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Lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Il saldo della maggior parte delle transazioni commerciali nell’ambito dell’Unione europea (UE) avviene in media dopo un periodo di tempo più o meno prolungato, che il fornitore o il prestatore di servizi concede al cliente per pagare la fattura. Accade spesso però che le fatture restino insolute molto oltre il periodo previsto e tale situazione incide negativamente sulla liquidità e la gestione finanziaria delle imprese. Per limitare tali inconvenienti, la presente direttiva fissa un quadro relativo ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

ATTO

Direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali Testo rilevante ai fini del SEE.

SINTESI

La presente direttiva ha come obiettivo la lotta contro i ritardi di pagamento * nelle transazioni commerciali * al fine di contribuire al buon funzionamento del mercato interno e di rafforzare la competitività delle imprese e, più in particolare, delle piccole e medie imprese (PMI).

La direttiva si applica a tutti i tipi di pagamento effettuati a titolo di corrispettivo per una transazione commerciale tra amministrazioni pubbliche e imprese, nonché tra le imprese. Può escludere:

  • i debiti che formano oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore;
  • le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito;
  • le transazioni con i consumatori;
  • gli interessi relativi ad altri tipi di pagamenti (ad esempio pagamenti a norma di legge per assegni o titoli di credito o pagamenti effettuati a titolo di risarcimento danni, ivi compresi i pagamenti effettuati da un assicuratore).

Transazioni fra imprese

In caso di ritardo di pagamento, il creditore ha diritto ad applicare interessi di mora a condizione che abbia adempiuto ai suoi obblighi contrattuali e legali e non abbia ancora ricevuto l’importo dovuto * alla data concordata. Percepisce tali interessi a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza o alla fine del periodo di pagamento stabilito nel contratto.

Riguardo alle transazioni commerciali tra operatori economici, la direttiva precisa che, fatta salva la loro libertà contrattuale, essi debbano pagare le rispettive fatture entro 60 giorni, se non sia stato concordato espressamente di procedere diversamente e se le diverse modalità concordate non siano gravemente inique nei confronti del creditore.

Se il contratto non indica alcuna data relativa al periodo di pagamento, il creditore ha comunque il diritto agli interessi di mora se, trascorsi 30 giorni di calendario dal ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta equivalente di pagamento, il creditore non abbia ancora ricevuto l’importo dovuto.

Il creditore può anche ottenere dal debitore un risarcimento per i costi di recupero.

Transazioni tra imprese e pubbliche amministrazioni

In caso di ritardo di pagamento e qualora il debitore sia una pubblica amministrazione, il creditore ha diritto ad applicare interessi di mora a condizione che abbia adempiuto ai suoi obblighi contrattuali e legali e non abbia ancora ricevuto l’importo dovuto alla data concordata.

Se il debitore è un’amministrazione pubblica, la data del ricevimento della fattura non deve essere soggetta a un accordo contrattuale. Il periodo di pagamento di una fattura non deve superare:

  • 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura;
  • 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi, se non vi è certezza sulla data di ricevimento della fattura.

Gli Stati membri possono prorogare i termini fino a un massimo di 60 giorni in presenza di determinate condizioni.

Il tasso degli interessi legali di mora sarà maggiorato almeno di otto punti percentuali oltre il tasso di riferimento della Banca centrale europea. Le amministrazioni pubbliche non potranno fissare tassi di interessi inferiori per i casi di mora.

Clausole contrattuali e prassi inique

Non può essere fatta valere una clausola contrattuale che causi un danno o risulti iniqua per il creditore, ad esempio se esclude il versamento di interessi di mora o il risarcimento dei costi di recupero.

Al fine di evitare tali prassi inique, gli Stati membri devono garantire piena trasparenza in merito ai diritti e agli obblighi relativi alla presente direttiva e sono tenuti a pubblicare i tassi degli interessi legali di mora vigenti.

Inoltre, gli Stati membri possono incoraggiare l’istituzione di codici di pagamento che prevedano termini di pagamento.

Procedure di recupero

Il creditore può presentare ricorso o proporre una domanda dinanzi all’autorità giurisdizionale ove non sia contestato il debito.

La presente direttiva abroga la direttiva 2000/35/CE.

Termini chiave dell'atto
  • Ritardo di pagamento: pagamento non effettuato durante il periodo di pagamento contrattuale o legale.
  • Transazioni commerciali: transazioni tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni che comportano la fornitura di merci o la prestazione di servizi dietro pagamento di un corrispettivo.
  • Importo dovuto: la somma principale che avrebbe dovuto essere pagata entro il termine contrattuale o legale di pagamento, comprese le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2011/7/UE

15.3.2011

16.3.2013

GU L 48, 23.2.2011

Ultima modifica: 27.06.2011

Vedi anche

  • Direzione generale per le Imprese e l’industria – Lotta contro i ritardi di pagamento (DE) (EN) (FR)
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