiche.

Le strategie tematiche

Il programma d'azione prevede l'adozione di sette strategie tematiche relative all'inquinamento atmosferico, all'ambiente marino, all'uso sostenibile delle risorse, alla prevenzione e al riciclaggio dei rifiuti, all'uso sostenibile dei pesticidi, alla protezione del suolo e all'ambiente urbano.

Contrariamente a ciò che avveniva in passato, tali strategie sono basate su un approccio globale per tema, piuttosto che su alcuni inquinanti o tipi di attività economica. Esse fissano obiettivi a lungo termine, basati sulla valutazione dei problemi ambientali nonché sulla ricerca di una sinergia tra le diverse strategie e con gli obiettivi di crescita e occupazione previsti dalla strategia di Lisbona. Tali strategie permettono inoltre di semplificare e chiarire la legislazione in vigore.

Il contesto internazionale

L'integrazione dei temi ambientali in tutti i settori delle relazioni esterne dell'Unione europea è un obiettivo del sesto programma d'azione per l'ambiente, che tiene conto delle prospettive di ampliamento dell'Unione europea e suggerisce di condurre un'estesa consultazione delle amministrazioni dei paesi candidati sullo sviluppo sostenibile e di allacciare una stretta cooperazione con le ONG e le imprese di tali paesi. È fortemente incoraggiata l'applicazione delle convenzioni internazionali sull'ambiente.

Una base scientifica solida

Il sesto programma propone una nuova impostazione per elaborare le misure ambientali, affinché le parti interessate e il pubblico siano maggiormente impegnati nell'applicazione di queste ultime. Tale impostazione comprende un dialogo aperto e la partecipazione delle imprese, delle ONG e delle autorità pubbliche.

Il programma si fonderà maggiormente su analisi scientifiche ed economiche e su indicatori ambientali. A tal fine la Commissione lavorerà in stretta collaborazione con l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA).

ATTI COLLEGATI

Decisione 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente [Gazzetta ufficiale L 242 del 10.9.2002].
La decisione istituisce il sesto programma comunitario di azione per l'ambiente e stabilisce gli obiettivi, le scadenze e le priorità, gli assi prioritari dell'approccio strategico e i quattro settori d'intervento descritti nella comunicazione sul sesto programma comunitario di azione per l'ambiente «Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta». Entro quattro anni dopo l'adozione della decisione, si dovranno attuare iniziative nel quadro di ogni settore di intervento.
La Commissione presenta relazioni di valutazione al Parlamento europeo ed al Consiglio nel corso del quarto anno di attuazione del programma e alla fine di quest'ultimo.

Ultima modifica: 01.09.2011
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