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Indirizzi di massima per le politiche economiche 2003-2005

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Gli indirizzi di massima per le politiche economiche sono il fattore essenziale nel coordinare le politiche economiche degli Stati membri. Per la prima volta, questi grandi orientamenti vertono su tre anni consecutivi, onde razionalizzare il processo di coordinamento delle politiche economiche e sincronizzarlo con la politica dell'occupazione. I grandi orientamenti 2003-2005 pongono l'accento sul contributo che le politiche economiche danno al programma di Lisbona, affinché l'Unione europea instauri entro il 2010 l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica su scala mondiale.

ATTO

Raccomandazione 2003/555/CE del Consiglio, del 26 giugno 2003, sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità (per il periodo 2003-2005) [Cfr atti modificativi].

SINTESI

La prima parte illustra gli indirizzi generali per tutti gli Stati membri e per la Comunità, con una sezione dedicata alle sfide specifiche relative alla zona euro. La seconda parte è dedicata alle raccomandazioni applicabili ai singoli Stati membri e tiene conto delle loro situazioni particolari . La Commissione europea aggiorna gli indirizzi di massima 2004 in una nuova raccomandazione che integra i 10 nuovi Stati membri nell'attuale quadro di coordinamento delle politiche economiche. Per i 15 Stati membri precedenti gli indirizzi di massima restano interamente attuali.

INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE

Conseguire l'obiettivo strategico di Lisbona

Programma di Lisbona. Nella primavera 2000 l'Unione europea (UE) si è prefissa l'obiettivo di diventare "l'economia basata sulla conoscenza mondialmente più competitiva e più dinamica". Per conseguire meglio questo obiettivo, l'Unione ha deciso di razionalizzare i vari processi di coordinamento delle politiche economiche e occupazionali. Gli indirizzi di massima per le politiche economiche (IMPE) mettono l'accento sul contributo di tali politiche al programma di Lisbona entro il 2003 e il 2005. Gli IMPE si concentrano sulle questioni essenziali delle politiche economiche e sulle priorità per i tre anni successivi. Essi contengono anche raccomandazioni in ordine alle esigenze di medio periodo, da adeguare eventualmente di anno in anno.

Politica occupazionale. Oltre a questi grandi orientamenti di politica economica, gli Stati membri devono applicare altresì le linee direttrici in materia di occupazione e le relative raccomandazioni.

Potenziare l'economia dell'Unione europea

Crescita economica. La crescita economica risulta nettamente più debole del previsto a causa delle tensioni geopolitiche, del rallentamento della domanda esterna e del calo della fiducia delle imprese e dei consumatori. Nel 2003 è quindi probabile un certo deterioramento delle prospettive occupazionali. L'inflazione si è attestata su poco più del 2%, ma in futuro potrebbe scendere sotto questo livello. Le politiche economiche dovrebbero pertanto sostenere la fiducia e contribuire in tal modo alla domanda interna, alla creazione di posti di lavoro e a un incremento del potenziale di crescita nel breve periodo.

Politiche macroeconomiche imperniate sulla crescita e sulla stabilità

Politiche macroeconomiche. Queste politiche svolgono un ruolo essenziale nel sostenere la crescita e l'occupazione, nonché nel mantenere la stabilità dei prezzi. Spetta in particolare agli Stati membri:

  • raggiungere o mantenere saldi di bilancio prossimi all'equilibrio o in avanzo lungo l'intero ciclo di congiuntura;
  • in caso di disavanzo eccessivo, rimediare alla situazione a norma del patto di stabilità e di crescita;
  • evitare, fatti salvi questi obblighi, di condurre politiche congiunturali affinché gli stabilizzatori automatici possano espletare il loro ruolo in modo simmetrico sull'intero ciclo.

Quanto ai salari, gli Stati membri dovranno promuovere un quadro idoneo a favorire i negoziati salariali fra le parti sociali. Occorrerà fare soprattutto in modo che:

  • l'aumento dei salari nominali resti compatibile con la stabilità dei prezzi e con gli incrementi di produttività. L'aumento dei costi salariali dovrebbe essere contenuto, per permettere un volume più elevato di investimenti in grado di generare occupazione.

Riforme economiche per aumentare il potenziale di crescita

Riforme strutturali. Esse sono indispensabili per incrementare il potenziale di crescita dell'Unione. Onde innescare un massimo di sinergie, esse andrebbero attuate nel modo più coordinato possibile. Gli Stati membri devono prendere i provvedimenti esposti qui di seguito nell'arco del prossimo triennio.

Occupazione

  • Rendere il sistema dei prelievi e delle prestazioni sociali più favorevole alla creazione di posti di lavoro;
  • garantire che i sistemi di trattativa salariale tengano conto delle differenze di produttività e mantengano la congruenza fra queste ultime e le retribuzioni stesse;
  • rivedere le discipline del mercato lavorativo (accesso al mercato del lavoro, tutela, maggiore flessibilità);
  • promuovere la mobilità dell'occupazione (geografica non meno che professionale);
  • garantire l'incisività degli interventi a favore del mercato del lavoro.

Produttività

  • Incentivare la concorrenza sui mercati dei beni e dei servizi (aumentare il tasso di recepimento delle direttive del mercato interno nella legislazione nazionale, rendere i pubblici appalti più aperti, garantire l'indipendenza delle autorità garanti della concorrenza, ridurre e riorientare gli aiuti di Stato, ecc.);
  • accelerare l'integrazione dei mercati di capitali (attuazione del piano d'azione sul capitale di rischio entro la fine del 2003 e del piano d'azione sui servizi finanziari entro il 2005);
  • favorire lo spirito imprenditoriale e la creazione di piccole e medie imprese (PMI);
  • promuovere l'investimento nella conoscenza, le nuove tecnologie e l'innovazione: aumentare le spese (sia private che pubbliche) a favore delle attività di ricerca e sviluppo (R&S), affinché raggiungano un indice del 3% del prodotto interno lordo (PIL), per esempio incentivando le attività di R&S, la tutela della proprietà intellettuale, il programma eEuropa2005, lo sviluppo del sistema satellitare di navigazione Galileo, nonché migliorando i programmi di istruzione e formazione;
  • potenziare il contributo del settore pubblico alla crescita (investire maggiormente nella crescita attraverso il capitale materiale e umano, nonché nella conoscenza, aumentare l'efficienza del settore pubblico, incentivare iniziative congiunte del settore privato e pubblico, ecc.).

Rafforzare la sostenibilità della crescita

Sostenibilità dei conti pubblici nel lungo periodo

  • Ridurre gli indici di indebitamento pubblico per fronteggiare l'invecchiamento demografico. Gli Stati membri nei quali il debito resta al di sotto del 60% del PIL dovrebbero riuscire a realizzare una riduzione graduale e soddisfacente per avvicinarsi a questo valore di riferimento;
  • ideare, introdurre e applicare riforme dei sistemi pensionistici, per esempio favorendo un allungamento della vita professionale, introdurre elementi di capitalizzazione e migliorare l'accesso alle pensioni complementari, ecc.;
  • la Comunità dovrebbe applicare a sua volta una rigorosa disciplina di bilancio.

Coesione economica e sociale

  • Modernizzare i sistemi previdenziali garantendo un livello consono di prestazioni sociali, nonché combattere la povertà e l'emarginazione;
  • migliorare il funzionamento dei mercati per incentivare gli investimenti nelle regioni con ritardi di sviluppo, focalizzare gli aiuti pubblici - compresi quelli comunitari - sull'investimento in capitale umano e nella creazione di infrastrutture, oltre a garantire che i programmi d'investimento siano ideati e gestiti in modo efficace.

Ambiente - gestione efficace delle risorse naturali

  • Ridurre le sovvenzioni settoriali, le esenzioni fiscali e altri incentivi che comportano un impatto ecologico negativo;
  • ridurre le sovvenzioni a favore delle fonti di energia non rinnovabili, favorire l'efficienza energetica e promuovere l'incidenza percentuale dell'energia rinnovabile;
  • rivedere il sistema di tasse, oneri e sovvenzioni nel settore dei trasporti, per tener meglio conto dei costi ecologici e sociali, nonché incentivare la concorrenza in settori come il trasporto ferroviario di merci;
  • rinnovare gli sforzi per rispettare gli impegni assunti nel protocollo di Kyoto, ad esempio ponendo in essere il sistema di scambio di diritti di emissione di gas a effetto serra.

Sfide specifiche per la zona euro

Compiti da fronteggiare. Nel 2002 la crescita economica è rimasta al di sotto del suo potenziale. Gli indirizzi elencano quattro sfide per la zona euro, vale a dire:

  • rafforzare la crescita potenziale;
  • raggiungere l'equilibrio tra le politiche macroeconomiche;
  • ridurre il divario fra i tassi d'inflazione;
  • intensificare il coordinamento delle politiche economiche.

Raccomandazioni. Il Consiglio raccomanda agli organi decisionali dei paesi che aderiscono alla zona euro di badare a dosare le politiche economiche interne in forme compatibili con la stabilità dei prezzi, nonché con la fiducia delle imprese e dei consumatori. Inoltre, nei paesi della zona euro i saldi di bilancio, con le debite correzioni congiunturali, dovranno restare vicine all'equilibrio o in eccedenza. Se del caso, dovranno migliorare il saldo annuo in misura pari almeno allo 0,5 del PIL e, in caso di disavanzo eccessivo, porre rimedio alla situazione. Essi dovranno analizzare i divari fra i tassi d'inflazione per introdurre correttivi nei settori più sensibili. Quanto al coordinamento delle politiche, i paesi della zona euro dovranno approfondire l'analisi e la discussione sull'andamento delle economie (scambio di informazioni, rappresentanza esterna, ecc.) oltre a migliorare l'efficacia delle procedure di coordinamento in materia di riforme strutturali.

ORIENTAMENTI DEGLI INDIRIZZI ECONOMICI PER PAESE

La seconda parte dei grandi indirizzi di politica economica formula, per ciascuno dei paesi membri, le sfide e - nell'ambito della strategia globale - raccomandazioni specifiche che tengono conto delle differenze nei risultati, nelle prospettive e nelle strutture. Qui di seguito vengono ricordate solo gli aspetti principali cui ciascuno Stato membro deve far fronte.

Belgio

  • Proseguire gli sforzi di risanamento del bilancio, in particolare per garantire la sostenibilità dei conti pubblici in un contesto di invecchiamento demografico;
  • aumentare gli indici di attività e di occupazione, in particolare per i lavoratori più anziani e per le donne;
  • potenziare la concorrenza in alcuni settori dei servizi, incrementare l'efficienza dell'amministrazione pubblica e migliorare il contesto entro cui operano le imprese.

Danimarca

  • Rendere l'offerta di lavoro compatibile con l'evoluzione demografica;
  • potenziare la concorrenza in determinati ambiti e migliorare l'efficienza del settore pubblico.

Germania

  • Favorire la creazione di posti di lavoro e l'impiegabilità, oltre a mobilizzare il potenziale occupazionale inutilizzato;
  • rafforzare la produttività migliorando il contesto economico entro cui operano le imprese, nonché l'efficienza del sistema educativo;
  • giungere a una riduzione del disavanzo di bilancio, affinché esso scenda al di sotto della soglia del 3% del PIL nel 2005;
  • garantire la sostenibilità nel lungo periodo dei sistemi pensionistico e sanitario.

Grecia

  • Garantire misure appropriate per giungere a una posizione di bilancio prossima all'equilibrio o eccedentaria;
  • incrementare lo scarso livello di produttività;
  • ridurre l'eccessiva disoccupazione strutturale e accrescere il tasso di occupazione, in particolare delle donne.Per ottenere maggiori informazioni sui dati di bilancio forniti dalla Grecia alla Comunità, consultare il rapporto Eurostat.

Spagna

  • Accrescere il tasso troppo basso di occupazione, in particolare delle donne, e ridurre le disparità regionali sul mercato del lavoro;
  • aumentare lo scarso livello di produttività;
  • garantire la sostenibilità nel lungo periodo dei conti pubblici, in un contesto di invecchiamento demografico.

Francia

  • Ricondurre rapidamente il disavanzo di bilancio al di sotto della soglia del 3% del PIL;
  • incentivare la partecipazione alla vita attiva e ridurre la disoccupazione strutturale;
  • garantire la sostenibilità nel lungo periodo dei conti pubblici, in un contesto di invecchiamento demografico;
  • garantire la concorrenza nel settore delle imprese a struttura di rete e accelerare l'adozione dei provvedimenti relativi al mercato interno, per creare pari condizioni di concorrenza.

Irlanda

  • Avviare una transizione armonica da un tasso di crescita a due cifre verso un ritmo di espansione sostenibile e meno rapido, creando condizioni macroeconomiche stabili e rafforzando le condizioni dell'offerta.

Italia

  • Evitare un disavanzo eccessivo;
  • risanare rapidamente le finanze pubbliche e garantire la sostenibilità nel lungo periodo dei conti pubblici, in un contesto di invecchiamento demografico;
  • incrementare l'ancor basso tasso di occupazione, in particolare tra le donne e i lavoratori più anziani, nonché ridurre il forte divario economico tra Nord e Sud;
  • incentivare l'economia basata sulla conoscenza;
  • migliorare in contesto economico entro cui operano le imprese e potenziare la concorrenza nei settori dell'energia e dei servizi.

Lussemburgo

  • Aumentare i tassi di attività e di occupazione, in particolare dei lavoratori più anziani;
  • migliorare il contesto entro cui operano le imprese e incentivare l'imprenditorialità, onde giungere a una struttura economica più equilibrata.

Paesi Bassi

  • Perseguire il risanamento di bilancio nei prossimi anni, di fronte al calo della crescita potenziale e al costo dell'invecchiamento demografico;
  • adottare misure supplementari per evitare un disavanzo eccessivo;
  • attrarre sul mercato del lavoro le persone attualmente inattive;
  • correggere la crescita relativamente bassa della produttività (intensificare la concorrenza e potenziare gli investimenti delle imprese in attività di R&S).

Austria

  • Garantire la sostenibilità dei conti pubblici in un contesto di invecchiamento della popolazione;
  • continuare a migliorare i presupposti tecnologici dell'economia e incentivare le imprese a investire nelle attività di R&S e nell'innovazione;
  • promuovere una concorrenza efficiente in determinati settori , quali la stampa, la distribuzione alimentare, i laboratori farmaceutici, le assicurazioni, il commercio di mobili o le industrie di rete.

Portogallo

  • Adottare misure supplementari per evitare un disavanzo eccessivo;
  • accelerare il risanamento di bilancio e frenare il rapido aumento della spesa pubblica;
  • innalzare il livello complessivo di competitività (rendere più efficiente il sistema educativo, investire in R&S, potenziare la concorrenza, limitare la forte crescita dei salari nominali);
  • garantire la sostenibilità nel lungo periodo dei conti pubblici in un contesto di invecchiamento demografico.

Finlandia

  • Ridurre l'elevato livello di disoccupazione strutturale e incrementare il tasso d'occupazione dei lavoratori più anziani;
  • intensificare la concorrenza in determinati settori e migliorare l'efficienza del settore pubblico.

Svezia

  • Garantire un'offerta di manodopera commisurata all'invecchiamento della popolazione;
  • intensificare la concorrenza in determinati ambiti e migliorare l'efficienza del settore pubblico.

Regno Unito

  • Rafforzare la posizione di bilancio al fine di evitare il verificarsi di squilibri di bilancio;
  • innalzare il tasso alquanto scarso di produttività;
  • risolvere il doppio problema dell'elevato numero di persone in età lavorativa che percepiscono assegni di malattia e di invalidità, mantenendo nel contempo l'offerta lavorativa nel lungo periodo;
  • migliorare la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici.

Cipro

  • Garantire una riduzione sostenibile del disavanzo delle amministrazioni pubbliche;
  • aumentare la diversificazione dell'economia a vantaggio di attività che presentano un maggiore valore aggiunto.

Repubblica ceca

  • Ridurre il disavanzo delle amministrazioni pubbliche e garantire la sostenibilità dei conti pubblici;
  • riformare il sistema pensionistico e sanitario;
  • affrontare i problemi strutturali sul mercato del lavoro;
  • creare condizioni favorevoli per accelerare la crescita e la produttività;
  • promuovere lo spirito di impresa.

Estonia

  • Combattere il consistente saldo negativo delle partite correnti con una politica di bilancio adeguata;
  • risolvere i problemi strutturali del mercato del lavoro;
  • creare condizioni favorevoli al fine di accelerare la crescita e la produttività;
  • incrementare la concorrenza nelle attività di rete (elettricità, gas, telecomunicazioni).

Ungheria

  • Giungere a una riduzione più consistente e durevole del disavanzo delle amministrazioni pubbliche;
  • aumentare il tasso di occupazione e affrontare i problemi strutturali sul mercato del lavoro;
  • migliorare la competitività in termini di costi con politiche che favoriscano la moderazione salariale;
  • creare condizioni atte a stimolare il miglioramento della produttività;
  • incentivare la concorrenza nelle attività di rete (elettricità, gas, telecomunicazioni).

Lettonia

  • Giungere a una riduzione più consistente e durevole del disavanzo delle amministrazioni pubbliche;
  • aumentare il tasso di occupazione e affrontare i problemi strutturali sul mercato del lavoro;
  • migliorare la competitività in termini di costi con politiche che favoriscano la moderazione salariale;
  • creare condizioni atte a stimolare il miglioramento della produttività;
  • incentivare la concorrenza nelle attività di rete (elettricità, gas, telecomunicazioni).

Lituania

  • Affrontare i problemi strutturali sul mercato del lavoro;
  • conservare il disavanzo pubblico a livelli moderati;
  • creare condizioni più favorevoli agli aumenti di produttività;
  • incrementare la concorrenza nelle attività di rete (elettricità, gas, telecomunicazioni).

Malta

  • Giungere a una riduzione più consistente e durevole del disavanzo delle amministrazioni pubbliche e garantire la sostenibilità a lungo termine dei conti pubblici;
  • aumentare il tasso di occupazione, in particolare per le donne;
  • creare condizioni che favoriscano il miglioramento della produttività;
  • stimolare una concorrenza efficiente, tenendo conto delle specificità dovute alle dimensioni ridotte dell'economia interna.

Polonia

  • Affrontare con grande urgenza i problemi strutturali che incidono in profondità sul mercato del lavoro;
  • attuare una riduzione più consistente e durevole del disavanzo delle amministrazioni pubbliche e garantire la sostenibilità a lungo termine dei conti pubblici;
  • creare condizioni che favoriscano l'aumento della produttività;
  • accelerare la ristrutturazione dell'economia e le privatizzazioni nell'industria;
  • migliorare l'ambiente delle imprese.

Slovacchia

  • Garantire una riduzione più netta e durevole del disavanzo delle amministrazioni pubbliche;
  • proseguire l'impegno per risolvere i problemi strutturali che incidono in profondità sul mercato del lavoro;
  • migliorare l'ambiente delle imprese e sostenere l'iniziativa privata;
  • creare condizioni che favoriscano l'aumento della produttività.

Slovenia

  • Attuare una riduzione durevole dell'inflazione;
  • aumentare il tasso di occupazione, in particolare per i lavoratori più anziani;
  • creare condizioni che favoriscano un netto aumento della produttività;
  • stimolare lo sviluppo di una concorrenza efficiente in tutti i segmenti dell'economia, in particolare le attività di rete (elettricità, gas, telecomunicazioni).

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Raccomandazione del Consiglio 2003/555/CE--GU L 195 dell'01.08.2003

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Raccomandazione del Consiglio--GU L 195 dell'01.08.2003

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Raccomandazione della Commissione concernente l'attualizzazione del GOPE
(periodo 2003-2005) [COM(2004) 328]
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ATTI COLLEGATI

Raccomandazione della Commissione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri della Comunità [COM(2005) 141 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]

Il 12 aprile 2005 la Commissione ha presentato una raccomandazione riguardante gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri, relativi al periodo 2005-2008. Essa rilancia la strategia di Lisbona e mira a conseguire gli obiettivi definiti negli indirizzi di massima.

I temi affrontati nella raccomandazione sono:

  • le politiche macroeconomiche a favore della crescita e dell'occupazione. Gli Stati membri devono:

- raggiungere un bilancio equilibrato;

- garantire la stabilità economica;

- favorire un'assegnazione efficiente delle risorse;

- garantire la coerenza delle politiche macroeconomiche e strutturali;

- badare a che i salari contribuiscano alla stabilità macroeconomica;

- garantire la dinamicità e il buon funzionamento della zona euro;

  • le riforme microeconomiche tendenti a incrementare il potenziale di crescita. La Commissione raccomanda che gli Stati membri:

- sviluppino e intensifichino il mercato interno, accelerando il recepimento delle direttive;

- rendano i mercati accessibili e competitivi;

- rendano più attrattivo il mercato degli investimenti;

- agevolino l'accesso al finanziamento per le piccole e medie imprese;

- sviluppino infrastrutture confacenti in materia di trasporto;

- incentivino la ricerca e si adoperino per migliorare i servizi innovativi, in particolare per il trasferimento di tecnologie;

- promuovano un uso sostenibile delle risorse e consolidino le sinergie tra la salvaguardia dell'ambiente e la crescita;

- si concentrino sullo sviluppo delle nuove tecnologie e di nuovi mercati.

La raccomandazione della Commissione s'inquadra negli orientamenti in materia di crescita e occupazione (2005-2008) e verte sulla prima parte degli indirizzi di massima. La seconda parte comporta una proposta di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche occupazionali degli Stati membri.

Comunicazione della Commissione - Seconda relazione sull'attuazione degli indirizzi di massima di politica economica 2003-2005 (presentata ai sensi dell'articolo 99, paragrafo 3 del trattato CE) [COM(2005) 8 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]

La situazione che emerge da questa seconda relazione della Commissione non è particolarmente brillante. In alcuni Stati membri si registrano progressi più rapidi che in altri: Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito hanno provveduto a porre in essere abbastanza efficacemente gli indirizzi di massima di politica economica. Anche nei nuovi Stati membri le cose procedono in modo soddisfacente, soprattutto a Cipro e in Slovacchia. La Commissione è del parere che il clima imprenditoriale sia migliorato, che le politiche della concorrenza risultino più efficaci e che la salvaguardia dell'ambiente sia stata intensificata. Essa constata che le riforme del mercato del lavoro sembrano essere progredite a un ritmo costante. Il processo di transizione verso un'economia fondata sulla conoscenza procede invece più a rilento, e altrettanto sembra valere per il processo d'integrazione dei mercati. La Commissione è preoccupata dal fatto che vari Stati membri non pratichino una politica di bilancio rigorosa e non correggano il loro disavanzo eccessivo. Nell'arco del 2004, in 14 Stati membri la gestione delle finanze pubbliche continua a non offrire prospettive di sostenibilità. Nel complesso, il ritmo globale delle riforme è rimasto immutato nel corso dell'anno. È chiaro che al ritmo attuale non è possibile garantire l'attuazione integrale degli indirizzi di massima per le politiche economiche, e sarà quindi difficile conseguire gli ambiziosi obiettivi decisi a Lisbona.

Comunicazione della Commissione sull'attuazione degli indirizzi di massima in materia di politiche economiche per il periodo 2003-2005 [COM(2004) 20 def. - non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]

Comunicazione della Commissione sull'attuazione degli indirizzi di massima in materia di politiche economiche per il periodo 2003-2005 [COM(2004) 20 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]
In questa comunicazione, la Commissione esamina i provvedimenti presi o prospettati nel 2003. Essa offre altresì informazioni utili per aggiornare gli indirizzi di massima nel 2004. Un allegato presenta una valutazione dettagliata dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche in ciascun paese [SEC(2004) 44 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Nel complesso, la Commissione rileva un intensificarsi del ritmo delle riforme in settori quali i mercati occupazionali, la concorrenza, il contesto economico in cui operano le imprese, le nuove tecnologie, l'istruzione e la riforma dei sistemi pensionistici. I progressi sembrano invece insufficienti in materia di integrazione dei mercati, investimento nella ricerca, sostenibilità sociale e salvaguardia durevole dell'ambiente. La Commissione esprime inoltre preoccupazione per il deteriorarsi dei saldi di bilancio in vari Stati membri.

 
Ultima modifica: 04.07.2005
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