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Riduzione dei gas a effetto serra entro il 2020

La presente decisione contribuisce alla realizzazione dell’impegno dell’Unione europea per la riduzione del 20% delle sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 e rispetto ai livelli del 1990. Essa fissa degli obiettivi di riduzione di emissione per ciascuno degli Stati membri e definisce le modalità per la verifica della loro portata. In caso di accordo internazionale, questi obiettivi potrebbero essere rafforzati.

ATTO

Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020.

SINTESI

La presente decisione stabilisce il contributo minimo degli Stati membri in materia di emissioni di gas a effetto serra *, in seguito all’impegno assunto dalla Comunità per il periodo 2013-2020.

Livelli delle emissioni per il periodo dal 2013 al 2020 e flessibilità

Gli Stati membri dispongono ognuno di assegnazioni annuali di emissione di gas formanti una traiettoria lineare dal 2013 al 2020. Ogni anno dal 2013 al 2020, le emissioni degli Stati membri dovranno essere inferiori all’assegnazione annuale di emissione corrispondente. L’assegnazione annuale di emissione per il 2020 corrisponde alla percentuale stabilita all’allegato II della decisione per ciascuno degli Stati membri.

Nel periodo dal 2013 al 2019, uno Stato membro può utilizzare in anticipo una quantità fino al 5% della sua assegnazione annuale di emissioni * relativa all’anno successivo. La parte inutilizzata di un’assegnazione annuale di emissione può essere trasferita all’anno successivo. Può altresì trasferire, a certe condizioni, una parte della sua assegnazione annuale ad altri Stati membri.

Efficienza energetica

Nel 2012 la Commissione europea valuterà i progressi realizzati dalla Comunità e dai suoi Stati membri nell’attuazione del piano d'azione per l'efficienza energetica. In seguito a questa valutazione, la Commissione propone misure rafforzate o nuove.

Utilizzo dei crediti risultanti da attività di progetto

Gli Stati membri possono utilizzare i crediti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra elencati qui di seguito per adempiere ai propri obblighi:

  • riduzioni di emissioni certificate (CER) e unità di riduzione delle emissioni (ERU), autorizzate nel quadro della direttiva 2003/87/CE, per il periodo 2008-2012 e corrispondenti a progetti registrati prima del 31 dicembre 2012;
  • CER rilasciate per riduzioni di emissioni realizzate da progetti attuati nei paesi meno sviluppati;
  • CER temporanee (tCER) o CER a lungo termine derivanti da progetti di afforestazione e riforestazione.

Ogni anno, uno Stato membro può trasferire ad un altro Stato membro la parte inutilizzata della quantità annuale entro il limite del 3%. Può altresì trasferire agli anni successivi la parte inutilizzata di questa quantità.

Comunicazione, valutazione dei progressi, modifiche e revisione

A norma della decisione 280/2004/CE, gli Stati membri sono tenuti a includere nelle loro relazioni quanto segue:

  • le loro emissioni annuali dei gas a effetto serra;
  • l’utilizzazione, la distribuzione geografica e i tipi di crediti utilizzati;
  • i progressi previsti e le proiezioni nazionali;
  • informazioni sulle politiche e sulle misure nazionali.

Ogni due anni, la Comunità valuta i progressi realizzati e il rispetto del suo impegno.

Misure correttive

Se le emissioni di gas a effetto serra di uno Stato membro superano l’assegnazione annuale di emissioni, si applicano le misure seguenti:

  • una deduzione dall’assegnazione di emissioni dello Stato membro dell’anno successivo;
  • lo sviluppo di un piano d’azione correttivo;
  • la sospensione temporanea della possibilità di trasferire parte dell’assegnazione di emissioni dello Stato membro e dei suoi diritti JI/CDM a un altro Stato membro.

