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Organizzazione dell’orario di lavoro per le attività riguardanti i trasporti su strada

La presente direttiva fissa norme minime volte a proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori su strada. Mira inoltre ad evitare distorsioni della concorrenza nella Comunità e a migliorare la sicurezza stradale.

ATTO

Direttiva 2002/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2002, concernente l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto.

SINTESI

La direttiva di base riguardante alcuni aspetti dell’organizzazione del tempo di lavoro prevede che «disposizioni più specifiche» potranno sostituire le disposizioni generali della direttiva: è il caso dei trasporti stradali. In questo settore, il regolamento (CE) n. 561/2006 prevede un periodo massimo di guida giornaliero e una durata minima dei periodi di riposo.

La presente direttiva completa le disposizioni del regolamento (CE) n. 561/2006. Di conseguenza, le disposizioni di detto regolamento in materia di interruzioni, periodi di riposo e di guida, continueranno ad applicarsi agli autotrasportatori autonomi * e ai lavoratori mobili * interessati.

La direttiva riguarda tutti i lavoratori mobili alle dipendenze di un’impresa di trasporto stabilita in uno Stato membro che partecipano ad operazioni mobili di autotrasporto, nonché gli autotrasportatori autonomi (a partire dal 23 marzo 2009). Le disposizioni di questa direttiva settoriale prevalgono su quelle della direttiva di base riguardante l’organizzazione del tempo di lavoro, poiché sono più specifiche per i lavoratori.

La direttiva prevede:

  • una durata media della settimana lavorativa di 48 ore. La durata può essere estesa a 60 ore se, su un periodo di quattro mesi, la media delle ore di lavoro non supera il limite di 48 ore settimanali. L’orario di lavoro * dei lavoratori mobili è la somma di tutte le ore di lavoro effettuate per conto di diverse imprese. Il lavoratore è tenuto a informare ciascun datore di lavoro delle ore prestate ad un altro datore di lavoro;
  • l’obbligo di fare una pausa dopo 6 ore di lavoro, ferme restando le disposizioni relative ai periodi di interruzione previste dal regolamento (CE) n. 561/2006;
  • un limite per l’orario di lavoro giornaliero di un lavoratore notturno * che non può superare le 10 ore per ciascun periodo di 24 ore;
  • dei registri dell’orario di lavoro e l’obbligo di informare i lavoratori. Gli Stati membri provvedono affinché il datore di lavoro esponga in un luogo accessibile a tutti i lavoratori una copia della direttiva e della legislazione nazionale applicabile in materia. Il datore di lavoro è altresì tenuto a registrare le ore di lavoro dei lavoratori mobili e a conservare i registri per almeno un anno.

La determinazione delle sanzioni spetta agli Stati membri. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate all’infrazione e sufficientemente dissuasive.

Gli Stati membri presentano ogni due anni alla Commissione una relazione sull’attuazione pratica delle disposizioni della direttiva, indicando la posizione delle parti sociali in proposito. Ogni due anni la Commissione elabora una relazione sull’attuazione della direttiva da parte degli Stati membri, trasmettendola in seguito al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale.

Contesto

Il 15 luglio 1997 la Commissione ha adottato un Libro bianco sui settori e le attività esclusi dalla direttiva sull'orario di lavoro del 1993, in cui ha proposto i diversi approcci possibili per garantire la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori di settori specifici.

In seguito alle consultazioni delle parti sociali, la Commissione ha concluso, nella sua comunicazione del 31 marzo 1998, che nulla poteva giustificare un trattamento differenziato dei lavoratori «mobili» e dei lavoratori «non mobili» e che, di conseguenza, i principi di base della direttiva sull’orario di lavoro dovevano applicarsi a tutti i lavoratori.

In seguito, le parti sociali hanno tentato senza successo di negoziare un accordo sui lavoratori mobili nel trasporto stradale. La Commissione ha quindi presentato una proposta di direttiva contenente un insieme di disposizioni più specifiche relative all’orario di lavoro per i trasporti su strada.

