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Strategia di allargamento 2007-2008

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La strategia di allargamento 2007-2008 propone strumenti di preadesione consoni alle problematiche dei paesi candidati effettivi e potenziali e alle priorità fondamentali individuate. Gli elementi centrali in tale contesto sono il rafforzamento del consenso rinnovato in materia di allargamento adottato nel 2006, la partecipazione della società civile, il consolidamento dei progressi realizzati e gli ulteriori sforzi necessari.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2007-2008 [COM(2007) 663 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La Commissione propone una strategia di allargamento 2007-2008 definita in funzione delle sfide a cui devono far fronte i paesi candidati effettivi (Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Turchia) e potenziali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia, compreso il Kosovo).

Situazione e sfide nei Balcani occidentali e in Turchia

I paesi dei Balcani occidentali hanno registrato progressi in termini di consolidamento dello Stato di diritto e di modernizzazione delle strutture socioeconomiche, segnatamente nell'ambito del dialogo del processo di stabilizzazione e di associazione (PSA). Questi paesi progrediscono inoltre in direzione dell'UE, anche se a ritmi diversi. In linea generale, si è mantenuta la stabilità e si è intensificata la cooperazione regionale.

Occorre consolidare i risultati raggiunti e affrontare le problematiche che ancora sussistono. I processi di riforma devono essere rilanciati, segnatamente per rafforzare lo Stato di diritto, il buon governo e il quadro costituzionale, soprattutto in Bosnia-Erzegovina e nel Kosovo, di cui occorre definire lo status per sostenerne lo sviluppo politico ed economico e garantire la stabilità regionale. I paesi della regione devono promuovere il dialogo e la tolleranza, specie per quanto riguarda le questioni etniche. Il ritorno dei profughi e la promozione delle minoranze sono altrettanto essenziali per progredire verso la riconciliazione e una stabilità duratura. La collaborazione con il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (TPII) ( (EN)), condizione fondamentale del PSA, è migliorata, ma non è ancora ottimale per quanto riguarda la Bosnia-Erzegovina e la Serbia.

Nonostante le riforme attuate, i paesi della regione dovranno impegnarsi ulteriormente per migliorare i rispettivi sistemi giudiziari e lottare più efficacemente contro la corruzione e la criminalità organizzata. La Croazia e la Serbia dispongono di una notevole capacità amministrativa, che dovranno rafforzare per attuare gli accordi di stabilizzazione e di associazione (ASA) (EN). Negli altri paesi, occorreranno ulteriori sforzi per migliorare una capacità amministrativa del tutto insufficiente. Malgrado i progressi compiuti, la società civile rimane debole e deve essere rafforzata. La crescita è rimasta sostenuta e si è migliorato il contesto economico. Gli ASA esistenti creano, insieme all'accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA), un quadro favorevole all'integrazione economica.

Il ritmo delle riforme in Turchia è rallentato. Il paese deve portare avanti le riforme politiche, specie per quanto riguarda la libertà di espressione e i diritti delle comunità religiose non musulmane, la lotta alla corruzione, il sistema giudiziario, il controllo civile sulle forze di sicurezza e la creazione di condizioni che permettano alla popolazione delle regioni sudorientali di godere dei loro diritti e libertà. Le riforme economiche riguardano la stabilità macroeconomica e il consolidamento di bilancio, il mercato del lavoro, la manodopera, l'occupazione, soprattutto femminile, il settore informale, il regime previdenziale e l'energia. È inoltre fondamentale un'applicazione integrale e non discriminatoria del protocollo aggiuntivo all’accordo di Ankara.

Sei priorità per la strategia di allargamento 2007-2008

Il consenso rinnovato in materia di allargamento (consolidamento degli impegni, condizioni eque e rigorose, migliore comunicazione con i cittadini, capacità d'integrazione dell'UE) adottato nel 2006 ha definito i parametri da rispettare per garantire la qualità del processo di allargamento. Applicando condizioni rigorose in tutte le fasi del processo di allargamento e prospettando l'adesione in modo credibile, soprattutto fra i cittadini, si contribuisce in misura determinante a consolidare le riforme.

