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Meccanismo di cambio (ERM II) tra l’euro e le valute nazionali partecipanti

Questo accordo stabilisce un meccanismo di cambio che succede al vecchio sistema monetario europeo (SME) che ha cessato di esistere con l’introduzione dell’euro. L’obiettivo dell’ERM II è mantenere la stabilità dei tassi di cambio tra l’euro e le valute nazionali partecipanti all’ERM II per evitare fluttuazioni dei tassi di cambio troppo rilevanti nel mercato interno. L’accordo del 16 marzo 2006 sostituisce per ragioni di chiarezza e di trasparenza l’accordo precedente concluso nel settembre 1998, modificato varie volte per ragioni tecniche.

ATTO

Accordo, del 16 marzo 2006, tra la Banca centrale europea (EN) e le banche centrali nazionali degli Stati membri non appartenenti all’area dell’euro che stabilisce le procedure operative di un meccanismo di cambio per la terza fase dell’unione economica e monetaria [Cfr. Atti di modifica].

SINTESI

Affinché siano garantiti i flussi commerciali tra gli Stati membri, il mercato unico non deve essere compromesso da disallineamenti dei tassi di cambio reali o da fluttuazioni eccessive dei tassi di cambio nominali tra l’euro e le altre valute dell’Unione europea. L’accordo mira ad assicurare un contesto economico stabile tramite la creazione di un meccanismo di cambio (ERM II) tra l’euro e le valute nazionali partecipanti a questo meccanismo. La partecipazione all’ERM II è facoltativa per gli Stati membri che non appartengono all’area dell’euro. Si prevede che gli Stati membri che sono oggetto di una deroga aderiscano al meccanismo. L’ERM II garantisce che gli Stati membri partecipanti al meccanismo orientino le rispettive politiche verso la stabilità e la convergenza, aiutandoli nei loro sforzi per l’adozione dell’euro.

Definizione di una parità centrale e di bande d’intervento

Per la valuta di ogni Stato membro partecipante non appartenente all’area dell’euro viene definita una parità centrale rispetto all’euro. Vi è una banda di oscillazione standard di +/- 15 % rispetto alle parità centrali. I partecipanti all’accordo comune sulle parità centrali, compresa la Banca centrale europea (BCE), hanno il diritto di avviare una procedura confidenziale volta al riesame delle parità centrali.

Le decisioni sono prese di comune accordo dai ministri degli Stati membri partecipanti all’area dell’euro, dalla BCE e dai ministri e governatori delle banche centrali degli Stati membri che non appartengono all’area dell’euro ma che partecipano al nuovo meccanismo, secondo una procedura comune cui prende parte la Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario.

L’accordo prevede in linea di massima interventi in euro e nelle valute nazionali degli Stati membri che partecipano all’ERM II. La BCE e le BCN partecipanti si comunicano tutti gli interventi in cambi, che possono essere interventi ai margini o interventi intramarginali coordinati:

  • Interventi ai margini. In linea di massima sono automatici e illimitati. Ma la BCE e le BCN partecipanti non appartenenti all’area dell’euro possono sospendere gli interventi automatici se entrano in conflitto con il loro obiettivo principale, cioè il mantenimento della stabilità dei prezzi;
  • Interventi intramarginali coordinati. La BCE e le BCN partecipanti non appartenenti all’area dell’euro possono decidere di procedere ad interventi intramarginali coordinati.

L’accordo preliminare della BCN che emette la valuta d’intervento diversa dall’euro è richiesto quando un’altra banca centrale del SEBC (sistema europeo di banche centrali) utilizza tale valuta per importi superiori ai limiti stabiliti di comune accordo.

Ogni BCN non appartenente all’area dell’euro che utilizza l’euro per importi che superano i limiti stabiliti informa immediatamente la BCE.

La banca che effettua un’operazione diversa da un intervento, che riguarda almeno una valuta non appartenente all’area dell’euro o l’euro e che supera i limiti stabiliti, deve informare precedentemente la banca centrale o le banche centrali interessate.

