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Relazione sull'occupazione in Europa - 2009

Le politiche europee devono creare condizioni che favoriscano l'occupazione e la ripresa economica. Questo ruolo è ancora più importante a causa degli effetti della crisi finanziaria internazionale. Le politiche europee devono anche contribuire a creare un’economia basata sui principi dello sviluppo sostenibile, soprattutto considerando il numero di posti di lavoro che potrebbero scaturirne.

ATTO

Relazione della Commissione «Occupazione in Europa 2009» [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

L'anno 2009 è stato segnato dalla crisi finanziaria internazionale, che ha notevolmente influenzato il mercato del lavoro, dopo diversi anni di crescita dell'occupazione in Europa.

Sebbene i paesi dell'Unione europea (UE) siano stati colpiti in modi diversi, tutti hanno registrato un calo dell'offerta di lavoro. La Commissione rileva che alcuni gruppi di popolazione sono stati più colpiti dalla perdita di posti di lavoro: i giovani meno qualificati, i lavoratori temporanei, i lavoratori più anziani.

In alcuni paesi, le perdite di posti di lavoro sono state contenute grazie alla flessibilità interna delle imprese (riduzione dell'orario di lavoro, disoccupazione temporanea parziale, ecc.) e alle concessioni salariali dei lavoratori. Tuttavia, nel 2010, il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere l'11% nell'UE.

In questo contesto, le politiche europee hanno un ruolo particolare da svolgere. Esse devono contribuire a salvaguardare l'occupazione, favorire il ritorno al lavoro e sostenere i più vulnerabili. Inoltre, il ciclo della strategia di Lisbona si conclude nel 2010 e l'UE deve anche sviluppare nuove priorità politiche al fine di preparare la transizione verso un'economia «verde» a basse emissioni di carbonio.

Analisi dei mercati del lavoro

I mercati europei dell'occupazione sono relativamente dinamici, il che indica che l'offerta corrisponde alla domanda di posti di lavoro. Infatti, in tutti i paesi dell'UE, i lavoratori possono cambiare lavoro (22% all'anno), riprendere un'attività o uscire dalla disoccupazione con relativa facilità.

Tuttavia, la disoccupazione di lunga durata persiste per alcuni gruppi di popolazione, arrivando ad oltre un anno per il 45% delle persone colpite. Le persone più vulnerabili sono le donne, i lavoratori anziani o meno qualificati. Per lottare contro questo tipo di disoccupazione, la Commissione raccomanda l'uso di politiche di lavoro adeguate e basate sui principi di flessicurezza.

Cambiamento climatico ed evoluzione dei mercati del lavoro

L'UE deve adottare politiche per lo sviluppo di un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio. Questa transizione verso un'economia verde deve avere un impatto positivo sul mercato del lavoro, anche attraverso:

  • la costruzione di nuove infrastrutture;
  • lo sviluppo di nuove tecnologie;
  • l'occupazione diretta nel settore delle energie rinnovabili (produzione e installazione, manutenzione);
  • lo sviluppo di nuove industrie di servizi.

Le analisi prospettiche indicano che il settore dello sviluppo sostenibile può creare tra i 2,3 e i 2,8 milioni di posti di lavoro entro il 2020.

Inizialmente, la creazione di posti di lavoro favorisce i lavoratori più qualificati. Attività di istruzione e di formazione dovrebbero poi permettere di aumentare il livello generale delle competenze sui mercati del lavoro.

La Commissione raccomanda inoltre la creazione di politiche basate sui principi di flessicurezza, sul rispetto dei diritti dei lavoratori e su un aumento della spesa sociale.

Infine, la Commissione sottolinea la necessità di rafforzare il dialogo sociale e l'analisi dei mercati del lavoro.

Ultima modifica: 09.04.2010

Vedi anche

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