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Indirizzi di massima per le politiche economiche (2002)

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1) OBIETTIVO

Migliorare le condizioni per la crescita economica e la creazione di occupazione attraverso una strategia di politica economica basata, da un lato, su politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla stabilità e, d'altro lato, considerando lo sviluppo sostenibile, su riforme strutturali in vista di una crescita sostenibile, creatrice di occupazione e non inflazionistica.

2) ATTO

Raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2002 concernente gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità [Gazzetta ufficiale L 182 dell'11.07.2002].

3) SINTESI

Principali priorità ed indirizzi politici

La crescita economica sembra riavviarsi dopo un brusco ed inaspettato rallentamento dell'attività economica e una diminuzione della creazione di occupazione nel 2001. Un miglioramento della fiducia e un aumento della domanda esterna lasciano sperare in un tasso di crescita prossimo a quello potenziale stimato per l'Unione europea nel corso della seconda metà del 2002. Tuttavia è improbabile che la disoccupazione regredisca in modo tangibile prima del 2003. Le pressioni inflazionistiche dovrebbero restare contenute.

L'Unione ha per obiettivo un'espansione equilibrata e sostenibile dell'attività economica. Per raggiungere l'obiettivo del Consiglio europeo di Lisbona - fare dell'Europa entro il 2010 l'economia fondata sulla conoscenza più competitiva e dinamica - il tasso di crescita potenziale deve essere accresciuto e il ritmo delle riforme accelerato. Gli sforzi dovranno concentrarsi su 4 direttrici di azione:

  • Salvaguardare e consolidare ulteriormente il quadro macroeconomico
    Il quadro macroeconomico dell'UE è basato su due pilastri: la stabilità dei prezzi e una sana politica di bilancio. Per poter lasciar funzionare liberamente gli stabilizzatori automatici in tutto l'arco del ciclo economico, rispettando il limite del 3% del PIL per il disavanzo pubblico, gli Stati membri dovranno raddoppiare i loro sforzi per raggiungere entro il 2004 saldi di bilancio prossimi al pareggio o positivi. Oltre ad assicurare un margine di manovra per gli stabilizzatori automatici, ciò permetterà un costante calo del debito pubblico al fine di rispondere alle sfide finanziarie, in particolare l'invecchiamento della popolazione.
  • Favorire un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione
    Nonostante i buoni risultati delle riforme del mercato del lavoro effettuate negli anni 90 la disoccupazione, in particolare quella di lunga durata, rimane elevata in diversi Stati membri. Esistono ancora ostacoli alla mobilità geografica e professionale dei disoccupati. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro delle donne e dei lavoratori anziani resta insufficiente. Pertanto è necessario che gli Stati membri adottino misure per aumentare il tasso di partecipazione e ridurre la disoccupazione. A tal fine saranno necessarie riforme fiscali, del mercato del lavoro e dei sistemi previdenziali. Il Consiglio europeo di Barcellona ha raccomandato che l'età media effettiva di pensionamento venga ritardata di 5 anni entro il 2010.
  • Consolidare le condizioni per un elevato incremento della produttività
    Per fronteggiare le sfide future, in particolare l'invecchiamento della popolazione, e per raggiungere un tasso sostenibile di crescita del PIL del 3% la produttività dell'economia europea deve essere aumentata. Per arrivare a un livello superiore di competitività, di imprenditorialità e di investimenti occorre integrare innanzitutto i mercati europei, specie quelli dell'energia, delle comunicazioni, dei servizi o del lavoro.
  • Promuovere uno sviluppo sostenibile
    Gli effetti esterni dell'attività economica sull'ambiente devono essere incorporati nei prezzi. Investimenti nell'uso efficiente delle risorse e dell'energia possono essere fonte di innovazione e, di conseguenza, creare posti di lavoro. Le politiche economiche possono anche contribuire alla coesione economica e sociale, in quanto la creazione di posti di lavoro costituisce la migliore protezione contro l'esclusione sociale e la povertà.

