RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 15 lingue
Nuove lingue disponibili:  CS - HU - PL - RO

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Piano di interconnessione prioritario (PIP)

Un'infrastruttura efficace nel settore energetico è indispensabile per il buon funzionamento del mercato interno dell'energia e il conseguimento degli obiettivi in materia di sviluppo sostenibile, competitività e sicurezza dell'approvvigionamento energetico all'interno dell'Unione europea. Ciò impone di effettuare investimenti considerevoli nelle reti esistenti di elettricità e gas e soprattutto di procedere rapidamente a uno sviluppo delle loro interconnessioni.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 10 gennaio 2007, "Piano d'interconnessione prioritario" [COM(2006) 846 definitivo – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

L'interconnessione delle reti permette di trasportare elettricità e gas tra mercati che generalmente sono organizzati su base nazionale ed è un elemento fondamentale per realizzare autentiche reti transeuropee del gas e dell'elettricità.

Reti ben interconnesse sono indispensabili per lo sviluppo di una sana concorrenza e costituiscono il presupposto per la costruzione del mercato interno dell'energia. Esse consentono inoltre di evitare i rischi di penuria dell'approvvigionamento, garantendo una diversificazione delle fonti; ad esempio, nel caso dell'elettricità, esse facilitano l'introduzione nella rete di "energia verde" prodotta a partire da energie rinnovabili.

Sviluppo delle strutture energetiche in Europa

Lo sviluppo delle reti transeuropee resta tuttavia insufficiente in mancanza degli investimenti necessari. Alcuni malfunzionamenti dimostrano uno scarso coordinamento tra le reti dell'energia nazionali oltre a una reale separazione delle funzioni di produzione, trasporto e distribuzione. Poiché gli operatori delle reti fanno parte di imprese integrate a livello verticale, non sono in effetti incentivati a sviluppare interconnessioni con le altre reti e a esporsi così alla concorrenza di nuovi soggetti a livello della produzione o della fornitura.

Le infrastrutture sono sempre più sfruttate ai limiti delle loro capacità fisiche e questo frena l'integrazione delle risorse aggiuntive di energia che sono peraltro necessarie alla crescita dei mercati. Per questo, in alcune regioni, potrebbe essere compromessa la produzione su larga scala di elettricità proveniente da energie rinnovabili. La saturazione delle reti minaccia inoltre di provocare interruzioni temporanee dell'approvvigionamento oltre a un aumento dei prezzi dell'energia. Numerose regioni continuano a essere peraltro "isole energetiche" in quanto non sono o sono scarsamente interconnesse al resto del mercato interno.

Il piano di interconnessione prioritario (PIP) illustra in dettaglio lo stato di avanzamento dei quarantadue progetti dichiarati di interesse europeo negli orientamenti sulle reti transeuropee dell'energia (RTE-E) adottati nel 2006.

Il sessanta per cento dei progetti relativi alle reti elettriche registrano ritardi dovuti alla complessità e all'assenza di armonizzazione delle procedure di pianificazione e autorizzazione. Altri ostacoli sono dovuti a difficoltà di finanziamento oltre ai vincoli imposti per motivi ambientali o di salute pubblica.

Se nel settore del gas i progetti di interesse europeo avanzano in modo più soddisfacente, la realizzazione di terminali e impianti di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) incontrano talvolta notevoli difficoltà in taluni Stati membri nei quali diversi progetti sono stati o bloccati o abbandonati. Le interconnessioni esterne richiedono un'attenzione particolare per il fatto che ne dipende oltre il 50% del nostro approvvigionamento e che esse acquisiscono sempre di più una dimensione politica.

Azioni fondamentali per creare un ambiente stabile e favorevole agli investimenti

Il PIP propone cinque azioni prioritarie per contribuire a creare un ambiente stabile e favorevole agli investimenti:

  • avviare un'opera di individuazione di progetti vitali per il completamento del mercato interno e fare in modo che i progetti di interesse europeo (PEI) che potrebbero incorrere in serie difficoltà siano portati a termine in tempi ragionevoli;
  • designare i coordinatori per tali PEI, in un primo tempo per quattro di essi: la connessione elettrica tra la Germania, la Polonia e la Lituania, l'interconnessione delle centrali eoliche nel Mare del Nord, la connessione elettrica tra la Francia e la Spagna e il corridoio gas meridionale che collega i bacini del Mar Caspio e del Mar Nero all'Unione europea, che comprende in particolare il progetto del gasdotto Nabucco che parte dalla Turchia e che termina in Austria passando per la Bulgaria, la Romania e l'Ungheria;
  • pianificare le reti in funzione delle esigenze dei consumatori grazie a un approccio di tipo regionale che permetta di rafforzare la cooperazione tra i gestori dei sistemi di trasmissione incaricati di monitorare e analizzare la pianificazione degli investimenti e dello sviluppo a tale livello;
  • accelerare le procedure di pianificazione e di autorizzazione, incoraggiandone la semplificazione e l'armonizzazione e imponendo agli Stati membri di definire procedure nazionali in virtù delle quali la pianificazione e l'approvazione dei progetti di interesse europeo siano realizzate entro un termine massimo di cinque anni;
  • prendere in considerazione l'utilità di aumentare il finanziamento comunitario e invitare le istituzioni finanziarie europee (BEI e BERD) a finanziare in via prioritaria le interconnessioni nel campo dell'energia.

Sfide

L'attuazione del PIP consentirà la creazione di un vero mercato unico dell'energia, all'interno del quale i prezzi siano accettabili per tutte le categorie di consumatori, garantirà sia l'approvvigionamento esterno che gli scambi interni, limitando i rischi di saturazione e di interruzione delle forniture, fornirà le capacità aggiuntive necessarie per far fronte alla crescita inesorabile della domanda di gas e elettricità, sarà funzionale agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 grazie a un utilizzo su larga scala delle nuove fonti di energia rinnovabile e al perseguimento dell'obiettivo della coesione per garantire le capacità necessarie anche nelle regioni isolate o poco popolate.

ATTI COLLEGATI

Decisione n. 1364/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga la decisione 96/391/CE e la decisione n. 1229/2003/CE [Gazzetta ufficiale L 262 del 22.9.2006].

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 10 gennaio 2007, "Prospettive del mercato interno del gas e dell'elettricità( (ES) (ES) (ES) (ES))" [COM(2006) 841 definitivo - non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Direttiva 2005/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 gennaio 2006, concernente misure per la sicurezza dell'approvvigionamento di elettricità e per gli investimenti nelle infrastrutture [GU L 33 del 4.2.2006].

Direttiva 2004/67/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale [GU L 127 del 29.4.2004].

Ultima modifica: 14.03.2008
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina