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Valutazioni congiunte delle politiche per l'occupazione nei paesi candidati

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Nell'ambito del processo di cooperazione iniziato con i paesi candidati nell'ambito dell'occupazione, la Commissione presenta una relazione relativa alle sfide identificate, ai progressi realizzati e agli sforzi che devono ancora essere effettuati.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 30 gennaio 2003, intitolato « Progressi realizzati nell'attuazione dei documenti di valutazione congiunta sulle politiche per l'occupazione dei paesi candidati » [COM(2003) 37 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]

SINTESI

Documenti di valutazione congiunta (« Joint assessment papers » - DVC)

La prospettiva di adesione all'Unione europea implica l'assimilazione dell'acquis comunitario da parte dei paesi candidati. La Commissione europea ha il compito di assistere questi ultimi e seguire i loro progressi.

Nel 1999 la Commissione europea ha dato inizio a un processo di cooperazione nel campo dell'occupazione con i paesi candidati all'adesione. Insieme essi hanno definito nei documenti di valutazione congiunta (DVC) le sfide che ne derivano per la politica dell'occupazione, la realizzazione degli obiettivi di Lisbona e l'attuazione del titolo « Occupazione » del trattato che istituisce la Comunità europea. Il contributo finanziario dell'Unione europea agli sforzi di adesione può così concentrarsi sulle priorità identificate.

La Commissione europea propone una sintesi delle sfide identificate nei DVC e fa un primo bilancio dei progressi realizzati nell'ambito della loro attuazione.

Sfide incontrate dai paesi candidati all'adesione

Nel loro progresso verso gli obiettivi della strategia europea per l'occupazione i paesi candidati all'adesione devono fronteggiare numerose sfide al momento della trasformazione dei loro mercati del lavoro, trasformazione resa più complessa a causa della ristrutturazione dell'economia, e al momento dell'elaborazione delle loro politiche.

I paesi candidati devono così:

  • aumentare i tassi di occupazione, generalmente inferiori alla media comunitaria e al di sotto degli obiettivi di Lisbona;
  • aumentare l'offerta di manodopera, in quanto il processo di transizione è stato caratterizzato da notevoli ritiri dal mercato del lavoro;
  • sostenere la ristrutturazione dell'economia grazie al funzionamento del mercato del lavoro, consentendo ai lavoratori di adattarsi ai mutamenti economici e di lasciare le industrie in declino per passare alle industrie più moderne;
  • migliorare i livelli di qualifica della manodopera allo scopo di aumentare la loro produttività e la loro competitività.La Commissione traduce le sfide dei paesi candidati in campi d'azione:
  • promuovere l'occupazione mediante l'evoluzione delle retribuzioni e dei sistemi di prelievo fiscale e di prestazioni sociali;
  • investire nelle risorse umane e agire sulle lacune per quanto riguarda le qualifiche portando avanti le riforme dei sistemi di istruzione e di formazione permanente;
  • fare in modo che i servizi pubblici dell'occupazione, fondamentali in un periodo di transizione e ristrutturazione economica, possano svolgere un ruolo valido;
  • promuovere un metodo politico più proattivo e preventivo;
  • garantire la coesione sociale con l'integrazione delle minoranze etniche, la maggior parte delle quali si trova in una posizione svantaggiata del mercato del lavoro, mentre alcuni di questi gruppi - i Rom in particolare - sono ad alto rischio di emarginazione e di povertà;
  • ammodernare il mercato del lavoro con il contributo attivo delle parti sociali, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione e le condizioni di lavoro, la flessibilità e la sicurezza;
  • promuovere le pari opportunità tra donne e uomini sul mercato del lavoro nei paesi candidati, laddove esistono gravi discriminazioni basate sul sesso;
  • rafforzare le capacità amministrative necessarie all'elaborazione e all'attuazione delle politiche per l'occupazione, che si integrino nella strategia globale della politica economica, con un'attenzione particolare ai preparativi nell'ambito dell'azione del Fondo sociale europeo (FSE);
  • garantire la disponibilità delle risorse per le politiche occupazionali, compresi gli investimenti nel capitale umano e le infrastrutture sociali.

Prossimi passi da compiere

Il processo di cooperazione sarà completo al momento dell'adesione dei paesi candidati. Prima però questi ultimi devono elaborare dei piani di sviluppo nazionale (PSN) che determinino il quadro per lo sviluppo dell'occupazione e delle risorse umane, oltre che per i futuri interventi del Fondo sociale europeo. Ogni paese candidato deve inoltre procedere ad un esame approfondito delle politiche relative all'ambiente istituzionale e delle capacità amministrative riguardo alla politica per l'occupazione e le attività legate all'FSE. Per finire, i paesi candidati partecipano dal 2003 all'« incentivazione all'occupazione ».

ATTI CONNESSI

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 6 novembre 2003 - « Progressi realizzati nell'attuazione nei documenti di valutazione congiunta sulle politiche per l'occupazione nei paesi in via d'adesione » [COM(2003) 663 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]

Per quanto riguarda i seminari che si sono svolti con i paesi aderenti durante la primavera e l'estate del 2003, la Commissione europea aggiorna, per i dieci paesi aderenti, la valutazione delle sfide strategiche per il mercato del lavoro e dei progressi effettuati nelle risposte politiche oltre che in materia di capacità amministrativa relativa alle politiche per l'occupazione e al FSE dei dieci paesi aderenti.

La Commissione insiste sugli sforzi che ancora restano da fare per effettuare in modo coordinato l'elaborazione e l'attuazione delle politiche per l'occupazione. Approfitta dell'occasione per ricordare gli elementi costitutivi della governence e del partenariato necessari all'attuazione della strategia europea per l'occupazione e manifesta le sue preoccupazioni per quanto riguarda le capacità amministrative necessarie all'utilizzo completo dei fondi strutturali europei.

La Commissione conclude in questo modo con i dieci paesi aderenti la cooperazione sulla base dei documenti di valutazione congiunta (DVC). Dopo l'adesione i nuovi Stati membri parteciperanno alla strategia europea per l'occupazione e presenteranno il loro primo piano d'azione nazionale (PAN) alla Commissione nell'ottobre 2004.

Ultima modifica: 16.04.2004
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