Raccomandazioni generali

Gli indirizzi di massima per le politiche economiche incoraggiano gli Stati membri ad adottare provvedimenti nei seguenti settori:

Politiche macroeconomiche:

  • conseguire o mantenere saldi di bilancio prossimi al pareggio o positivi in tutto l'arco del ciclo economico e, se ciò non è stato ancora fatto, adottare i necessari provvedimenti per assicurare la realizzazione di tali obiettivi (entro il 2004);
  • evitare politiche di bilancio procicliche e lasciare che gli stabilizzatori automatici operino liberamente nel corso della ripresa economica;
  • assicurare che l'aumento dei salari sia compatibile con la stabilità dei prezzi e la progressione della produttività.

Qualità e sostenibilità delle finanze pubbliche:

  • migliorare la qualità delle spese pubbliche riorientando le risorse verso l'accumulazione del capitale fisico ed umano e la ricerca;
  • migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche attraverso la strategia triangolare, cioè accrescere il tasso di occupazione, ridurre il debito pubblico e riformare i sistemi pensionistici;
  • rinforzare il coordinamento fiscale tra gli Stati membri.

Mercato del lavoro:

  • rendere il lavoro più attraente riformando i sistemi fiscali e previdenziali;
  • rinforzare le politiche attive del mercato del lavoro migliorandone l'efficienza;
  • ridurre gli ostacoli alla mobilità e alla partecipazione femminile alla forza lavoro.

Riforme strutturali nei mercati dei prodotti:

Mercato interno:

  • aumentare il tasso di recepimento delle direttive nel settore del mercato interno;
  • eliminare gli ostacoli tecnici alla libera circolazione, in particolare nel settore dei servizi;
  • continuare la liberalizzazione degli appalti pubblici.

Concorrenza:

  • garantire una concorrenza effettiva mediante autorità garanti della concorrenza indipendenti e efficienti;
  • ridurre gli aiuti di Stato e garantire la loro efficacia.

Settori a struttura di rete:

  • incoraggiare in generale l'ingresso nel mercato in generale e, in particolare, in quello del gas e dell'elettricità;
  • promuovere la costruzione di nuove infrastrutture.

Efficienza e integrazione dei mercati dei servizi finanziari dell'UE:

Iniziativa imprenditoriale:

  • creare un ambiente favorevole alle imprese, specie mediante una semplificazione del regime fiscale delle imprese, una maggior efficienza dei servizi pubblici e una riduzione degli ostacoli all'attività economica transfrontaliera dovuti in particolare alle differenze esistenti tra gli Stati membri (principi contabili, regole di governo societario, tassazione delle imprese ed IVA);
  • tradurre in atto gli impegni assunti nell'ambito della Carta europea delle piccole imprese;
  • migliorare l'accesso al finanziamento, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI).

Economia fondata sulla conoscenza:

  • promuovere la ricerca, lo sviluppo (R&S) e l'innovazione con un aumento complessivo degli investimenti, un miglioramento delle relazioni tra le università e le imprese e una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri e l'adozione del sesto programma quadro di ricerca;
  • promuovere le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per una concorrenza effettiva e una maggiore diffusione dell'uso di Internet (definizione di un nuovo piano d'azione e-Europe 2005);
  • intensificare l'istruzione e la formazione per accrescere il numero di esperti qualificati e le conoscenze di base dei cittadini.

Sviluppo sostenibile:

  • analizzare l'impatto delle misure previste sotto il profilo sociale e ambientale;
  • rafforzare le politiche che ricorrono agli strumenti economici quali strumenti fiscali, contributi a carico degli utenti e di chi inquina o impegni volontari;
  • attuare un sistema di scambio dei diritti di emissione a livello europeo per rispettare gli impegni del protocollo di Kyoto;
  • promuovere la pubblicazione di informazioni ambientali nei bilanci delle imprese;
  • ridurre le sovvenzioni settoriali e le esenzioni fiscali che hanno effetti negativi sull'ambiente;
  • pervenire ad un accordo europeo per la tassazione dell'energia.

Indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per ogni paese.

Belgio: la crescita dell'attività economica nel 2002 non supererà probabilmente l'1%, ma dovrebbe raggiungere circa il 3% nel 2003. Il Belgio dovrebbe evitare qualsiasi deterioramento del saldo di bilancio nel 2002 rispetto al 2001. Per il 2003 l'obiettivo è un avanzo di bilancio dello 0,5%. Il Belgio dovrebbe continuare le riforme del sistema tributario e contributivo, incrementare la mobilità della mano d'opera, promuovere un giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza del lavoro e aumentare il tasso di occupazione femminile. Inoltre occorre incrementare la concorrenza nei settori dell'elettricità e del gas e ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese.

Danimarca: è prevista una crescita economica dell'1,75% nel 2002 e del 2,5% nel 2003, sotto la spinta soprattutto della domanda interna. Il bilancio danese è in attivo, ma la Danimarca dovrebbe garantire il rispetto dell'obiettivo del governo di limitare la crescita dei consumi pubblici. La situazione del mercato del lavoro in Danimarca è una delle migliori dell'Unione con un tasso di occupazione del 76%; il tasso di disoccupazione è sceso al 4,5% nel 2001. La Danimarca dovrebbe continuare la sua politica di apertura dei mercati alla concorrenza, in particolare nel settore del gas e dell'elettricità.

Germania: l'attività economica dovrebbe registrare una ripresa nel corso del secondo semestre del 2002, ma la crescita economica resterà sempre inferiore all'1%. Nel 2001 il disavanzo pubblico in Germania ha raggiunto il 2,7% del PIL e dunque superato l'obiettivo annunciato nell'ultimo programma di stabilità. Il governo tedesco si era impegnato a rispettare il valore di riferimento del 3% del PIL e a raggiungere un bilancio prossimo al pareggio nel 2004. La politica di bilancio dovrebbe assicurare che il disavanzo non superi il 3% del PIL e puntare ad una riduzione del disavanzo nel 2003 per poter raggiungere l'obiettivo per il 2004. Occorrerà quindi utilizzare ogni margine per la riduzione del disavanzo ed è necessaria una riforma del sistema sanitario. Inoltre la Germania dovrebbe riformare il sistema tributario e delle prestazioni sociali per rendere il lavoro più attraente da un punto di vista finanziario, migliorare l'efficienza delle politiche attive per il mercato del lavoro e rendere più flessibile l'organizzazione del lavoro. La Germania dovrebbe garantire una concorrenza effettiva sui mercati dell'elettricità e del gas.

Grecia: il governo ha continuato la politica di riduzione del disavanzo e prevede per il 2002 un avanzo di bilancio dello 0,8% del PIL. Un'accelerazione della crescita economica è prevista per il 2003. La politica di bilancio greca dovrebbe puntare a non alimentare le pressioni inflazionistiche, a applicare norme chiare per le spese correnti e ad accelerare la riforma dei regimi di sicurezza sociale. La Grecia dovrebbe anche procedere alla riforma del sistema pensionistico, migliorare il sistema di istruzione e di formazione, continuare ad eliminare le distorsioni degli incentivi al lavoro e riformare il sistema di formazione dei salari. La partecipazione delle imprese alla ricerca e allo sviluppo (R&S) e la diffusione delle tecnologie dell'informazione dovrebbero essere incoraggiate. É necessaria inoltre una razionalizzazione dell'amministrazione pubblica e la promozione di una concorrenza effettiva nelle industrie a rete liberalizzate.

Spagna: dopo un rallentamento, l'attività economica dovrebbe raggiungere il tasso potenziale di crescita nel 2003. Per la prima volta in 25 anni, nel 2001 il bilancio spagnolo era in equilibrio. Il governo dovrebbe continuare la politica di riduzione delle spese in modo che la riforma delle imposte del 2003 non comprometta la stabilità delle finanze pubbliche a medio termine. Inoltre è necessario rivedere globalmente il sistema pensionistico. Sul mercato del lavoro spagnolo è necessario riformare la formazione dei salari, incrementare la mobilità della mano d'opera e accrescere il tasso di attività, in particolare per le donne. Inoltre la Spagna dovrebbe ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese ed aumentare le concorrenza, tra l'altro, nei settori liberalizzati delle telecomunicazioni e dell'energia.

