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Agenda per la politica sociale (2006-2010)

La Commissione europea propone una nuova agenda sociale per il periodo 2005-2010. Il suo obiettivo principale è quello di pervenire a "un'Europa sociale nell'economia mondiale: posti di lavoro e nuove possibilità per tutti".

ATTO

Comunicazione della Commissione. Agenda per la politica sociale [COM(2005) 33 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione fissa le priorità che dovrebbero orientare l'azione dell'Unione europea verso lo sviluppo del modello sociale europeo. Essa intende anche promuovere la coesione sociale come parte integrante della strategia di Lisbona e della strategia a favore dello sviluppo sostenibile (castellanodeutschenglishfrançais). Questo riesame dell'Agenda sociale svolge una funzione essenziale nella promozione della dimensione sociale della crescita economica e migliora l'applicazione delle azioni previste dalla vecchia Agenda sociale (2000-2005) (castellanodeutschenglishfrançais).

Il valore aggiunto dell'Agenda sociale è incontestabile in quanto facilita la modernizzazione dei sistemi nazionali in un contesto di cambiamenti economici e sociali profondi e sostiene il funzionamento armonioso del mercato unico garantendo il rispetto dei diritti fondamentali e dei valori comuni.

L'Agenda sviluppa una duplice strategia: innanzitutto pone l'accento sul suo ruolo per accrescere la fiducia dei cittadini; in secondo luogo presenta azioni chiave secondo due assi maggiori che sono l'occupazione e le pari opportunità e l'inserimento sociale.

ACCRESCERE LA FIDUCIA DEI CITTADINI

Le misure proposte dall'Agenda si prefiggono di consentire ai cittadini di acquistare fiducia nella propria capacità di gestire il processo di cambiamento, cioè: l'intensificazione della concorrenza in un contesto mondiale, lo sviluppo tecnologico e l'invecchiamento demografico.

In questo contesto, l'Agenda presenta numerose condizioni chiave:

  • un approccio intergenerazionale;
  • un partenariato per il cambiamento;
  • l'integrazione della dimensione esterna.

Un approccio intergenerazionale

I cambiamenti indotti dall'evoluzione demografica - in particolare l'invecchiamento delle popolazioni europee - la necessità di adeguare i sistemi di protezione sociale e delle pensioni, il bisogno di garantire una migliore integrazione dei giovani e di affrontare la problematica delle migrazioni, rappresentano delle sfide importanti.

A tal fine, la Commissione prevede un'analisi delle sfide e propone una serie di azioni per esaminare le mutazioni demografiche delle popolazioni.

Un partenariato per il cambiamento

Visto che il partenariato tra le autorità pubbliche, le parti sociali e la società civile è stato la chiave del successo delle politiche europee, la Commissione proporrà l'organizzazione di una riunione annuale di tutti i protagonisti interessati sotto forma di forum. L'obiettivo di questa riunione sarà di effettuare una valutazione periodica dell'applicazione dell'Agenda.

L'integrazione della dimensione esterna

La Commissione prevede anche di integrare il modello sociale europeo nei dialoghi e nelle azioni esterne a livello bilaterale, regionale e multilaterale.

LE DUE PRIORITA'

Le due priorità inerenti agli obiettivi strategici della nuova Agenda sono le seguenti:

  • l'occupazione, nel quadro dell'obiettivo di prosperità;
  • le pari opportunità e l'inserimento nel quadro dell'obiettivo della solidarietà.

Raggiungere la piena occupazione

Per raggiungere gli obiettivi di Lisbona in materia di crescita e di occupazione, la Commissione propone un ciclo rinnovato della strategia europea per l'occupazione (SEO) nel quadro del riesame a metà percorso della strategia di Lisbona. Questo nuovo ciclo deve permettere di sostenere la crescita economica a lungo termine, di lottare contro la disoccupazione e le disparità regionali e di promuovere la coesione sociale.

Per mettere il Fondo sociale europeo al servizio della convergenza, dell'occupazione e della competitività, la Commissione prevede numerose misure, in particolare un'azione di sensibilizzazione dei protagonisti del FSE nel 2006 e una campagna di comunicazione presso parlamenti e protagonisti interessati nel 2006-2007.

La Commissione propone anche lo sviluppo di una strategia per meglio anticipare, incitare e gestire le mutazioni economiche. Questa strategia si sviluppa intorno a quattro elementi:

  • una migliore integrazione delle politiche europee;
  • una maggiore implicazione delle parti sociali;
  • una sinergia più importante tra le politiche e le leve finanziarie, in particolare il FSE;
  • un legame rafforzato tra la SEE e l'evoluzione dei quadri giuridici e degli accordi intercorsi tra le parti sociali.

In questa nuova Agenda, la Commissione introduce anche una nuova dinamica per i rapporti industriali e prevede numerose iniziative sull'evoluzione del diritto del lavoro, sulla sicurezza e la salute sul lavoro e sulla responsabilità sociale delle imprese.

La Commissione ritiene necessaria la creazione di un vero mercato europeo del lavoro. Tale obiettivo presuppone la soppressione degli ostacoli diretti e indiretti esistenti e l'elaborazione delle politiche che creano le condizioni affinché i protagonisti interessati possano trarre un massimo profitto dallo spazio europeo.

Al fine di concedere alle parti sociali una base per accrescere la loro capacità di agire a livello transnazionale, la Commissione prevede l'adozione di una proposta il cui obiettivo sia quello di mettere a disposizione delle parti uno strumento opzionale per formalizzare la condotta e i risultati della trattativa collettiva transnazionale.

Pari opportunità e inserimento

L'UE ha svolto un ruolo determinante nell'applicazione del principio della parità di trattamento. Dato che la strategia quadro 2000-2005 è giunta a termine, la Commissione prevede di proporre numerose azioni per risolvere problemi come il divario retributivo tra uomini e donne, l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la conciliazione della vita familiare e della vita professionale, l'uguaglianza di opportunità dei disabili, ecc.

La Commissione prevede anche di organizzare un Anno europeo delle pari opportunità nel 2007, allo scopo di rendere visibili i risultati raggiunti e di illustrare i vantaggi della diversità per l'economia e la società europea.

Ultima modifica: 25.04.2005

Vedi anche

Ulteriori informazioni nel sito della Direzione Generale "Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità" (DE), (EN), (FR).

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