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Disciplina per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra

L'Unione europea (UE) istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra al fine di ridurre in modo economicamente efficiente tali emissioni. Questo sistema aiuterà l’UE e gli Stati membri a rispettare gli impegni di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra assunti nell'ambito del protocollo di Kyoto. Gli impianti che esercitano attività nei settori dell'energia, della produzione e della trasformazione dei metalli ferrosi, dell'industria minerale e della fabbricazione della carta e del cartone sono obbligatoriamente soggetti al sistema di scambio di quote.

ATTO

Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

La direttiva intende realizzare importanti riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra nell’ottica di ridurre l’impatto di tali emissioni sul clima.

Autorizzazioni ad emettere gas a effetto serra

Dal 1º gennaio 2005, tutti gli impianti che esercitano una delle attività indicate nell'allegato I della direttiva (attività nel settore dell'energia, della produzione e della trasformazione dei metalli ferrosi, dell'industria dei prodotti minerali e della fabbricazione di pasta per carta, di carta e di cartone) e che emettono i gas a effetto serra specificati in relazione a tali attività devono avere ottenuto un'apposita autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti.

Le domande d'autorizzazione a emettere gas a effetto serra devono descrivere:

  • l'impianto e le sue attività, compresa la tecnologia utilizzata;
  • i materiali utilizzati che possono emettere i gas a effetto serra indicati nell'allegato II;
  • le fonti di emissioni dei gas;
  • le misure previste per controllare e comunicare le emissioni.

Le autorità concedono l'autorizzazione qualora ritengano che il gestore dell'impianto sia in grado di controllare e di comunicare le emissioni. Un'autorizzazione può riguardare diversi impianti gestiti nel medesimo sito dallo stesso gestore. Nell'autorizzazione figurano:

  • il nome e l'indirizzo del gestore;
  • la descrizione delle attività e delle emissioni dell'impianto;
  • un programma di monitoraggio;
  • le disposizioni in tema di comunicazione delle emissioni;
  • l'obbligo di restituire, nei primi quattro mesi di ogni anno, quote di emissioni pari alle emissioni complessive dell'anno precedente.

L’autorità competente riesamina l’autorizzazione ad emettere gas a effetto serra almeno ogni cinque anni, apportandovi le modifiche necessarie.

Gestione delle quote

Il quantitativo comunitario di quote rilasciate ogni anno diminuirà in maniera lineare a partire dal 2013. Per il 2013 il quantitativo comunitario totale di quote viene calcolato in funzione dei piani nazionali accettati dalla Commissione ed attuati tra il 2008 e il 2012.

Gli Stati membri mettono all’asta tutte le quote che non sono assegnate gratuitamente. Il quantitativo di quote che ogni Stato membro mette all’asta è così costituito:

  • l’88 % è distribuito tra gli Stati membri in base alle loro emissioni;
  • il 10 % è distribuito all’insegna della solidarietà e ai fini della crescita;
  • il 2 % è distribuito tra gli Stati membri le cui emissioni di gas a effetto serra nel 2005 erano inferiori almeno del 20 % alle loro emissioni nell’anno di riferimento che sono loro applicabili nell’ambito del protocollo di Kyoto.

Almeno il 50 % dei proventi della vendita all’asta di quote deve essere utilizzato per i seguenti scopi:

  • ridurre le emissioni dei gas a effetto serra;
  • sviluppare le energie rinnovabili e altre tecnologie che contribuiscono alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio;
  • favorire misure atte ad evitare la deforestazione e ad accrescere l’afforestazione e la riforestazione;
  • favorire il sequestro mediante silvicoltura;
  • incentivare la cattura e lo stoccaggio geologico;
  • incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni;
  • finanziare la ricerca e lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle tecnologie pulite;
  • favorire misure intese ad aumentare l’efficienza energetica e l’isolamento delle abitazioni;
  • coprire le spese amministrative connesse alla gestione del sistema europeo.

Entro il 31 dicembre 2010 la Commissione europea adotta misure di attuazione comunitarie armonizzate per l’assegnazione delle quote.

