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Scorte di petrolio greggio e di prodotti petroliferi (a partire dal 2012)

Per poter far fronte alle crisi di approvvigionamento, l’Unione europea ha attuato una revisione del sistema di scorte delle risorse petrolifere. Tale revisione prevede il rafforzamento del sistema, il ravvicinamento alle norme esistenti dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) e l’ottimizzazione degli obblighi amministrativi degli Stati membri.

ATTO

Direttiva 2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi.

SINTESI

La nuova direttiva stabilisce norme intese a:

  • assicurare un livello elevato di sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio nella Comunità mediante meccanismi affidabili e trasparenti basati sulla solidarietà tra Stati membri;
  • mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi;
  • prevedere i mezzi procedurali necessari per rimediare a un’eventuale situazione di grave scarsità.

Principali disposizioni sulle scorte di sicurezza

Gli Stati membri devono garantire un livello totale di scorte di prodotti petroliferi equivalente quantomeno al quantitativo maggiore tra quelli corrispondenti a 90 giorni di importazioni nette giornaliere medie o a 61 giorni di consumo interno * giornaliero medio.

Le importazioni nette giornaliere medie sono calcolate sulla base del metodo illustrato nell’allegato I della direttiva, mentre le modalità di calcolo del consumo interno giornaliero medio figura nell’allegato II. L’allegato III descrive invece la procedura di calcolo dei livelli delle scorte.

Gli Stati membri devono garantire in qualsiasi momento la disponibilità e l’accessibilità fisica delle scorte. In tale ottica, stabiliscono le disposizioni relative all’identificazione, alla contabilità e al controllo di tali scorte. Ciascuno Stato membro compila e mantiene aggiornato costantemente un inventario contenente le informazioni su tutte le scorte di sicurezza (informazioni necessarie per individuare il deposito, la raffineria o l'impianto di stoccaggio, i quantitativi, il proprietario, la natura). Una copia sintetica di questo inventario deve essere trasmessa una volta l’anno alla Commissione europea.

Ai fini del mantenimento delle scorte, gli Stati membri possono istituire un organismo centrale di stoccaggio (OCS)* nella Comunità sotto forma di un organismo o di un servizio senza fini di lucro. L’OCS ha il compito di mantenere scorte petrolifere (oltre che di acquisirle e gestirle). Nel rispetto delle condizioni e dei limiti imposti dalla direttiva, gli OCS possono, a pari titolo degli Stati membri, delegare una parte della gestione delle scorte a un altro Stato membro sul territorio del quale si trovano tali scorte, all’OCS istituito da tale Stato membro oppure a operatori economici.

In ottemperanza delle condizioni e dei limiti imposti dalla direttiva, gli Stati membri possono concedere a qualsiasi operatore economico cui hanno imposto obblighi di stoccaggio il diritto di delegare una parte di tali obblighi:

  • all’OCS dello Stato membro in questione;
  • a uno o più OCS che hanno già dato la loro disponibilità a detenere tali scorte;
  • ad altri operatori economici che dispongono di scorte in eccesso.

Principali disposizioni sulle scorte specifiche e su altre scorte di prodotti

Ogni Stato membro è invitato a impegnarsi a mantenere scorte specifiche. In questo caso è tenuto a mantenere un livello minimo definito in numero di giorni di consumo. Le scorte specifiche sono di proprietà dello Stato membro in questione o dell’OCS istituito da tale Stato. Gli Stati membri pubblicano nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea la loro decisione di mantenere scorte specifiche.

Le scorte specifiche possono essere costituite soltanto da una o più categorie di prodotti di seguito elencate:

  • etano;
  • GPL;
  • benzina per motori;
  • benzina avio;
  • jet fuel del tipo benzina (jet fuel del tipo nafta o JP4);
  • jet fuel del tipo cherosene;
  • altro cherosene;
  • gasolio (olio combustibile distillato);
  • olio combustibile (ad alto e basso tenore di zolfo);
  • acqua ragia minerale e benzine speciali;
  • lubrificanti;
  • bitume;
  • cere paraffiniche;
  • coke di petrolio.

Gli Stati membri assicurano che, per l’anno di riferimento, l’equivalente in petrolio greggio di quantità consumate di prodotti inclusi nelle categorie utilizzate rappresenti almeno il 75% del consumo interno. In mancanza di un impegno a mantenere almeno 30 giorni di scorte specifiche, ogni Stato membro assicura che almeno un terzo del suo obbligo di stoccaggio sia detenuto sotto forma di prodotti costituiti in conformità delle condizioni esposte nella direttiva.

Biocarburanti* e additivi*

Si tiene conto dei biocarburanti e degli additivi ai fini del calcolo degli obblighi di stoccaggio e nel calcolo dei livelli delle scorte effettivamente mantenuti, unicamente qualora siano miscelati ai prodotti petroliferi interessati. Inoltre, a talune condizioni, una parte dei biocarburanti e degli additivi stoccati sul territorio dello Stato membro in questione può eventualmente essere presa in considerazione nel calcolo dei livelli di scorte effettivamente mantenuti.

Procedure di emergenza

Gli Stati membri sono tenuti a rilasciare tutte o parte delle loro scorte di sicurezza e delle loro scorte specifiche in caso di necessità. Devono essere disposti dei piani di intervento. In caso di interruzione grave dell’approvvigionamento sono previste delle procedure. Si applicano inoltre norme specifiche che variano a seconda che vi sia o non vi sia una decisione internazionale efficace di rilascio delle scorte.

Contesto

Visti i limiti del sistema di gestione delle scorte petrolifere, la Commissione ha ritenuto opportuno rivedere i meccanismi comunitari di stoccaggio. Poiché il petrolio rappresenta attualmente una delle principali risorse energetiche dell’Unione europea, occorre accrescere la sicurezza dell’approvvigionamento per prevenire o contenere eventuali crisi in questo settore.

La presente direttiva abroga le direttive 2006/67/CE e 73/238/CEE, nonché la decisione 68/416/CEE.

Termini chiave dell’atto
  • Consumo interno: il dato aggregato corrisponde al totale, calcolato secondo l’allegato II, dei quantitativi consegnati nel paese per l’insieme degli usi energetici e non energetici (v. la definizione completa all’articolo 2);
  • Organismo centrale di stoccaggio: l’organo o il servizio al quale possono essere conferiti poteri per operare ai fini dell’acquisizione, del mantenimento o della vendita di scorte di petrolio, comprese le scorte di sicurezza e le scorte specifiche.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2009/119/CE

29.10.2009

31.12.2012

GU L 265 del 9.10.2009

Ultima modifica: 16.11.2009

Vedi anche

  • Direzione generale dell’Energia – Scorte petrolifere strategiche (EN)
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