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Armi da fuoco

La presente direttiva definisce una serie di disposizioni minime per la circolazione delle armi da fuoco civili nel territorio dell'Unione europea (UE).

ATTO

Direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

La direttiva stabilisce quattro categorie di armi da fuoco * in base alla loro pericolosità, come definito nell'allegato I della direttiva.

La direttiva non si applica ai trasferimenti commerciali di armi e munizioni da guerra e all'acquisizione e alla detenzione di armi e di munizioni * da parte:

  • delle forze armate, della polizia o dei servizi pubblici;
  • dei collezionisti e degli organismi a carattere culturale e storico in materia di armi e riconosciuti come tali dallo Stato membro dell’Unione europea (UE) nel quale sono stabiliti.

La direttiva non pregiudica l'applicazione delle disposizioni nazionali relative al porto d'armi o relative alla regolamentazione della caccia e del tiro sportivo.

La carta europea d'arma da fuoco è rilasciata dalle autorità degli Stati membri a qualsiasi persona che diviene detentore e utilizzatore legittimo di un'arma da fuoco. Tale carta deve essere sempre in possesso di chi utilizza l'arma o le armi che figurano sulla stessa.

Per motivi di identificazione e tracciabilità, ogni arma da fuoco e le unità elementari di imballaggio di munizioni dovranno essere registrate al momento della fabbricazione. A tal fine, gli Stati membri possono applicare le disposizioni della Convenzione del 1º luglio 1969 sul reciproco riconoscimento delle punzonature di prova delle armi da fuoco portatili. Entro il 31 dicembre 2014 gli Stati membri garantiscono l'istituzione di un archivio computerizzato in cui sono registrate tali armi da fuoco. Avranno accesso all'archivio soltanto le autorità autorizzate. Inoltre, gli Stati membri possono istituire un sistema volto a regolamentare le attività degli intermediari *. Gli armaioli * sono tenuti a conservare un registro nel quale vengono iscritte tutte le armi da fuoco, in entrata o in uscita, durante il loro periodo di attività.

Le misure di controllo della vendita, dell'acquisizione e della detenzione di tali armi sono di competenza degli Stati membri; tali misure devono tuttavia essere conformi alle disposizioni della presente direttiva. Le disposizioni per l'acquisto e la detenzione di munizioni dovranno essere uguali a quelle previste per la detenzione delle armi da fuoco per cui sono intese.

L'acquisizione e detenzione di un'arma da fuoco può essere permessa alle persone che:

  • hanno un motivo valido per l'acquisizione o la detenzione;
  • hanno raggiunto l'età di 18 anni, salvo deroga per la pratica della caccia e del tiro sportivo;
  • non possono costituire un pericolo per sé stesse o per il pubblico.

Gli Stati membri devono controllare, in particolare, l'acquisizione di armi da fuoco, di loro parti e munizioni tramite mezzi di comunicazione a distanza, come ad esempio attraverso Internet.

Alle persone che possiedono i requisiti per l’acquisizione e la detenzione di un'arma da fuoco può essere concessa una licenza pluriennale. In questo caso, qualsiasi trasferimento dell'arma da fuoco dev'essere comunicato alle autorità competenti, devono essere eseguite verifiche regolari per valutare se la persona continua a soddisfare i requisiti e devono essere rispettati i limiti di tempo massimi specificati dalla normativa nazionale.

Per controllare il trasferimento delle armi da fuoco all'interno dell'UE, la direttiva fissa le procedure per:

  • il trasferimento definitivo di armi da uno Stato membro all'altro;
  • il trasferimento temporaneo di armi (viaggi) attraverso due o più Stati membri.

Tali formalità si applicano a tutte le armi da fuoco, salvo le armi da guerra.

Entro il 28 luglio 2009 la Commissione istituisce un gruppo di contatto per lo scambio regolare di informazioni tra gli Stati membri. Essi indicano agli altri Stati membri e alla Commissione le autorità nazionali incaricate di trasmettere e ricevere informazioni.

La direttiva non pregiudica il diritto degli Stati membri di adottare misure per prevenire il commercio illegale di armi.

Gli Stati membri intensificano i controlli sulla detenzione di armi alle frontiere esterne dell'Unione.

La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'applicazione della presente direttiva entro la fine di luglio 2015.

Contesto

La direttiva 91/477/CEE è stata adottata nell'ambito del completamento del mercato interno. La libera circolazione di alcuni beni specifici, tra cui le armi da fuoco, doveva tuttavia essere accompagnata da misure precauzionali fissate nella direttiva. La necessità di sottoporre la direttiva a revisione è in parte emersa dagli impegni internazionali dell'Unione, ovvero dalla firma del protocollo delle Nazioni Unite contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, che fa parte della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale.

Termini chiave dell'atto
  • Arma da fuoco: qualsiasi arma portatile a canna che espelle, è progettata per espellere o può essere trasformata al fine di espellere un colpo, una pallottola o un proiettile mediante l'azione di un combustibile propellente.
  • Munizioni: l'insieme della cartuccia o dei suoi componenti, compresi i bossoli, gli inneschi, la polvere da sparo, le pallottole o i proiettili, utilizzati in un'arma da fuoco.
  • Intermediario: qualsiasi persona fisica o giuridica, diversa dall'armaiolo, che eserciti un'attività professionale consistente integralmente o parzialmente nell'acquisto, nella vendita o nell'organizzazione del trasferimento delle armi.
  • Armaiolo: qualsiasi persona fisica o giuridica che eserciti un'attività professionale consistente integralmente o parzialmente nella fabbricazione, nel commercio, nello scambio, nella locazione, nella riparazione o nella trasformazione di armi da fuoco, parti e munizioni.

RIFERIMENTI

Atto Entrata in vigore Termine ultimo di recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 91/477/CEE

8.7.1991

1.1.1993

GU L 256 del 13.9.1991

Atto(i) modificatore(i) Entrata in vigore Termine ultimo di recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 2008/51/CE

28.7.2008

28.7.2010

GU L 179 dell’8.7.2008

Le successive modifiche e correzioni alla direttiva 91/477/CEE sono state integrate nel testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 27 luglio 2010 – La commercializzazione delle copie di armi da fuoco [COM(2010) 404 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].
La direttiva 91/477/CEE si applica soltanto ai prodotti che sono armi da fuoco o hanno l'aspetto di un’arma da fuoco, e possono essere trasformati al fine di espellere un colpo, una pallottola o un proiettile mediante l'azione di un combustibile propellente. Essa non si applica alle copie di armi da fuoco.
Il termine di "copie" comprende oggetti molto diversi da uno Stato membro all'altro ed aventi una natura, una complessità e una pericolosità estremamente variabili. Essi vanno dalla semplice somiglianza all'identità vera e propria con un'arma da fuoco vera. Allo stesso tempo, altri prodotti presentano somiglianze con armi da fuoco senza essere comunemente assimilati a copie. Questi includono le imitazioni di armi da fuoco utilizzate nel contesto di passatempi o hobby (airsoft, paintball), pistole con proiettili sferici, pistole per mattatoi e pistole da segnalazione.
Nel luglio 2009 la Commissione ha inviato un questionario a tutti gli Stati membri per tentare di determinare meglio la problematica delle copie di armi da fuoco. L'ambito delle domande riguardava aspetti di sicurezza o di polizia amministrativa, legislativi e regolamentari, economici e collegati alla conversione delle copie. Sulla base di tale questionario, gli Stati membri possono essere divisi in tre categorie:

  • Stati membri che non integrano la nozione di copie di armi da fuoco nella loro legislazione e che non hanno problemi di ordine pubblico collegati all'utilizzazione delle copie;
  • Stati membri che integrano la nozione di copie di armi da fuoco nella loro legislazione, senza che però si faccia riferimento a problemi di ordine pubblico significativi collegati all'utilizzazione delle copie;
  • Stati membri che integrano la nozione di copie di armi da fuoco nella loro legislazione e che esprimono preoccupazione per quanto riguarda la convertibilità di alcune copie e la loro commercializzazione.

Le preoccupazioni relative alla sicurezza, dove espresse, riguardano la conversione illecita di pistole da segnalazione in armi da fuoco o l'utilizzo di imitazioni realistiche di armi da fuoco per commettere delitti. Tuttavia, già il regolamento (CE) n. 764/2008 sulle regole tecniche nazionali e la direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza dei prodotti possono essere applicati alle copie di armi da fuoco. Per tutti questi motivi, l'inclusione delle copie di armi da fuoco nell'ambito di applicazione della direttiva 91/477/CEE non risulta possibile o consigliabile.

Rapporto della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 15 dicembre 2000, sull'attuazione della direttiva del Consiglio 91/477/CEE, del 18 giugno 1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi [COM(2000) 837 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 02.11.2010

Vedi anche

  • Il sito web dedicato alla direttiva 91/447/CEE (EN) della direzione generale per le Imprese e l'industria della Commissione europea
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