RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 5 lingue

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Strategia di allargamento 2009-2010

Archivi

La presente comunicazione descrive i progressi compiuti e le riforme da realizzare da parte dei paesi impegnati nel processo di allargamento dell'Unione europea (UE). Essa delinea anche le priorità della Commissione europea per sostenere gli sforzi di questi paesi.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2009-2010 [COM(2009) 533 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

I paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'Unione europea (UE) sono stati colpiti dalla crisi economica globale. Tuttavia, la loro stabilità economica e finanziaria è stata mantenuta grazie alle riforme sostenute dal processo di allargamento.

Situazione dei paesi candidati all'adesione

La Turchia ha compiuto progressi in nuovi settori. In particolare, sul piano interno, il governo ha adottato un'iniziativa a favore dei diritti della minoranza curda. Tuttavia, il paese deve compiere ulteriori sforzi per migliorare il rispetto dei diritti fondamentali (ad esempio per quanto riguarda la stampa, i sindacati e le donne) e per ottenere il controllo dell'esercito da parte delle istituzioni civili.

In politica estera, il paese partecipa ai negoziati sotto l'egida dell'ONU per risolvere il conflitto cipriota. Nel 2009, la Turchia ha contribuito alle iniziative di stabilizzazione del Medio Oriente e del Caucaso meridionale. Il paese ha inoltre firmato un accordo per costruire il gasdotto Nabucco, che dovrebbe contribuire a garantire l'approvvigionamento energetico in Europa.

La Croazia continua a compiere progressi. I negoziati di adesione potrebbero concludersi nel 2010, se il paese prosegue nell'attuazione delle riforme secondo il calendario previsto. La Croazia deve inoltre risolvere la questione dei confini che la oppone alla Slovenia.

L’ex Repubblica iugoslava di Macedonia ha compiuto progressi nelle sue riforme. Il paese si è particolarmente impegnato nel campo della democrazia, della giustizia e della lotta contro la corruzione. Sono stati inoltre avviati colloqui sotto l'egida delle Nazioni Unite (ONU) per risolvere le vertenze sui confini con la Grecia.

Situazione dei paesi candidati potenziali all'adesione

La Bosnia-Erzegovina ha compiuto progressi insufficienti in termini politici, soprattutto a causa dell'instabilità politica e del malfunzionamento delle istituzioni. In considerazione di ciò, la presenza europea nel paese è stata rafforzata. Inoltre il paese è stato duramente colpito dalla crisi e ha chiesto assistenza finanziaria al Fondo monetario internazionale (FMI).

In Kosovo la stabilità si è mantenuta, ma rimane fragile. Per questo, la missione UE sullo Stato di diritto (EULEX (EN)) è stata estesa a tutto il territorio. Inoltre sono necessari ulteriori progressi per migliorare il funzionamento della giustizia e dell'amministrazione, e per la riconciliazione tra le comunità del paese. Infine, l'assistenza finanziaria è aumentata dal 2008 e 500 milioni di euro sono stati destinati al paese per il periodo 2007-2010.

Le riforme in Montenegro sono migliorate sia sul piano politico che democratico. Ma restano ancora delle lacune per quanto riguarda il sistema giudiziario e la capacità amministrativa. Inoltre, il paese ha raggiunto un accordo con la Croazia per risolvere la questione dei confini che li vede in contrasto.

La Serbia deve continuare le sue riforme, soprattutto sul piano economico. Il paese ha chiesto un aiuto speciale all'Unione europea e al Fondo monetario internazionale per superare la crisi economica. Il paese deve anche migliorare i suoi rapporti con il Kosovo. Inoltre, la capacità amministrativa è migliorata. Il paese collabora in modo soddisfacente con il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (ICTY), ma alcuni criminali di guerra non sono ancora stati arrestati.

Nel 2009, l'Unione europea ha ricevuto due nuove richieste di adesione da parte dell'Albania e dell'Islanda.

L'Albania ha compiuto soddisfacenti passi in avanti. Le elezioni parlamentari del 2009 si sono svolte nel rispetto degli standard internazionali. Tuttavia, sono necessari ulteriori sforzi per garantire il corretto funzionamento del sistema giudiziario.

L'Islanda ha presentato richiesta di adesione nel luglio 2009, in parte a causa della crisi finanziaria che l'ha duramente colpita. Questo paese è fortemente integrato nel mercato interno europeo: partecipa allo Spazio economico europeo (SEE) e allo spazio Schengen.

Priorità della strategia 2009 - 2010

Per promuovere la ripresa economica dopo la crisi finanziaria internazionale, il processo di allargamento sostiene l'adozione di:

  • misure a breve termine per lottare contro la disoccupazione e la povertà;
  • misure a medio termine per rafforzare la stabilità delle finanze pubbliche e delle politiche fiscali da un lato e per migliorare la protezione sociale e gli investimenti dall'altro.

In questo contesto è stato stanziato un aiuto europeo pari a 200 milioni di euro in forma di sovvenzioni, a carico dello strumento di assistenza preadesione (IPA). L'aiuto mira a rafforzare:

  • il settore bancario;
  • le infrastrutture;
  • le piccole e medie imprese;
  • l'occupazione, in particolare nelle zone rurali.

Lo sviluppo dello Stato di diritto e del buon governo è una priorità fondamentale per l'UE. Nel 2009, 80 milioni di euro sono stati stanziati nell'ambito dell'IPA per il potenziamento del sistema giudiziario e dell'amministrazione dei paesi partner.

I paesi candidati devono pervenire alla risoluzione dei conflitti di vicinato a cui sono confrontati e mantenere buone relazioni con gli Stati vicini.

Lo sviluppo della cooperazione regionale è essenziale per lo sviluppo economico dei Balcani. A questo proposito, si registrano progressi nei settori dell'energia e dei trasporti. Inoltre la Commissione incoraggia la cooperazione nel quadro del processo di cooperazione nell'Europa sudorientale.

Priorità dello strumento di assistenza preadesione (IPA)

L'IPA è dotato di un budget di 1,5 miliardi di euro per il periodo 2009-2010. Esso finanzia primariamente:

  • il processo di liberalizzazione del regime dei visti per i Balcani occidentali, in linea con gli impegni dell'agenda di Salonicco. Infatti sono entrati in vigore tutti gli accordi volti ad agevolare la concessione dei visti e la riammissione delle persone in soggiorno irregolare nel proprio Stato. In questo spirito, la Commissione ha proposto un regime di esenzione dall'obbligo di visto per il 2010 per i cittadini dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, del Montenegro e della Serbia;
  • il miglioramento della qualità del processo di preadesione, attraverso un regolare dialogo politico e il monitoraggio delle riforme dei partner;
  • la partecipazione della società civile e delle amministrazioni nel processo di allargamento per agevolare, in particolare, la loro partecipazione alle agenzie e ai programmi dell'UE;
  • la lotta contro il cambiamento climatico, in particolare attraverso l'istituzione della Rete regionale ambientale per l'adesione (RENA) e il finanziamento di progetti volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
  • il miglioramento della comunicazione sul processo di allargamento con i cittadini dei paesi partner e dei paesi dell'Unione europea.
Ultima modifica: 08.03.2010
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina