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Ungheria

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1) RIFERIMENTI

Parere della Commissione [COM(97) 2001 def. - Non pubblicato sulla Gazzetta ufficiale]
Relazione della Commissione [COM(98) 700 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
Relazione della Commissione [COM(1999) 505 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
Relazione della Commissione [COM (2000) 705 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
Relazione della Commissione [COM (2001) 700 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
Relazione della Commissione [COM (2002) 700 def. - SEC(2002) 1404 - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
Relazione della Commissione COM(2003) 675 def. - SEC(2003) 1205 - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale
Trattato di adesione dell'Unione europea [Gazzetta ufficiale L 236 del 23.09.2003]

2) SINTESI

Nel suo parere del luglio 1997, la Commissione europea riteneva che, portando avanti i propri sforzi, l'Ungheria potesse a medio termine far proprie le realizzazioni comunitarie nel settore sociale.
La relazione del novembre 1998 constatava la realizzazione di importanti progressi ma, al tempo stesso, richiedeva a tale paese sforzi ulteriori per il completo recepimento dell'acquis comunitario.
La relazione dell'ottobre 1999 constatava che l'Ungheria aveva compiuto buoni progressi nel recepimento dell'acquis nel settore considerato; occorreva però prestare un'attenzione particolare all'applicazione dello stesso in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, nonché all'applicazione delle norme comunitarie relative al diritto del lavoro.
La relazione dell'ottobre del 2000 confermava i progressi compiuti, nonostante alcune riserve, segnatamente per quanto riguardava gli indicatori sanitari che sembravano molto inferiori a quelli dell'Unione europea. Inoltre, restava da compiere uno sforzo notevole per dare attuazione all'acquis comunitario in materia di sanità e di sicurezza, nonché per quanto attiene alla parità di trattamento.
Nel corso dei due anni successivi, l'Ungheria ha compiuto progressi considerevoli. Nei settori del diritto del lavoro, della parità di trattamento fra donne e uomini e della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, l'Ungheria ha provveduto ad attuare una grande parte dell'acquis comunitario.
La relazione del 2003 conferma che l'Ungheria rispetta in sostanza gli impegni assunti e le esigenze legate ai negoziati di adesione per quanto riguarda diritto del lavoro, parità di trattamento tra donne e uomini, salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, dialogo sociale, sanità pubblica, politica a favore dell'occupazione, integrazione e protezione sociale. Essa sarà in grado di attuare il relativo acquis a partire dall'adesione.

Riguardo al Fondo sociale europeo e la lotta alla discriminazione, l'Ungheria soddisfa gran parte dei requisiti fissati per l'adesione pur dovendo fare ulteriori sforzi.

Il trattato di adesione è stato firmato il 16 aprile 2003 e l'adesione ha avuto luogo il 1° maggio 2004.

"ACQUIS" COMUNITARIO

In materia sociale, oltre ai vari programmi d'azione specifici, anzitutto nel settore della sanità pubblica, e al Fondo sociale europeo, le realizzazioni legislative coprono la salute e la sicurezza sul lavoro, il diritto del lavoro e le condizioni di lavoro, la parità delle possibilità per uomini e donne, il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale per i lavoratori migranti, nonché i prodotti derivati dal tabacco.

In tutti questi settori la legislazione sociale dell'Unione stabilisce norme minime, accompagnate da clausole di salvaguardia per gli Stati membri più progrediti.

Inoltre, la consultazione delle parti sociali e il dialogo sociale a livello europeo sono previsti dagli articoli 138 e 139 del trattato (ex artt. 118A e 118B).

VALUTAZIONE

Il tasso di disoccupazione continua a diminuire: dal 7,8% nel 1998 è passato al 5,5% alla fine del 2001 (secondo l'Ufficio internazionale del lavoro). Si tratta soprattutto di una disoccupazione a lungo termine caratterizzata da disparità regionali considerevoli. Nel 2002, il tasso di disoccupazione è stato del 5-6%.
La relazione del 2003 rammenta la necessità di ulteriori sforzi per attuare effettivamente la valutazione congiunta sulle priorità della politica per l'occupazione ungherese. È molto importante aumentare il tasso d'occupazione, soprattutto tra i lavoratori di talune fasce d'età, le donne, le persone non qualificate e menomate, e ridurre gli squilibri regionali. Occorre anche favorire la mobilità, dare incentivi al lavoro e proseguire la lotta al lavoro nero.