Termini chiave dell’atto
  • Orario di lavoro:
    • nel caso dei lavoratori mobili: il tempo dedicato a tutte le operazioni di autotrasporto (guida, carico e scarico, supervisione della salita o discesa di passeggeri dal veicolo, pulizia e manutenzione tecnica del veicolo, ogni altra operazione volta a garantire la sicurezza del veicolo, del carico e dei passeggeri o ad adempiere gli obblighi legali o regolamentari direttamente legati al trasporto specifico in corso). Sono inclusi i periodi di tempo durante i quali il lavoratore mobile non può disporre liberamente del proprio tempo e deve rimanere sul posto di lavoro, pronto a svolgere il suo lavoro normale;
    • nel caso degli autotrasportatori autonomi: periodo compreso fra l’inizio e la fine del lavoro durante il quale l’autotrasportatore autonomo è sul posto di lavoro, a disposizione del cliente ed esercita le sue funzioni o attività, ad eccezione delle mansioni amministrative generali non direttamente legate al trasporto specifico in corso.
  • Lavoratore mobile: un lavoratore facente parte del personale che effettua spostamenti, compresi i tirocinanti e gli apprendisti, che è al servizio di un'impresa che effettua autotrasporto di passeggeri o di merci per conto proprio o di terzi.
  • Autotrasportatore autonomo: una persona la cui attività professionale principale consiste nel trasporto su strada di passeggeri o merci dietro remunerazione ai sensi della legislazione comunitaria, in virtù di una licenza comunitaria o di un'altra autorizzazione professionale ad effettuare il suddetto trasporto, che è abilitata a lavorare per conto proprio e che non è legata ad un datore di lavoro da un contratto di lavoro o da un altro rapporto di lavoro di tipo gerarchico, che è libera di organizzare le attività in questione, il cui reddito dipende direttamente dagli utili realizzati e che è libera di intrattenere, individualmente o attraverso una cooperazione tra autotrasportatori autonomi, relazioni commerciali con più clienti.
  • Notte: un periodo di almeno quattro ore consecutive, secondo la definizione della legislazione nazionale tra le ore 0.00 e le ore 7.00.
  • Lavoro notturno: ogni prestazione espletata durante la notte.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreRecepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2002/15/CE [adozione: codecisione COD/1998/319]

23.3.2002

23.3.2005

GU L 80 del 23.3.2002

ATTI COLLEGATI

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 ottobre 2008, recante modifica della direttiva 2002/15/CE concernente l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto [COM(2008) 650 def.-Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La proposta deve apportare modifiche alla direttiva 2002/15/CE per chiarire il suo campo d’applicazione e ridefinire talune sue disposizioni.

Effettivamente la proposta prevede l’esclusione dei lavoratori autonomi dal campo d’applicazione della direttiva, ma mira a disciplinare in modo specifico i falsi autotrasportatori autonomi. Ormai per «lavoratore mobile» si intenderà anche ogni persona che non è legata a un datore di lavoro da un contratto di lavoro o da un altro rapporto di lavoro di tipo gerarchico ma:

  • che non è libera di organizzare le sue attività professionali;
  • il cui reddito non dipende direttamente dagli utili realizzati;
  • che non è libera di intrattenere, individualmente o attraverso una cooperazione tra autotrasportatori autonomi, relazioni commerciali con più clienti.

La proposta ridefinisce inoltre la durata del lavoro notturno che deve corrispondere a un periodo di lavoro che includa almeno due ore effettuate durante la notte.

Gli Stati membri devono rafforzare la loro cooperazione in materia di controllo dell’orario di lavoro. In tale contesto devono anche migliorare lo scambio di informazioni fra le autorità amministrative nazionali e favorire il dialogo con i rappresentanti del settore dei trasporti.

Relazione della Commissione sull’attuazione 2005-2006 della direttiva 2002/15/CE concernente l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto (Prima relazione della Commissione sull’applicazione delle norme relative all’orario di lavoro nel settore dei trasporti su strada) [COM(2009) 415 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La relazione rileva il ritardo con cui la maggior parte degli Stati membri ha recepito la direttiva 2002/15/CE. I dati raccolti dagli Stati membri consentiranno di valutare l’impatto della direttiva sul rispetto della legislazione sociale.

Relazione della Commissione sull’analisi delle sanzioni previste dalla legislazione degli Stati membri per le infrazioni gravi delle norme in materia sociale nel trasporto stradale [COM(2009) 225 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La maggior parte degli Stati membri ha istituito sistemi sanzionatori applicabili alle infrazioni alla direttiva 2002/15. Le sanzioni differiscono da uno Stato all’altro e sono di vario tipo:

  • ammende forfettarie o giornaliere;
  • fermo del veicolo;
  • sanzioni penali in caso di infrazioni reiterate o ricorrenti (ritiro della patente di guida, pene detentive);
  • sanzioni applicabili alle imprese, anche in caso di infrazione commessa sul territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo.

In applicazione del principio dell’extraterritorialità, un’infrazione può essere sanzionata dalle autorità competenti di uno Stato membro anche se essa è stata commessa nel territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo. Il regime applicabile sarà quello dello Stato membro che ha rilevato l’infrazione.

Ultima modifica: 15.12.2009
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