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Quarta conferenza delle Nazioni Unite sulle donne

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L'Unione europea instaura una nuova partnership fra donne e uomini che implichi una ripartizione su base paritaria del lavoro retribuito e non retribuito, nonché una partecipazione a pari livello delle donne e degli uomini alla vita civile, politica, economica, sociale e culturale.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, in data 1° giugno 1995: nuova partnership fra donne e uomini, suddivisione dei compiti e parità di partecipazione; priorità della Comunità europea in vista della quarta conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne (Pechino, settembre 1995) [COM(1995) 221 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La Comunità ritiene la parità fra le donne e gli uomini un principio fondamentale. I diritti delle donne e delle ragazze sono inalienabili, indivisibili e costituiscono parte integrante dei diritti universali dell'uomo.

Le politiche e i programmi devono insistere sui provvedimenti a favore del riconoscimento della funzione fondamentale svolta dalle donne nei processi sociali, economici e politici, della partecipazione delle donne alla gestione del potere e del loro accesso all'indipendenza economica.

Inoltre, misure specifiche devono essere adottate per garantire l'integrazione della questione della parità di opportunità fra le donne e gli uomini in tutte le politiche dell'Unione.

È urgente abolire le disparità nei settori dell'alimentazione, della scuola, dell'istruzione e della formazione, dell'occupazione, dell'accesso alle cure sanitarie primarie, ecc.

La Comunità ha definito i seguenti obiettivi strategici:

  • promuovere attivamente la partecipazione non discriminatoria di tutti gli individui alla vita della società, specie contribuendo alla ratifica e all'applicazione della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne;
  • potenziare la legislazione sulla violenza, sulle molestie sessuali ( castellano deutsch english français ) e sullo sfruttamento delle donne a scopi sessuali;
  • sostenere i provvedimenti che potenziano la funzione delle organizzazioni non governative che attribuiscono maggiori responsabilità alle donne;
  • stimolare e accelerare, con azioni di supporto, la partecipazione delle donne ai processi decisionali ( castellano deutsch english français ) in tutti gli organi pubblici e politici;
  • far sì che le donne del mondo intero abbiano il diritto di decidere, come persone libere e responsabili, il numero di figli desiderati, l'intervallo tra due nascite, il momento della gravidanza, e che esse dispongano in proposito delle informazioni e dei mezzi necessari;
  • adottare provvedimenti per ovviare alla discriminazione orizzontale e verticale sul mercato del lavoro;
  • incoraggiare mutamenti nell'organizzazione del lavoro onde garantire un'equa ripartizione delle responsabilità professionali e familiari, adottare provvedimenti che permettano di conciliare le responsabilità private, sociali e professionali;
  • integrazione la questione della parità di opportunità in tutte le politiche e in tutte le azioni (mainstreaming).

La Comunità dovrà esaminare la propria impostazione del problema delle risorse e del controllo a vari livelli: quello delle istituzioni comunitarie, quello degli Stati membri, quello delle azioni svolte da istituzioni internazionali, quello delle azioni di stimolo e di sostegno dei governi partner e di governi di paesi in fase di transizione economica, nell'ambito della cooperazione allo sviluppo.

Contesto

La conferenza delle Nazioni unite sulla donna tenutasi a Pechino nel 1995 e la partecipazione della Comunità europea a tale incontro rientrano nel follow-up degli sforzi già intrapresi dalla comunità internazionale per la promozione della parità tra le donne e gli uomini.

In occasione della prima conferenza mondiale sulla donna tenutasi a Città del Messico nel 1975 si erano già identificati tre obiettivi prioritari: parità, sviluppo e pace. Per realizzare tali obiettivi la conferenza di Copenaghen del 1980 ha identificato tre ambiti che richiedono un'attenzione particolare: un accesso simile a quello degli uomini all'istruzione, alle opportunità occupazionali e a un'assistenza medica appropriata. Alla conferenza di Nairobi del 1985 è stato dichiarato per la prima volta che tutti i problemi umani erano anche problemi delle donne. Queste ultime hanno quindi il diritto legittimo a partecipare al processo decisionale e alla gestione di tutti gli affari umani.

ATTI CONNESSI

Quarta conferenza mondiale sulla donna, Pechino 1995

La dichiarazione e la piattaforma d'azione adottate a conclusione della conferenza annunciano gli obiettivi strategici e le azioni che devono essere realizzati per sormontare gli ostacoli che si frappongono alla promozione delle donne.

Sono stati identificati dodici ambiti che costituiscono ostacoli alla promozione delle donne e che quindi devono essere oggetto di azioni specifiche: le donne e la povertà; l'istruzione e la formazione delle donne; le donne e la salute; la violenza contro le donne; le donne e i conflitti armati; le donne e l'economia; le donne, il potere e il processo decisionale; i meccanismi istituzionali per la promozione delle donne; i diritti umani delle donne; le donne e i mass-media; le donne e l'ambiente, nonché le giovani donne.

La conferenza di Pechino ha anche dato rilievo al concetto di genere e alla necessità di includere la parità tra i sessi in tutte le istituzioni, politiche e azioni degli Stati membri delle Nazioni unite.

Una sessione straordinaria delle Nazioni unite tenutasi nel 2000 ed intitolata « Donne 2000: uguaglianza tra i sessi, sviluppo e pace per il XXI secolo » (Pechino + 5), ha assicurato il follow-up della quarta conferenza mondiale sulla donna.

Regolamento (CE) n. 806/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla promozione della parità tra i sessi nella cooperazione allo sviluppo .

Comunicazione della Commissione, del 21 giugno 2001, al Consiglio e al Parlamento europeo « Programma d'azione ( (DE) (EN) (ES) (FR) (DE) (EN) (ES) (FR) (DE) (EN) (ES) (FR) (DE) (EN) (ES) (FR)) per l'integrazione della parità tra i generi nella cooperazione allo sviluppo della Comunità » [COM(2001) 295 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

Comunicazione della Commissione, del 21 febbraio 1996, « Integrare la parità di opportunità fra le donne e gli uomini nel complesso delle politiche e azioni comunitarie » [ COM(96) 67 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 27.08.2004

Vedi anche

Per ulteriori informazioni, si rinvia alle pagine SCADPlus « Diritti umani » e « Lotta contro la violenza, lo sfruttamento sessuale e la tratta delle donne » e al sito della Commissione sulla condizione della donna delle Nazioni Unite (EN).

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