La Commissione propone di concentrarsi sulle questioni fondamentali, cioè le riforme prioritarie (consolidamento dello Stato, governance e riforme socioeconomiche), la cooperazione regionale, i rapporti di buon vicinato e la società civile, tutti fattori di stabilità e di sviluppo. Per definire e realizzare queste priorità ci si avvale di strumenti come i partenariati di adesione e i partenariati europei per i paesi candidati effettivi e potenziali, il meccanismo di sorveglianza fiscale dei paesi candidati o lo strumento di assistenza preadesione (IPA).

La Commissione appoggia i negoziati di adesione con la Croazia e la Turchia, un processo che avvicina i due paesi all'UE e favorisce al tempo stesso la stabilità, la sicurezza, la prevenzione dei conflitti e l'approvvigionamento energetico. I negoziati di adesione devono quindi poggiare su un quadro solido (parametri di riferimento per l'apertura e la chiusura dei capitoli negoziali, studi d'impatto, ecc.). I progressi della Croazia costituiscono un forte incoraggiamento e un esempio per i paesi dei Balcani occidentali. La Turchia ha un ruolo strategico fondamentale come interfaccia tra l'occidente e il mondo musulmano. L'UE deve tener fede ai suoi impegni e portare avanti il processo negoziale non appena risultino soddisfatte le necessarie condizioni.

La Commissione sostiene la promozione della prospettiva europea dei Balcani occidentali il cui quadro è costituito dal PSA, dal Consiglio europeo di Salonicco del 2003 (EN), dagli ASA esistenti e dalla roadmap del 2005 ( castellano deutsch english français ) . Definire lo status del Kosovo è prioritario, così come coinvolgere pienamente i cittadini nel processo di riforma e migliorarne i rapporti con i cittadini europei attraverso i programmi comunitari di cooperazione e mobilità e i regimi in materia di visti e di riammissione. L'UE sostiene anche la cooperazione regionale, in particolare nell'ambito del Consiglio di cooperazione regionale, che sostituirà il patto di stabilità nel 2008, o del CEFTA, a cui l'UE fornirà assistenza tecnica e finanziaria.

In tale contesto, l'IPA dà un contributo alle riforme in funzione delle priorità definite. Si predisporranno due nuovi meccanismi destinati rispettivamente a sostenere lo sviluppo e il dialogo con la società civile e a migliorare il coordinamento fra i diversi finanziatori. Si fornirà assistenza tecnica per potenziare le istituzioni e la governance attraverso lo strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni (TAIEX) ( (EN)), il sostegno al miglioramento delle istituzioni governative e dei sistemi di gestione SIGMA (EN) e i gemellaggi

Per mobilitare l'appoggio dei cittadini in favore dell'allargamento occorre una comunicazione efficace sulle sfide e sugli effetti dell'adesione in tutti i paesi interessati. A tal fine, è di fondamentale importanza fornire ai cittadini europei dati concreti sul quinto allargamento del 2004 e del 2007 e informare i cittadini dei paesi candidati effettivi e potenziali in merito alla prospettiva europea del loro paese. Questo compito spetta ai governi, che vengono invitati a elaborare programmi di comunicazione. Il nuovo meccanismo in favore della società civile sosterrà questo processo, a cui devono contribuire anche i parlamentari europei e nazionali, le autorità regionali e locali e la società civile, coadiuvati dalla Commissione.

ATTI COLLEGATI

Il pacchetto allargamento ( (EN)) presentato dalla Commissione a novembre 2007 comprende la strategia di allargamento 2007-2008, le relazioni sui singoli paesi nonché proposte di partenariati di adesione e di partenariati europei riveduti.

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 5 marzo 2008, dal titolo: «Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali » [COM(2008) 127 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso ad interpretare né a sostituire il documento di riferimento.

Ultima modifica: 15.04.2008
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