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Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali

La Commissione ribadisce l’impegno dell’Unione europea nei confronti dei Balcani occidentali, indicando la via da seguire per avvicinarli all’UE, e attribuisce la priorità al sostegno offerto al rafforzamento dello Stato di diritto, al buon governo, alla riforma giudiziaria e amministrativa, nonché allo sviluppo della società civile.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 5 marzo 2008, intitolata “Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali” [COM(2008) 127 – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La Commissione ribadisce l’impegno dell’Unione europea (UE) nei confronti dei Balcani occidentali indicando la via da seguire per avvicinarli all’UE e rendere la loro prospettiva europea più visibile e concreta proponendo nuove iniziative.

La prima priorità è costituita dal ravvicinamento all’UE e dal rafforzamento della cooperazione regionale. In tal senso, il ravvicinamento all’UE si fonda sul rispetto dei criteri di Copenaghen e del processo di stabilizzazione e associazione (PSA), ivi comprese la cooperazione regionale, le relazioni di buon vicinato e la cooperazione incondizionata con il Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia (TPIY) (EN) (FR), la realizzazione delle priorità fissate nei partenariati, nonché la conclusione e l’attuazione degli accordi di stabilizzazione e associazione (ASA). La Croazia, i cui negoziati di adesione sono già iniziati, trasmette un segnale positivo agli altri paesi della regione.

Ogni paese ha realizzato progressi, sebbene a ritmi diversi. La cooperazione regionale rientra nella responsabilità dei paesi della regione nel quadro del Consiglio di cooperazione regionale (CCR), che subentra al patto di stabilità. Nondimeno, permangono varie sfide come le relazioni di buon vicinato, le riforme (segnatamente costituzionale, istituzionale, giudiziaria e della polizia), la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, i diritti delle minoranze, il rimpatrio dei profughi, le infrastrutture o l’ambiente.

Ciascuno Stato membro decide i rapporti che intende intrattenere con il Kosovo a seguito della dichiarazione di indipendenza del febbraio 2008. L’UE appoggerà il suo sviluppo mediante una missione civile internazionale guidata da un rappresentante speciale dell’UE, una missione “Stato di diritto” della PESD (EULEX Kosovo (EN)) e un sostegno allo sviluppo economico e politico.

La promozione dei contatti interpersonali riguarda sia le popolazioni della regione e la loro riconciliazione, sia una familiarizzazione con l’UE incoraggiando una sua conoscenza più approfondita. La cooperazione tra i paesi della regione e l’UE si intensifica in molti campi (scienza, ricerca, cultura, istruzione, giovani o mezzi di comunicazione) ed è rafforzata dall’opportunità per i paesi di partecipare ad alcuni programmi e agenzie comunitari. Inoltre, un numero crescente di borse Erasmus Mundus (DE) (EN) (FR) è attribuito a studenti della regione. La cooperazione transfrontaliera beneficia altresì di sostegno, segnatamente nell’ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA).

Il regime di esenzione dai visti facente parte dei preparativi all’adesione e alla partecipazione allo spazio Schengen è volto anch’esso ad agevolare la mobilità. Unitamente agli accordi di riammissione, gli accordi intesi a facilitare la concessione di visti costituiscono la prima tappa verso la liberalizzazione e saranno successivamente integrati da dialoghi bilaterali e roadmap conformemente alla strategia per l'allargamento del 2007.

L’UE sostiene lo sviluppo della società civile e il dialogo con essa per rafforzare il suo ruolo e farla partecipare pienamente al processo di riforma. Un nuovo meccanismo di finanziamento previsto dall’IPA è espressamente destinato a supportare le iniziative locali e il consolidamento del ruolo della società civile, i programmi che mettono in contatto i suoi attori e i partenariati e le reti per il trasferimento di conoscenze ed esperienze. La Commissione avvierà altresì un dialogo con le varie chiese e i diversi gruppi religiosi.