Francia: vi sarà un rilancio dell'attività economica nel corso del 2002. Secondo il programma di stabilità il disavanzo di bilancio dovrebbe raggiungere l'1,9% del PIL e diminuire nel 2003; il nuovo governo ha avviato un audit delle finanze pubbliche. Il governo francese dovrebbe garantire che nel 2002 il disavanzo di bilancio non superi il valore di riferimento del 3% del PIL e eventuali sgravi fiscali non aumentino il disavanzo, per arrivare nel 2004 ad un bilancio prossimo all'equilibrio. Sono necessarie riforme strutturali, in particole del sistema previdenziale. La Francia dovrà consolidare le recenti riforme del sistema pensionistico e fiscale e controllare gli effetti dell'attuazione della settimana di 35 ore. La Francia è incoraggiata a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e accelerare la liberalizzazione dei settori del gas e dell'elettricità.

Irlanda: grazie ad una ripresa economica nel 2002, l'Irlanda dovrebbe conoscere una crescita di circa il 5 - 6% nel 2003. Il programma di stabilità prevede un piccolo avanzo nel 2002 e un piccolo deficit per il 2003. Il governo irlandese dovrebbe garantire che la politica di bilancio sia generalmente neutra nel 2002 e continuare a rispettare il requisito di un bilancio prossimo all'equilibrio o in attivo. La situazione del mercato del lavoro resterà verosimilmente prossima alla piena occupazione e l'Irlanda dovrebbe promuovere un'evoluzione dei salari in linea con l'evoluzione della produttività. L'Irlanda è incoraggiata a aumentare la concorrenza effettiva nei settori delle telecomunicazioni locali, elettricità, gas e trasporti.

Italia: la crescita economica dovrebbe accelerare nel corso del 2002, ma resterà inferiore al 2% per raggiungere il 2,75% nel 2003. Per il 2002 il programma di stabilità prevede un disavanzo dello 0,5% e un bilancio in equilibrio per il 2003. Il governo dovrebbe garantire il rispetto degli impegni di riduzione del disavanzo e che l'obiettivo dell'equilibrio di bilancio non sia pregiudicato dalla riforma fiscale. Il governo dovrebbe inoltre considerare in particolare il sistema pensionistico nell'ambito della riforma del sistema di sicurezza sociale. L'Italia è incoraggiata a proseguire le riforme per accrescere la flessibilità del mercato del lavoro, incoraggiare le parti sociali a consentire che le differenze di produttività si riflettano sui salari, aumentare il tasso d'attività della mano d'opera, in particolare delle donne e alleggerire la pressione fiscale sul lavoro, in particolare sui bassi salari. L'Italia deve promuovere la concorrenza nel settore dei servizi e sul mercato dell'energia. Gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese dovrebbero essere ridotti.

Lussemburgo: l'avanzo di bilancio dovrebbe registrare un'ulteriore flessione nel 2002 ma risalire moderatamente nel 2003 con la ripresa economica. Il governo dovrebbe controllare le spese pubbliche correnti. Per quanto concerne il mercato del lavoro, il Lussemburgo dovrebbe prendere misure per innalzare il tasso di occupazione nazionale, in particolare per i lavoratori anziani e le donne. Inoltre deve essere attuata l'annunciata riforma del diritto della concorrenza. Gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese dovrebbero essere ridotti.

