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Sorveglianza delle politiche di bilancio

Scopo del regolamento in oggetto è sorvegliare e coordinare le politiche di bilancio degli Stati membri. Si tratta di misure preventive intese ad assicurare la disciplina di bilancio necessaria per il buon funzionamento dell'Unione europea. Il regolamento si applica sia agli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica che a quelli che non l'hanno ancora adottata.

ATTO

Regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

Il presente regolamento costituisce la parte preventiva del patto di stabilità e di crescita. Lo scopo è quello di sorvegliare e coordinare le politiche di bilancio degli Stati membri al fine di assicurare in maniera preventiva la disciplina di bilancio all’interno dell'Unione europea.

A questo scopo, il regolamento prevede un semestre europeo all’inizio di ogni anno per aiutare gli Stati membri ad attuare politiche di bilancio sane. Gli Stati membri sottopongono alla Commissione programmi di stabilità (per gli Stati membri che hanno adottato l'euro) e programmi di convergenza (per gli Stati membri non facenti parte dell'area dell'euro) in cui adottano un obiettivo di bilancio a medio termine. Tali programmi sono valutati dalla Commissione e sono oggetto di raccomandazioni del Consiglio, specifiche per ogni Stato.

Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche

Il Semestre europeo è un periodo di sei mesi nel corso del quale vengono esaminate le politiche di bilancio degli Stati membri.

All’inizio del semestre, il Consiglio individua le principali sfide economiche dell’Unione europea (UE) e fornisce direttive strategiche sulle politiche da seguire.

Successivamente e in base a tali direttive, gli Stati membri stabiliscono:

Al termine del semestre europeo e in seguito alla valutazione di tali programmi, il Consiglio fornisce alcune raccomandazioni a ciascuno Stato membro. In base al parere della Commissione, il Consiglio fa conoscere le sue valutazioni prima che gli Stati membri stabiliscano i propri bilanci definitivi per l’anno seguente.

Obiettivi di bilancio a medio termine

Ogni Stato membro fissa un obiettivo di disavanzo a medio termine per la posizione di bilancio, definito in termini strutturali. Questo obiettivo varia da uno Stato membro all'altro: tanto più esigente quanto più elevati saranno i livelli del debito e il costo stimato di invecchiamento della popolazione.

Per gli Stati membri che hanno adottato l'euro e per gli Stati membri che partecipano all' ERM2, l'obiettivo a medio termine si colloca oltre il - 1 % del PIL. Gli Stati membri possono rivedere il proprio obiettivo a medio termine se procedono a una grande riforma strutturale oppure ogni tre anni, in occasione della pubblicazione delle proiezioni che consentono di aggiornare il costo stimato dell’invecchiamento della popolazione.

La sorveglianza multilaterale: i programmi di stabilità e di convergenza

I programmi di stabilità e di convergenza costituiscono la base della sorveglianza multilaterale esercitata dal Consiglio dell'UE. La sorveglianza, prevista dall'articolo 121 del trattato sul funzionamento dell’UE, deve prevenire tempestivamente il determinarsi di disavanzi pubblici eccessivi e promuovere il coordinamento delle politiche economiche.

Ogni Stato membro trasmette un programma di stabilità (per gli Stati membri che hanno adottato l'euro) o di convergenza (per gli Stati membri che non fanno parte dell'area dell'euro) al Consiglio dell'UE e alla Commissione.

I programmi di stabilità o di convergenza comprendono:

  • l'obiettivo di bilancio a medio termine, il percorso di aggiustamento verso il conseguimento dell'obiettivo, il rapporto tra il saldo di bilancio della pubblica amministrazione e PIL, la prevista evoluzione del rapporto tra debito pubblico e PIL, il percorso di crescita previsto per la spesa pubblica, il percorso programmato di crescita delle entrate pubbliche a politiche invariate, nonché una stima delle misure discrezionali programmate in materia di entrate;
  • informazioni sulle passività implicite legate all’invecchiamento e sulle passività contingenti, come le garanzie pubbliche, il cui impatto può avere vaste ripercussioni sui conti pubblici;
  • dati sulla coerenza del programma con gli indirizzi di massima di politica economica e il programma nazionale di riforma;
  • le principali ipotesi sulle prospettive economiche che possono influenzare la realizzazione dei programmi di stabilità e di convergenza (crescita, occupazione, inflazione e altre variabili di rilievo);
  • la valutazione e l'analisi particolareggiata dei provvedimenti di bilancio e delle altre misure di politica economica adottati o proposti per conseguire l'obiettivo del programma;
  • l'analisi delle ripercussioni di eventuali modifiche delle principali ipotesi economiche sulla posizione di bilancio e sul debito;
  • qualora si verifichi, i motivi della deviazione rispetto al percorso di aggiustamento necessario per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine.

I programmi di stabilità e di convergenza sono presentati ogni anno ad aprile. Gli Stati membri rendono pubblici i programmi.

L'esame dei programmi di stabilità e di convergenza

Sulla base delle valutazioni della Commissione e del comitato economico e finanziario, il Consiglio esamina gli obiettivi di bilancio a medio termine presentati dagli Stati membri nei loro programmi. In particolare verifica:

  • se l'obiettivo di bilancio a medio termine si basi su ipotesi economiche realistiche;
  • se le misure adottate o previste sono sufficienti per conseguire gli obiettivi di bilancio;
  • se, nel valutare il percorso di aggiustamento, lo Stato membro interessato proceda a migliorare annualmente il saldo di bilancio, tenuto conto delle variazioni congiunturali;
  • se la crescita annuale della spesa pubblica dello Stato membro interessato non è troppo alta, ovvero se non supera un tasso di riferimento a medio termine.

Nelle sue valutazioni, il Consiglio tiene conto dell'attuazione di grandi riforme strutturali, per esempio la riforma delle pensioni.

Il Consiglio procede all'esame del programma nei tre mesi successivi alla presentazione. Su raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario,il Consiglio esprime il suo parere sul programma e può chiedere allo Stato membro in questione di modificarlo se ritiene che sia necessario rafforzarne gli obiettivi e il contenuto.

Evitare il determinarsi di un disavanzo eccessivo: meccanismo di allarme preventivo

Nel quadro della sorveglianza multilaterale, il Consiglio segue l'attuazione dei programmi di stabilità e di convergenza in base alle informazioni fornite dagli Stati membri e alle valutazioni effettuate dalla Commissione e dal comitato economico e finanziario.

Se quindi la Commissione constata uno scostamento significativo rispetto all'obiettivo di bilancio a medio termine o al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo, rivolge un avvertimento allo Stato membro interessato. Se entro un mese la situazione non cambia, il Consiglio rivolge delle raccomandazioni allo Stato interessato per evitare il determinarsi di un disavanzo eccessivo ("meccanismo di allarme preventivo", articolo 121, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell’UE).

Inoltre, le raccomandazioni adottate dal Consiglio possono essere rese pubbliche.

Contesto

Il patto di stabilità e di crescita è un complesso di norme finalizzato all’attuazione di una sorveglianza economica e di bilancio a livello europeo. L’obiettivo è garantire la stabilità economica e finanziaria dell’UE.

Gli Stati membri devono quindi adottare delle politiche di bilancio sane al fine di evitare l’apparire di disavanzi pubblici eccessivi che potrebbero mettere in pericolo la stabilità economica e finanziaria dell’UE.

Nel 2011 il patto di stabilità e di crescita è stato oggetto di riforma. Le nuove misure adottate costituiscono una tappa importante per garantire la disciplina di bilancio, favorire la stabilità dell’economia europea e prevenire una nuova crisi all’interno dell’Unione.

Il patto raggruppa pertanto, ad oggi, sei atti legislativi che sono entrati in vigore il 13 dicembre 2011:

  • il regolamento (UE) n. 1173/2011 relativo all’effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro;
  • il regolamento (UE) n. 1174/2011 sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro;
  • il regolamento (UE) n. 1175/2011 che modifica il presente regolamento sulle procedure di sorveglianza delle posizioni di bilancio;
  • il regolamento (UE) n. 1176/2011 sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici;
  • il regolamento (UE) n. 1177/2011 che modifica la procedura per i disavanzi eccessivi;
  • la direttiva n. 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 1466/97

1/7/1998

-

GU L 209 del 2.8.1997

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 1055/2005

27.7.2005

-

GU L 174 del 7.7.2005

Regolamento (UE) n. 1175/2011

13.12.2011

-

GU L 306 del 23.11.2011

 
Ultima modifica: 06.01.2012

Vedi anche

Per ulteriori informazioni, consultare il sito Internet della direzione generale Affari economici e finanziari:

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