Interventi: facilitare il finanziamento a brevissimo termine

Per gli interventi in euro o nelle valute nazionali partecipanti non appartenenti all’area dell’euro, la BCE e le BCN rispettive si facilitano reciprocamente il credito a brevissimo termine. Si tratta dei finanziamenti degli interventi ai margini o intramarginali:

  • Finanziamento degli interventi ai margini. Il finanziamento a brevissimo termine è, in via di principio, disponibile automaticamente e senza limite d’importo per il finanziamento di interventi ai margini nelle valute partecipanti. La BCE e le BCN partecipanti non appartenenti all’area dell’euro possono sospendere il finanziamento automatico se questo dovesse entrare in conflitto con il mantenimento della stabilità dei prezzi;
  • Finanziamento degli interventi intramarginali. Il finanziamento a brevissimo termine può essere reso disponibile per il finanziamento degli interventi intramarginali, previo accordo della banca centrale che emette la valuta d’intervento. Inoltre, devono essere rispettate le condizioni seguenti: l’importo non deve superare il limite massimo previsto all’allegato II dell’accordo, e la banca centrale debitrice deve utilizzare le proprie riserve in valuta estera in modo adeguato prima di ricorrere a questo strumento.

La scadenza iniziale delle operazioni di finanziamento a brevissimo termine è di tre mesi. Può essere dilazionata automaticamente una volta per un massimo di tre mesi, ma l’importo totale del debito non può mai superare il limite previsto per la banca centrale debitrice all’allegato II. I debiti che superano i limiti possono essere rinnovati per tre mesi previo accordo della banca centrale creditrice. I debiti che sono già stati rinnovati automaticamente per tre mesi possono essere rinnovati per altri tre mesi previo accordo della banca centrale creditrice. Le operazioni assumono la forma di vendite e di acquisti a pronti di valute partecipanti, generando posizioni di credito e debito corrispondenti.

Rafforzamento della cooperazione

Su iniziativa di uno Stato membro partecipante non appartenente all’area dell’euro, è possibile rafforzare la cooperazione in materia di tassi di cambio. Su richiesta dello Stato membro interessato possono essere fissate bande di oscillazione più strette di quella standard, formalmente convenute e sostenute, in linea di principio, tramite ricorso al finanziamento e all’intervento automatico.

Sorvegliare il funzionamento del sistema

Il consiglio generale della BCE sorveglia il funzionamento dell’ERM II e assicura il coordinamento delle politiche monetarie e dei cambi, nonché la gestione dei meccanismi d’intervento e di finanziamento definiti nell'accordo.

L'accordo prevede il rafforzamento della cooperazione in materia di tassi di cambio tra le BCN partecipanti non appartenenti all’area dell’euro e la BCE. Le BCN che non appartengono all’area dell’euro e che non partecipano all’ERM II cooperano con la BCE e le BCN partecipanti non appartenenti all’area dell’euro nel quadro di concertazioni e/o di altri scambi di informazioni.

Modifiche dell’accordo

Il presente accordo deve essere modificato ogniqualvolta una nuova banca centrale nazionale entra a far parte dell’accordo sull’ERM II, come pure ogniqualvolta una banca centrale nazionale cessa di far parte dell’accordo, in particolare quando lo Stato membro in questione adotta l’euro come moneta unica.

L’accordo è quindi stato modificato per tenere conto dell’adesione all’area dell’euro da parte della Slovenia, di Cipro e Malta, della Slovacchia e dell’Estonia, nonché per l’ingresso nell’UE della Romania e della Bulgaria.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine per l'attuazione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Accordo del 16 marzo 2006

1.4.2006

-

GU C 73 del 25.3.2006

Atti di modificaEntrata in vigoreTermine per l'attuazione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Accordo del 21 dicembre 2006

1.1.2007

-

GU C 14 del 20.1.2007

Accordo del 14 dicembre 2007

1.1.2008

GU C 319 del 29.12.2007

Accordo dell’8 dicembre 2008

1.1.2009

-

GU C 16 del 22.1.2009

Accordo del 13 dicembre 2010

1.1.2011

-

GU C 5 dell’8.1.2011

Ultima modifica: 19.09.2011
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