Il buon governo costituisce un aspetto essenziale dell'avvicinamento dei paesi dei Balcani occidentali all’UE. Progredire in materia di giustizia, libertà e sicurezza riveste una particolare importanza, specie per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al terrorismo, la riforma del sistema giudiziario e della polizia, la gestione delle frontiere, la cooperazione regionale e transfrontaliera (Frontex), le azioni in materia di diritto di asilo, immigrazione e politiche di concessione di visti, la cooperazione con Europol e il centro regionale per la lotta alla criminalità transfrontaliera (SECI).

In tale contesto, il rafforzamento delle capacità amministrative e delle risorse umane usufruirà della creazione di una scuola nazionale di amministrazione pubblica come base per reti e cooperazioni con scuole analoghe nell’UE. I gemellaggi e i programmi TAIEX (DE) (EN) (FR) rappresentano anch’essi uno strumento a disposizione delle amministrazioni per acquisire familiarità con l’acquis comunitario e le norme europee in tanti settori.

La cooperazione parlamentare tra il Parlamento europeo e i parlamenti della regione si svolge tramite commissioni parlamentari miste, riunioni, organizzazione di seminari e convegni. Il Parlamento europeo intende peraltro appoggiare il CCR per rafforzare la cooperazione.

Quanto all’integrazione commerciale, l’accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA), in vigore dal novembre 2007, è volto ad attrarre gli investimenti, incoraggiare il commercio intraregionale e integrare la regione nel commercio mondiale, completando in tal modo l’integrazione commerciale avviata con gli ASA e le misure commerciali autonome. L’adesione all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sosterrà tale processo creando una base per incoraggiare le riforme economiche e commerciali.

Inoltre, l’introduzione della regola del cumulo diagonale per le norme di origine nella regione, ivi compresa l’estensione alla regione del regime paneuromediterraneo di cumulo diagonale, ha anch’essa lo scopo di stimolare il commercio e gli investimenti. La Commissione studia i mezzi per una sua applicazione più rapida tra i paesi dei Balcani occidentali, la Turchia, l’Associazione europea di libero scambio (EFTA) e l’UE.

La regione deve raccogliere parecchie sfide nel campo dello sviluppo economico e sociale, sfide che riguardano la competitività, la lotta alla disoccupazione, la partecipazione al mercato del lavoro, le infrastrutture, nonché lo sviluppo umano e la coesione sociale nel rispetto di uno sviluppo sostenibile, perseguendo la realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona. La cooperazione si concentrerà su tre ambiti: microimprese e piccole e medie imprese (PMI), infrastrutture ed efficienza energetica.

L’assistenza finanziaria si fonda, dal 2007, sull’IPA. Inoltre, la Banca europea per gli investimenti (BEI) incrementerà i propri prestiti in diversi campi (trasporti, energia, PMI, ambiente, infrastrutture comunali, istruzione, sanità). Il coordinamento tra l’UE e gli altri donatori è, al riguardo, fondamentale per garantire la complementarità, la coerenza, l’efficacia e l’utilizzo razionale degli aiuti e si basa, in particolare, su un protocollo di accordo con le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) e un meccanismo di consultazione nell’ambito della programmazione dell’IPA. È inoltre prevista una conferenza dei donatori per il Kosovo al fine di razionalizzare l’assistenza in vista dello sviluppo socioeconomico delle sue comunità.

Contesto

La presente comunicazione ha contribuito alla riunione ministeriale con i paesi dei Balcani occidentali organizzata dalla Presidenza, il 28 marzo, a Brdo in Slovenia. La Commissione invita Consiglio e Parlamento a prendere in considerazione le sue conclusioni, che rientrano nella continuità dell’agenda di Salonicco (EN) e della comunicazione di Salisburgo, conformemente alla strategia per l'allargamento del 2007.

La presente scheda di sintesi, distribuita a titolo informativo, non intende interpretare o sostituire il documento di riferimento.

Ultima modifica: 29.05.2008
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