Entro il 30 giugno 2010 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione analitica nella quale valuta la situazione dei settori e sottosettori ad alta intensità energetica considerati esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

Monitoraggio e comunicazione delle emissioni

Entro il 31 dicembre 2011 la Commissione deve adottare un regolamento sul monitoraggio e la comunicazione delle emissioni. Tale regolamento tiene conto dei dati scientifici più accurati e aggiornati disponibili.

Gli Stati membri e la Commissione provvedono a che tutte le decisioni e le comunicazioni concernenti la quantità e l’assegnazione delle quote, nonché il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni siano immediatamente divulgate in maniera sistematica garantendo un accesso non discriminatorio.

Verifica e accreditamento

Entro il 31 dicembre 2011 la Commissione deve proporre un regolamento per la verifica delle comunicazioni delle emissioni e per l’accreditamento e la supervisione dei verificatori. Esso specifica le condizioni per l’accreditamento e la revoca di quest’ultimo, per il riconoscimento reciproco e per l’eventuale valutazione inter pares degli enti di accreditamento.

Meccanismi di progetto del protocollo di Kyoto

La direttiva 2004/101/CE approfondisce il collegamento fra il sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE e il protocollo di Kyoto, in quanto rende compatibili con tale sistema i meccanismi detti "di progetto" del protocollo di Kyoto (l'attuazione congiunta e il meccanismo per uno sviluppo pulito). In questo modo i gestori potranno utilizzare questi due meccanismi nell'ambito del sistema di scambio di quote per ottemperare ai loro obblighi. Il risultato sarà una riduzione dei costi che gli impianti soggetti al sistema dovranno sostenere per conformarvisi.

La direttiva riconosce pertanto la validità dei crediti derivanti dai progetti di attuazione congiunta (JI) e del meccanismo per uno sviluppo pulito (CDM) allo stesso titolo delle quote di emissione, ad eccezione di quelli generati dagli impianti nucleari e di quelli derivanti dall'utilizzo del territorio, dalla variazione della destinazione d'uso del territorio e dalla silvicoltura. I crediti derivanti da progetti di attuazione congiunta sono denominati "unità di riduzione delle emissioni" (ERU), mentre i crediti derivanti da progetti nell'ambito del meccanismo per uno sviluppo pulito sono denominati "riduzioni certificate delle emissioni" (CER). La direttiva prevede inoltre modalità per evitare che ERU e CER siano contabilizzate due volte nel caso in cui risultino da attività che comportano anche una riduzione o una limitazione delle emissioni degli impianti ai sensi della direttiva 2003/87/CE.

Registri, relazioni e accordi

La Commissione ha adottato il regolamento (UE) n. 920/2010 per l'istituzione di un sistema di registri normalizzati, sotto forma di banche dati elettroniche che consentano di controllare il rilascio, la detenzione, il trasferimento e la cancellazione delle quote. Tali registri garantiscono inoltre l'accesso dei cittadini all'informazione, la riservatezza e il rispetto delle disposizioni del protocollo di Kyoto.

La Commissione nomina un amministratore centrale incaricato di tenere un catalogo indipendente nel quale sono registrate le quote rilasciate, trasferite e cancellate a livello comunitario. L'amministratore centrale esegue un controllo automatico delle singole operazioni relative alle quote. Se il controllo automatico accerta l'esistenza di irregolarità, le transazioni in questione sono sospese finché le irregolarità non vengono corrette.

Ogni anno, gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sull'applicazione della direttiva.

Possono essere conclusi accordi per il riconoscimento delle quote tra il sistema europeo e sistemi compatibili vincolanti di scambio delle emissioni di gas a effetto serra che prevedono tetti massimi per le emissioni assolute in vigore in altri paesi o entità sub-federali o regionali. Possono essere conclusi accordi non vincolanti con paesi terzi o entità sub-federali o regionali al fine di garantire il coordinamento amministrativo e tecnico riguardo alle quote di emissione del sistema europeo o di altri sistemi obbligatori di scambio delle emissioni di gas a effetto serra che prevedono tetti massimi per le emissioni assolute.