Riguardo al diritto del lavoro, la legislazione ungherese è allineata all'acquis comunitario solo in parte. Nel secondo semestre del 2001, è stata recepita la direttiva sull'insolvenza del datore di lavoro.

La relazione del 2003 precisa che l'Ungheria ha recepito quasi tutto l'acquis comunitario sul diritto del lavoro, grazie soprattutto all'adozione (marzo 2003) del nuovo Codice del lavoro. La legislazione ungherese non è del tutto allineata all'acquis riguardo al trasferimento delle imprese e all'orario di lavoro. L'acquis più recente (informazione e consultazione dei lavoratori e partecipazione dei lavoratori alla società europea) sarà recepito dopo l'adesione

Riguardo al dialogo sociale, dal 1998 stanno cambiando molte cose. La sindacalizzazione è in diminuzione dall'inizio della transizione economica, anche se il numero di sindacati e di organizzazioni padronali è ancora troppo elevato per favorire il dialogo sociale. Il consiglio nazionale del lavoro, istanza tripartita che dal 1999 sostituisce il consiglio di conciliazione degli interessi, si occupa di questioni relative al lavoro, compresi gli aspetti salariali, ma non, al contrario del suo predecessore, di questioni finanziarie e fiscali né di norme di previdenza sociale.
Nel 2003, sono stati istituiti organismi nazionali tripartiti e il dialogo sociale tripartito si è notevolmente sviluppato.
Anche se il dialogo sociale autonomo bipartito va ancora potenziato, in questo campo i miglioramenti sono sensibili soprattutto a partire da maggio 2002. Va incoraggiata la conclusione di contratti collettivi a livello di settori e di imprese.

La relazione del 2002 dà atto all'Ungheria dei grandi progressi nella parità di trattamento fra donne e uomini. Alla vigilia dell'adesione, l'Ungheria ha adottato tutte le norme legislative in questo campo e le basta continuare a potenziare le strutture di attuazione.
Recepita la direttiva sulla movimentazione manuale dei carichi, l'Ungheria si sta impegnando nel campo dell'esposizione agli agenti biologici, delle apparecchiature con schermo video e dei dispositivi di protezione personale. Essa sta anche sforzandosi di recepire l'acquis relativo al luogo di lavoro, al settore edile e minerario.
Secondo la relazione 2003 la legislazione ungherese sulla sanità e la sicurezza sul luogo di lavoro è quasi completa ed entrerà in vigore all'adesione. Occorreranno aggiustamenti per allinearla del tutto anche riguardo all'obbligo del datore di lavoro di fare il possibile per consultare, informare e permettere la partecipazione dei lavoratori.

Dal 1998, l'Ungheria partecipa a programmi comunitari di promozione della salute, di lotta ai tumori, di prevenzione dell'AIDS, di altre malattie infettive e delle tossicodipendenze. Da tale data, essa ha anche avviato un'autentica riforma del suo regime di sanità pubblica.
Dal 2003, un'apposita legge recepisce in Ungheria l'acquis nella lotta al tabagismo. Riguardo alla sorveglianza e al controllo delle malattie infettive, la legislazione ungherese è conforme all'acquis ma le strutture di sorveglianza e controllo vanno potenziate.

Riguardo al Fondo sociale europeo, le strutture amministrative essenziali sono in funzione ma occorre rafforzare la capacità di decisione e il coordinamento interministeriale.

La relazione 2003 indica all'Ungheria intensi impegni per attuare le decisioni nel campo della protezione sociale, come le riforme del regime sanitario e pensionistico. Ciò contribuirà a migliorare ulteriormente livello ed efficacia della protezione sociale.

Nel 2004, Commissione e Ungheria termineranno il memorandum sull'integrazione sociale che definisce i principali problemi dell'integrazione sociale e possibili orientamenti politici. Su tale base, sarà elaborata sull'argomento una strategia integrata e un piano d'azione.

Nel campo della lotta alla discriminazione, la relazione 2003 invita l'Ungheria a migliorare la situazione della minoranza Rom che, nonostante gli sforzi già dispiegati, resta precaria.

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso ad interpretare né a sostituire il documento di riferimento.

Ultima modifica: 09.01.2004
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