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Protezione dei lavoratori contro l'esposizione ad agenti biologici

La salute e la sicurezza dei lavoratori esposti ad agenti biologici è soggetta ad una protezione speciale. La presente direttiva stabilisce le norme relative alla valutazione e alla limitazione dei rischi nei casi in cui tale esposizione non può essere evitata.

ATTO

Direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (settima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).

SINTESI

La presente direttiva protegge la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti ad agenti biologici * nell'ambito della loro attività professionale.

Gli agenti biologici sono suddivisi in quattro gruppi, a seconda del livello di rischio di infezione:

  • il gruppo 1 comprende gli agenti che non rischiano di causare malattie in soggetti umani;
  • il gruppo 2 riguarda gli agenti che possono causare malattie nei soggetti umani ma hanno una scarsa probabilità di propagarsi nella comunità, e per i quali è disponibile un trattamento efficace;
  • il gruppo 3 comprende gli agenti che possono causare malattie gravi nei soggetti umani e costituire un rischio di propagazione nella comunità, benché sia possibile prevenire o curare la malattia;
  • il gruppo 4 riguarda gli agenti che possono provocare una malattia grave nei soggetti umani e presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità, e contro i quali non è disponibile una cura efficace.

Valutazione dei rischi

Va condotta una valutazione dei rischi per qualsiasi attività professionale che possa esporre i lavoratori ad agenti biologici. Si deve determinare la natura, il grado e la durata dell'esposizione in modo da determinare le misure profilattiche da adottare.

Il datore di lavoro collabora alla valutazione periodica dei rischi.

Obblighi dei datori di lavoro

Ove l'attività lo permetta, il datore di lavoro deve sostituire gli agenti pericolosi con agenti poco o non pericolosi, tenendo conto delle loro condizioni di utilizzo e del livello di conoscenze scientifiche.

Inoltre, in caso di rischio per la sicurezza o per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro si impegna a ridurre tale rischio a un livello sufficientemente basso. Egli può:

  • limitare al minimo il numero di lavoratori esposti;
  • adottare misure tecniche per controllare l'emissione di agenti biologici sul luogo di lavoro;
  • adottare misure di protezione collettive e/o individuali;
  • adottare misure igieniche per prevenire o ridurre il trasferimento accidentale al di fuori del luogo di lavoro;
  • installare segnali di rischio biologico;
  • elaborare procedure di emergenza per affrontare gli incidenti;
  • predisporre la raccolta, l'immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti;
  • prevedere condizioni di manipolazione e di trasporto sicuro degli agenti biologici.

Il datore di lavoro tiene un elenco dei lavoratori esposti ad agenti del gruppo 3 e/o 4. L'elenco può essere conservato fino a 40 anni in determinati casi. Inoltre, egli informa l'autorità nazionale competente della prima utilizzazione degli agenti del gruppo 2, 3, 4.

Infine, il datore di lavoro si assicura che i lavoratori e/o i loro rappresentanti siano sufficientemente informati e formati, riguardo a:

  • i rischi potenziali per la salute;
  • le precauzioni per evitare l'esposizione;
  • le norme igieniche;
  • l'impiego di equipaggiamenti e di indumenti protettivi;
  • le misure previste in caso di infortunio.

In caso di infortunio o incidente, il datore di lavoro informa al più presto i lavoratori e/o i loro rappresentanti delle cause, i rischi e le misure da adottare.

Sorveglianza sanitaria

Gli Stati membri adottano disposizioni per garantire la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, prima e dopo l'esposizione ad agenti biologici.

Contesto

La direttiva 90/679/CEE sui rischi derivanti da un'esposizione dei lavoratori ad agenti biologici durante il lavoro è abrogata.

Termini chiave
  • Agente biologico: qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o tossicità.
  • Microrganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o di trasferire materiale genetico.
  • Coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari.

RIFERMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2000/54/CE

18.9.2000

6.11.2000

GU L 262 del 17.10.2000

Ultima modifica: 27.01.2011
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