Adeguamenti applicabili in caso di approvazione da parte della Commissione di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici

La firma di un simile accordo comporta per gli Stati membri una riduzione delle emissioni di gas serra superiore al 20 % rispetto ai livelli del 1990, come risulta dall’impegno di riduzione del 30 % approvato dal Consiglio europeo del marzo 2007. In tale ottica, la Commissione si impegna a presentare una relazione che valuta in particolare i seguenti elementi:

  • le misure prese a livello internazionale;
  • le azioni necessarie per raggiungere un obiettivo di riduzione del 30 % delle emissioni di gas a effetto serra;
  • i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio nel contesto della competitività delle imprese;
  • l’impatto dell’accordo internazionale su altri settori economici;
  • l’impatto sul settore agricolo;
  • l’afforestazione, la riforestazione, la deforestazione e il degrado forestale.

È consentito utilizzare i crediti previsti dalla presente direttiva, nonché le CER (riduzioni certificate delle emissioni), le ERU (unità di riduzione delle emissioni) o altri crediti approvati risultanti da progetti in paesi terzi che hanno ratificato l’accordo internazionale.

Contesto

L'approvazione del protocollo di Kyoto da parte della Comunità e dei suoi Stati membri nel 2002 impegna questi ultimi a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, nel periodo 2008-2012, dell'8 % rispetto ai livelli del 1990. La direttiva, istituendo un mercato delle quote di emissioni di gas a effetto serra, assiste l’UE e gli Stati membri ad adempiere all'impegno assunto nell'ambito del protocollo di Kyoto in modo efficace e rispettoso dello sviluppo economico e dell'occupazione.

Il Consiglio europeo del marzo 2007 ha approvato l’obiettivo di ridurre del 30 % le emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, come contributo in vista di un accordo successivo al 2012, a condizione che altri paesi sviluppati s’impegnino a raggiungere obiettivi di riduzione comparabili in funzione delle proprie responsabilità e capacità. L’UE si è fermamente impegnata ad abbattere le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 di almeno il 20 % rispetto ai livelli del 1990. Nell’ottobre 2009, il Consiglio europeo ha sostenuto l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’80-95 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, nel contesto della direttiva IPPC. La conferenza di Copenaghen, tenutasi dal 7 al 18 dicembre 2009, s’inscrive anch’essa in questi obiettivi.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 2003/87/CE

25.10.2003

31.12.2003

GU L del 25.10.2003

Atto(i) modificatore(i) Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 2004/101/CE

13.11.2004

13.11.2005

GU L 338 del 13.11.2004

Direttiva 2008/101/CE

2.2.2009

2.2.2010

GU L 8 del 13.1.2009

Direttiva 2009/29/CE

25.6.2009

31.12.2012

GU L 140 del 5.6.2009

Regolamento (CE) n. 219/2009

20.4.2009

-

GU L 87 del 31.3.2009

Le successive modifiche e correzioni della direttiva 2003/87/CE sono state integrate nel testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Reolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione, del 12 novembre 2010, relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità [Gazzetta ufficiale L 302 del 18.11.2010].

Decisione 2007/589/CE della Commissione, del 18 luglio 2007, che istituisce le linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra ai sensi della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 229 del 31.8.2007].
I 12 allegati della decisione contengono le linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas serra. L'allegato I presenta le linee guida generali, mentre negli allegati da II a XI sono indicate le linee guida supplementari per attività specifiche. L'allegato XII presenta infine orientamenti riguardanti i sistemi di misura in continuo delle emissioni dei gas serra. Queste linee guida mirano a garantire un monitoraggio e una comunicazione costanti e precisi delle emissioni dei gas serra all'interno della Comunità. La loro applicazione risulterà del resto più agevole per gli impianti nei quali, nel periodo di scambio precedente, le emissioni medie annue dichiarate e verificate sono inferiori a 25 000 tonnellate di CO2 di origine fossile.

Decisione 2006/780/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, finalizzata ad evitare la doppia contabilizzazione delle riduzioni delle emissioni di gas serra nell'ambito del sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni per le attività di progetto del protocollo di Kyoto in applicazione della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 316 del 16 novembre 2006].

Ultima modifica: 05.04.2011
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