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Strategia di allargamento 2010-2011

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La Commissione presenta la sua strategia annuale a sostegno delle riforme dei paesi candidati e candidati potenziali all'adesione all'Unione europea (UE). Essa presenta pertanto le priorità politiche e finanziarie del processo di allargamento per l’anno in corso.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 23 novembre 2010, intitolata «Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2010-2011» [COM(2010) 660 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il processo di allargamento ha adottato un nuovo orientamento in seguito alla crisi economica internazionale e ai nuovi obiettivi dell’Unione europea (UE) per la crescita sostenibile. La presente comunicazione sottolinea, inoltre, i progressi compiuti dai paesi dei Balcani occidentali, benché tali paesi debbano accelerare ulteriormente il ritmo delle riforme.

Situazione dei paesi candidati all’adesione

La Turchia ha proseguito le riforme politiche e costituzionali al fine di migliorare il funzionamento democratico e il sistema giudiziario dello Stato, estendere il campo dei diritti fondamentali e il rispetto delle libertà individuali.
Sono tuttavia necessari ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda gli appalti pubblici, la politica in materia di concorrenza e le politiche sociali. Il paese deve inoltre compiere ulteriori progressi nella normalizzazione delle sue relazioni con la Grecia e l’Armenia.

La Croazia ha compiuto progressi per quanto riguarda il rispetto dei criteri di adesione e il ravvicinamento della legislazione con l’acquis dell’UE. Occorrono ulteriori riforme per garantire una buona gestione e il controllo dei finanziamenti europei, come pure nel settore della giustizia, dei diritti fondamentali, della politica in materia di concorrenza e della collaborazione del paese con il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY).

L’ex Repubblica iugoslava di Macedonia deve attuare riforme per quanto riguarda il regime democratico, l’amministrazione pubblica e il sistema giudiziario. Il paese deve in particolare migliorare la lotta alla corruzione, la libertà di espressione e il clima imprenditoriale, e deve normalizzare le sue relazioni con la Grecia.

I negoziati di adesione sono stati avviati con l’Islanda nel luglio del 2010 e il paese può ormai beneficiare dello strumento di assistenza preadesione (IPA) per sostenere le proprie riforme. L’Islanda deve infatti compiere ulteriori progressi per garantire la trasparenza del suo sistema politico, l’indipendenza del potere giudiziario, la stabilità delle finanze pubbliche e del sistema finanziario.

Situazione dei paesi candidati potenziali all’adesione

La Commissione ha raccomandato al Consiglio di concedere lo status di paese candidato al Montenegro e di avviare i negoziati di adesione non appena il paese si sarà sufficientemente allineato ai criteri di adesione. Inoltre, la Commissione incoraggia l’Albania a proseguire i suoi sforzi in vista dell’apertura dei negoziati.

La Bosnia-Erzegovina ha compiuto pochi progressi nell’allineamento ai criteri di adesione, in particolare per quanto riguarda il rispetto della convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), dei principi democratici e del diritto alla parità di trattamento senza discriminazioni.

La Serbia ha proseguito il suo programma di riforme politiche ottenendo risultati positivi nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione. Il paese ha inoltre fatto passi avanti nell’attuazione dell’accordo interinale sul commercio e dell’accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA). È fondamentale che il paese continui ad adoperarsi per la riconciliazione e la cooperazione regionale e la partecipazione attiva al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia.

Il ritmo delle riforme nel Kosovo è progredito nel settore politico, in particolare per quanto riguarda il processo di decentramento. Restano tuttavia ulteriori sforzi da fare nella lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e al riciclaggio dei capitali. È inoltre necessario migliorare il dialogo e la riconciliazione tra le comunità, la tutela delle minoranze, il dialogo e la cooperazione regionale.

Priorità della strategia 2010-2011

Il processo di allargamento deve avanzare in funzione di nuove priorità, al fine di:

  • superare la crisi economica, soprattutto attraverso la realizzazione di riforme strutturali e l’attuazione di politiche di bilancio rigorose. In taluni casi, l’UE fornisce un sostegno al bilancio e un’assistenza macrofinanziaria ai paesi coinvolti nel processo di allargamento;
  • rafforzare l’inclusione sociale, migliorando le condizioni di vita dei gruppi vulnerabili della popolazione, in particolare le popolazioni rom, e adottando obiettivi ambiziosi per l’occupazione, la riduzione della povertà e l’istruzione;
  • riformare lo Stato e la pubblica amministrazione, concentrando le riforme sul funzionamento dei sistemi istituzionale e giudiziario, sulla lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione;
  • garantire la libertà di espressione e l’indipendenza dei media;
  • progredire verso la riconciliazione e la cooperazione regionale, in particolare nei paesi dei Balcani occidentali.
Ultima modifica: 14.02.2011
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