Paesi Bassi: nel 2002 è attesa una crescita economica dell'1,5 % e del 2,75% nel 2003. Il bilancio sarà in equilibrio nel 2002 e leggermente in disavanzo nel 2003. I Paesi Bassi dovranno evitare che la politica di bilancio accentui le pressioni inflazionistiche nel 2002 e il deterioramento delle finanze pubbliche nel 2003. La situazione del mercato del lavoro resta eccellente. Il governo dovrebbe rendere finanziariamente più interessante il lavoro modificando il sistema delle prestazioni sociali e attuare una riforma del regime delle pensioni di invalidità. I Paesi Bassi dovrebbero incoraggiare gli investimenti nella ricerca e sviluppo (R&S) ed eliminare gli ostacoli alla concorrenza nel settore dei servizi.

Austria: grazie alla ripresa economica, nel 2003 la crescita dovrebbe avvicinarsi al suo valore potenziale, ovvero il 2,5%. Il bilancio austriaco dovrebbe restare in equilibrio negli anni 2002 e 2003 secondo il programma di stabilità. Per raggiungere questo obiettivo il governo dovrebbe realizzare economie strutturali, in particolare nelle amministrazioni decentralizzate.

L'alleggerimento previsto dell'elevata pressione fiscale non dovrebbe costituire un pericolo per l'equilibrio del bilancio. Il sistema pensionistico dovrebbe essere riesaminato. Lo stato del mercato del lavoro resta molto soddisfacente. Il governo dovrebbe incoraggiare la diffusione delle tecnologie e dell'informazione e della comunicazione, gli investimenti nella ricerca e sviluppo (R&S) e ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese.

Portogallo: la crescita economica dovrebbe raggiungere l'1,5% nel 2002 e il 2,25% nel 2003. Nel 2001 il disavanzo pubblico portoghese è aumentato, superando largamente l'obiettivo dell'1,1%. Il governo portoghese si è allora impegnato a rispettare il valore di riferimento del 3% del PIL e a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2004. Il nuovo governo ha adottato nel maggio 2002 un bilancio rettificativo. La politica di bilancio dovrebbe mirare a non superare il 3% del PIL per il deficit nel 2002 e raggiungere un bilancio prossimo al pareggio nel 2004. Per conseguire questo obiettivo è necessario adottare misure supplementari rispetto al programma di stabilità aggiornato del 2001. É altresì necessario continuare la riforma delle pensioni e controllare le spese sanitarie. Per mantenere la situazione favorevole del mercato del lavoro, il Portogallo dovrebbe migliorare il sistema di istruzione e formazione, controllare l'evoluzione dei salari e modernizzare le istituzioni del mercato del lavoro. Inoltre il governo dovrebbe promuovere gli investimenti nel settore della ricerca e sviluppo (R&S) e rafforzare la concorrenza, specialmente nel settore dell'energia.

Finlandia: la Finlandia dovrebbe assistere ad un rilancio dell'attività economica nel 2002-2003. Secondo le stime, l'avanzo di bilancio è diminuito. La politica di bilancio dovrebbe evitare uno scostamento eccessivo dalle previsioni di spesa a medio termine, migliorare la disciplina di bilancio delle amministrazioni locali e proseguire la riforma delle pensioni per fronteggiare l'invecchiamento della popolazione finlandese. Per ridurre il tasso di disoccupazione, in particolare il tasso strutturale, la Finlandia dovrebbe prendere misure per rendere il lavoro economicamente più attraente e continuare ad accrescere l'efficienza dei programmi nel quadro delle politiche attive del mercato del lavoro, incentrandoli sulla disoccupazione di lunga durata. Il governo finlandese dovrebbe inoltre promuovere la creazione di imprese, potenziare la concorrenza nel settore dei servizi pubblici e riformare l'attuazione del diritto della concorrenza comunitario.

Svezia: è attesa una crescita economica dell'1,7% nel 2002 e del 2,8% nel 2003. Il governo prevede un bilancio in avanzo dell'1,8% del PIL per questi due anni. Per arrivare a conseguire l'avanzo di bilancio del 2% in media sull'insieme dei due cicli congiunturali che si era prefisso, la Svezia dovrebbe continuare la politica di riduzione delle imposte nel 2002 rispettando il tetto fissato per le spese e continuando ad esercitare un rigoroso controllo delle spese nel 2003. Per migliorare la situazione del mercato del lavoro, la Svezia dovrebbe continuare le riforme dei sistemi fiscale e previdenziale ed accrescere l'efficienza delle politiche attive del mercato del lavoro. Il governo svedese inoltre dovrebbe migliorare la concorrenza nella prestazione dei servizi pubblici.

Regno Unito: la crescita economica nel 2002 dovrebbe raggiungere il 2%. Secondo il programma di convergenza, agli avanzi di bilancio degli anni precedenti farà seguito un disavanzo di circa l'1% del PIL negli esercizi 2002-2003 e seguenti. Il debito pubblico dovrebbe diminuire per raggiungere il 36,3% nel 2006-2007. Il Regno Unito dovrebbe favorire la crescita degli investimenti pubblici, evitando però un deterioramento delle finanze pubbliche. Per garantire il dinamismo del mercato del lavoro, il Regno Unito dovrebbe potenziare le misure attive a favore delle persone più esposte al rischio di disoccupazione e riformare i sistemi di previdenza per malattia e invalidità. Il governo dovrebbe continuare a intensificare la concorrenza in settori specifici e realizzare gli investimenti previsti nelle infrastrutture ferroviarie.

4) DISPOSIZIONI D'APPLICAZIONE

5) ALTRI LAVORI

Comunicazione della Commissione sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche nel 2002 [COM(2003) 4 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]
1. La Commissione fornisce una valutazione in merito all'attuazione delle raccomandazioni formulate negli indirizzi di massima del 2002 a livello globale nonché per ciascuno degli Stati membri.
BILANCIO DELLE POLITICHE MACROECONOMICHE
2. Crescita economica e inflazione. La ripresa economica non ha subito alcuna accelerazione nel corso del 2002. Per quanto la crescita sia rimasta modesta (secondo le stime ad un livello inferiore all'1%), la creazione di posti di lavoro è proseguita. Per contro, l'inflazione non è diminuita in misura significativa e persistono differenze tra gli Stati membri. Secondo Eurostat il passaggio all'euro ha determinato un incremento dell'inflazione nell'area dell'euro pari solo allo 0 - 0,2% per la prima metà del 2002.
3. Tassi d'interesse. La politica monetaria della BCE è rimasta immutata per la maggior parte del 2002. In dicembre, grazie alla riduzione del rischio d'inflazione, la BCE ha diminuito i suoi tassi d'interesse dello 0,5%.
4. Qualità e sostenibilità delle finanze pubbliche. Per effetto degli stabilizzatori automatici la situazione di bilancio è nettamente peggiorata. In alcuni Stati membri questo deterioramento va ascritto anche ad un allentamento della disciplina di bilancio. Taluni Stati membri alle prese con disavanzi strutturali ancora elevati non hanno registrato alcun progresso sulla via verso posizioni di bilancio prossime al pareggio o in attivo e talora hanno addirittura fatto passi indietro. Pertanto la Commissione ha adottato le misure previste nel patto di stabilità e crescita e nel trattato. Quanto alla sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo termine, è lungi dall'essere garantita nella maggior parte degli Stati membri e in particolare Belgio, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Austria e Portogallo devono ancora fare progressi.
5. Mercati del lavoro. Malgrado la mancanza di vigore della crescita economica, i mercati del lavoro hanno avuto un andamento piuttosto positivo nel 2002, facendo registrare una crescita continua dell'occupazione. Il tasso di disoccupazione nell'UE è aumentato solo dello 0,2% attestandosi al 7,6% della popolazione attiva. Tuttavia il processo di riforma del mercato del lavoro è andato avanti lentamente. Anche se la maggior parte degli Stati membri hanno adeguato i loro sistemi tributari e di prestazioni sociali affinché il lavoro fosse più attraente sotto il profilo finanziario, le misure adottate sono state per lo più puntuali e non inserite in un disegno globale.
6. Mercati dei prodotti. I progressi nel completamento del mercato interno sono stati deludenti in quanto solo 5 Stati membri hanno raggiunto l'obiettivo di riportare il deficit di attuazione della legislazione relativa al mercato interno al di sotto dell'1,5%. Inoltre il numero di procedure di infrazione continua ad essere troppo elevato. Per contro, sono stati registrati progressi per quanto concerne il rafforzamento delle autorità di regolamentazione e garanti della concorrenza e gli aiuti di Stato hanno continuato a diminuire nella maggior parte degli Stati membri. La liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni e dell'energia comincia ad avere effetti positivi per i consumatori. Ma in linea di massima la concorrenza resta insufficiente nelle industrie a struttura di rete.
7. Mercati dei capitali. L'integrazione dei mercati finanziari ha messo a segno notevoli progressi e gli obiettivi fissati al Consiglio di Barcellona saranno in gran parte raggiunti. Il coordinamento transfrontaliero della vigilanza finanziaria potrebbe essere ulteriormente rafforzato.
8. Iniziativa imprenditoriale. Il quadro normativo è migliorato in tutti gli Stati membri. Taluni hanno preso iniziative per alleggerire gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese, ridurre i tempi e i costi per l'istituzione di una nuova società, stimolare la concorrenza ed aumentare l'efficienza del settore pubblico e delle amministrazioni. Quanto all'attuazione della Carta europea per le piccole imprese, si sono registrati progressi in tutti gli Stati membri.
9. Società basata sulla conoscenza. L'Unione europea recupera lentamente il suo ritardo rispetto agli Stati Uniti nel settore dell'uso delle TIC, ma permangono differenze significative nel settore dei brevetti e della ricerca e dello sviluppo delle imprese. L'uso di Internet ha continuato a diffondersi.
10. Sviluppo sostenibile. Sono state adottate diverse misure, tra cui un aumento delle imposte sul consumo di energia (castellanodeutschenglishfrançais)e provvedimenti volti a proteggere l'ambiente; sono stati registrati altresì progressi nelle trattative sull'attuazione di un sistema comunitario di diritti di emissione negoziabili.
VALUTAZIONE PER STATO MEMBRO
11. Belgio. Il Belgio ha mantenuto la sua posizione di bilancio in pareggio. Ha inoltre registrato risultati positivi per quanto riguarda il mercato del lavoro (a parte la promozione della mobilità geografica) e i mercati dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza.
12. Danimarca. La Danimarca può essere considerata come uno dei paesi che hanno seguito maggiormente le raccomandazioni per paese contenute negli indirizzi di massima 2002. Sono stati messi a segno progressi in particolare per quanto concerne le finanze pubbliche e il mercato dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza.
13. Germania. La Repubblica federale di Germania ha compiuto pochi passi avanti nell'attuazione delle raccomandazioni, soprattutto per quanto riguarda le finanze pubbliche (la Germania ha superato la soglia del 3% fissata dal trattato per il disavanzo pubblico). Anche sul versante del mercato del lavoro, le raccomandazioni non sono state seguite in misura soddisfacente. Per contro, taluni progressi si sono registrati nei settori del mercato dei prodotti, dell'iniziativa imprenditoriale e della società basata sulla conoscenza.
14. Grecia. La Grecia ha realizzato progressi in materia di finanze pubbliche, compresa una riforma limitata del sistema pensionistico e del mercato del lavoro. Si sono compiuti passi avanti anche sul versante dei mercati dei prodotti, dell'iniziativa imprenditoriale e della società basata sulla conoscenza.
15. Spagna. Sono stati compiuti passi avanti sul versante delle finanze pubbliche: il bilancio spagnolo è rimasto in pareggio. Taluni progressi sono stati realizzati anche per quanto riguarda il mercato del lavoro, i mercati dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza, ad esempio per favorire l'adozione delle nuove tecnologie nelle imprese.
16. Francia. Il paese ha compiuto progressi limitati ai fini del risanamento delle sue finanze pubbliche. Per contro, l'attuazione delle raccomandazioni relative al mercato del lavoro ha fatto qualche passo avanti. Si sono presi provvedimenti per alleggerire gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese e per incoraggiare l'uso di Internet.
17. Irlanda. Risultati positivi sono stati registrati nel settore delle finanze pubbliche per quanto la politica di bilancio sia stata più espansionista del previsto. Sul mercato del lavoro sono stati presi provvedimenti per aumentare la partecipazione delle donne. Le raccomandazioni riguardanti i mercati dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza hanno avuto effetti positivi, come l'aumento della concorrenza nelle industrie a struttura di rete.
18. Italia. I progressi per quanto concerne le finanze pubbliche sono stati limitati. Per contro, l'attuazione delle raccomandazioni relative al mercato del lavoro ha fatto passi avanti. Negli altri settori sono stati adottati provvedimenti per alleggerire gli oneri amministrativi, aumentare la concorrenza e incoraggiare l'uso delle nuove tecnologie.
19. Lussemburgo. Il Lussemburgo ha compiuto progressi sul versante delle finanze pubbliche e del mercato del lavoro. Per quanto riguarda i mercati dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza, il paese non ha realizzato passi avanti decisivi ma sono state adottate misure per ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese.
20. Paesi Bassi. I Paesi Bassi hanno registrato progressi per quanto riguarda la situazione delle finanze pubbliche e del mercato del lavoro, in particolare grazie a misure che rendono il lavoro finanziariamente più allettante. Sono stati altresì presi provvedimenti per aumentare la concorrenza nel settore dei servizi e per favorire l'uso delle tecnologie dell'informazione.
21. Austria. I progressi del paese per quanto riguarda le finanze pubbliche sono stati limitati ed è stato impossibile raggiungere il pareggio di bilancio nel 2002. Anche nel mercato del lavoro, i risultati sono stati limitati. Per contro, vi sono stati progressi in materia di mercati dei prodotti, iniziativa imprenditoriale e società basata sulla conoscenza; risorse supplementari sono state accordate alla ricerca e gli oneri amministrativi sono stati ridotti.
22. Portogallo. Il Portogallo ha registrato progressi per quanto riguarda le finanze pubbliche e il disavanzo pubblico è diminuito nettamente nel 2002. Sul mercato del lavoro, sono stati realizzati passi avanti con l'attuazione della nuova strategia nazionale di apprendimento durante tutta la vita. Il Portogallo ha registrato progressi anche in materia di istruzione, ricerca e sviluppo, di utilizzo delle nuove tecnologie e di concorrenza nel settore delle industrie a struttura di rete.
23. Finlandia. La Finlandia ha fatto un certo numero di progressi in materia di finanze pubbliche. Tuttavia le spese dell'amministrazione centrale hanno superato l'obiettivo iniziale. L'attuazione delle raccomandazioni relative al mercato del lavoro ha fatto passi avanti, in particolare con l'alleggerimento della pressione fiscale sui salari bassi e medi. Il paese non ha ottenuto grandi risultati per quanto riguarda i mercati dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza.
24. Svezia. Il paese ha compiuto progressi soddisfacenti per quanto concerne le finanze pubbliche facendo registrare avanzi di bilancio significativi. Sul mercato del lavoro sono stati adottati provvedimenti come richiesto nelle raccomandazioni. Taluni passi avanti sono stati registrati anche negli altri settori, in particolare grazie a misure volte ad aumentare la concorrenza nei diversi campi.
25. Regno Unito. Il Regno Unito ha fatto passi avanti nell'attuazione delle raccomandazioni relative alle sue finanze pubbliche e gli investimenti sono stati potenziati conformemente alle raccomandazioni. Le misure prese nel settore del mercato del lavoro hanno migliorato l'occupabilità. Per quanto riguarda i mercati dei prodotti, l'iniziativa imprenditoriale e la società basata sulla conoscenza, i progressi sono soddisfacenti, in particolare nel settore della concorrenza.

 
Ultima modifica: 25.03.2003
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