Adeguamenti applicabili in caso di approvazione da parte della Comunità di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici

Entro tre mesi dalla firma, da parte della Comunità, di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici che comporterà una riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra superiori al 20% rispetto ai livelli del 1990, la Commissione deve presentare una relazione che valuta, in particolare, i seguenti elementi:

  • la natura delle misure concordate a livello internazionale;
  • le opzioni necessarie a livello della Comunità per passare all’obiettivo di riduzione del 30% approvato dal Consiglio europeo nel marzo 2007;
  • l’impatto sulla competitività delle industrie e sul settore agricolo, inclusi i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio;
  • l’impatto dell’accordo internazionale su altri settori economici;
  • le modalità di contabilizzazione delle emissioni relative all’uso del suolo e alla silvicoltura;
  • le modalità relative all’afforestazione, alla riforestazione, alla deforestazione e al degrado forestale nei paesi terzi;
  • la necessità di politiche e misure addizionali.

In caso di mancata approvazione di un accordo internazionale entro il 31 dicembre 2010, la Commissione deve formulare una proposta per l’inclusione di uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura nell’impegno di riduzione della Comunità.

Contesto

L’obiettivo della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), approvata con decisione 94/69/CE, è di stabilizzare le concentrazioni di gas a effetto serra. È fondamentale che la temperatura mondiale annua non aumenti di oltre 2° C rispetto ai livelli dell’era preindustriale, il che presuppone una riduzione, entro il 2050, delle emissioni di tali gas di almeno il 50%.

Termini chiave dell’atto
  • Emissioni di gas a effetto serra: emissioni di biossido di carbonio (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N20), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) e esafluoro di zolfo (SF6).
  • Assegnazione annuale di emissioni: emissioni massime di gas a effetto serra consentite annualmente negli anni dal 2013 al 2020.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Decisione 406/2009/CE

25.6.2009

-

GU L 140 del 5.6.2009

ATTO COLLEGATO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 26 maggio 2010 intitolata «Analisi delle ipotesi di intervento per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra superiore al 20% e valutazione del rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio». [COM(2010) 265 def. - Non pubblicata nella Gazzetta Ufficiale]
La presente comunicazione analizza le conseguenze di una politica che ridurrebbe del 30% le emissioni dei gas a effetto serra.
La crisi economica del 2008 ha provocato un forte calo delle emissioni di CO2. In effetti, le emissioni di gas a effetto serra registrate nell’Unione Europea (UE) nel 2009 sono diminuite del 14% rispetto al livello del 1990 mentre il calo registrato nel 2008 è stato solo dell’11,6%.
De ce fait, la possibilité d’aller au-delà des objectifs de 2020 paraît réaliste si les options suivantes sont mises en œuvre:
Pertanto, la possibilità di andare oltre gli obiettivi del 2020 sembra realistica se venissero attuate le seguenti opzioni :

  • adeguare il sistema di scambio delle assegnazioni di emissione "accantonando" una parte delle quote destinate ad essere messe all’asta;
  • ricompensare gli operatori del sistema che investono il più rapidamente possibile nelle tecnologie più efficienti in termini di riduzione di emissioni assegnando loro quote gratuite supplementari;
  • istituire delle tasse sul carbonio;
  • utilizzare le politiche dell’UE al fine di incoraggiare la riduzione delle emissioni;
  • utilizzare gli strumenti di credito internazionale al fine di favorire l’adozione di tecnologie avanzate in materia di riduzione di emissione.

Tuttavia la comunicazione sottolinea che il costo totale di una riduzione del 30% delle emissioni, considerando i costi relativi alla realizzazione dell’obiettivo di riduzione del 20%, sarà di 81 miliardi di euro. Questo supera considerevolmente il costo iniziale del pacchetto «clima ed energia» stimato a 70 miliardi di euro.
E’ anche importante che l’obiettivo di riduzione di emissione di Co2 del 30% sia attuato altresì dai paesi terzi al fine di evitare il rischio di fughe di carbonio. Un coordinamento internazionale a questo livello è pertanto indispensabile.

Ultima modifica: 27.07.2010
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