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Riserve obbligatorie minime della BCE

L’obiettivo principale delle riserve obbligatorie minime è la stabilizzazione dei tassi di interesse del mercato monetario. Le riserve obbligatorie minime permettono agli enti creditizi di attenuare le fluttuazioni di liquidità, come quelle indotte dalla domanda di banconote. Inoltre, le riserve obbligatorie minime dell'Eurosistema fanno emergere oppure mettono in rilievo la necessità strutturale di rifinanziamento, cosa che facilita la gestione delle liquidità sul mercato monetario da parte della Banca centrale europea (BCE).

ATTO

Regolamento (CE) n. 2531/98 del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 318 del 27.11.1998] [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

Il presente regolamento garantisce che il sistema delle riserve obbligatorie minime applicabile agli enti creditizi e alle loro succursali negli Stati membri sia identico in tutta la zona euro. Come strumento della politica monetaria, le riserve obbligatorie minime sono utilizzate principalmente per stabilizzare i tassi di interesse e attenuare le fluttuazioni indipendenti della liquidità del mercato monetario attraverso una modifica dei coefficienti di riserva. Il regolamento definisce innanzitutto i seguenti termini chiave:

  • «istituzione», cioè qualsiasi organismo di uno Stato membro partecipante che può essere sottoposto dalla Banca centrale europea (BCE) all'obbligo di mantenimento delle riserve minime;
  • «aliquota di riserva», la percentuale dell'aggregato per la riserva obbligatoria che la BCE può fissare in applicazione dell'articolo 19.1 dello statuto. L'aliquota di riserva non può superare il 10% delle passività componenti l’aggregato soggetto all’obbligo di riserva minima, ma può anche essere dello 0%. Tale approccio vuole conferire alla BCE la flessibilità necessaria per perseguire i propri obiettivi e tiene conto delle aliquote di riserva imposte dalle banche centrali nazionali che richiedono attualmente la costituzione di riserve. Allo stesso tempo, il regolamento cerca di garantire che il sistema di riserve obbligatorie minime sia uguale in tutta la zona euro. Per questo, non indurrà fenomeni di delocalizzazione degli enti creditizi;
  • «sanzioni», le ammende, le penalità di mora, gli interessi a titolo di penalità e i depositi infruttiferi.

Dare effetto allo statuto del SEBC

Il presente regolamento è necessario per dare effetto all'articolo 19.2 dello statuto del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC), secondo cui il Consiglio definisce la base per le riserve minime (depositi, titoli immobilizzati, strumenti del mercato monetario) e i coefficienti di riserva massimi ammissibili e la relativa raccolta soggetta a riserva, nonché le sanzioni in caso di inadempienza.

Esenzioni e raccolta d'informazioni

La BCE può, su una base non discriminatoria, esentare alcuni enti dall'obbligo di riserve minime in base ai propri criteri stabiliti. Essa ha il diritto di riunire e verificare le informazioni necessarie all'applicazione degli obblighi in materia di riserve. Tale diritto di verifica comprende il diritto di:

  • richiedere l'esibizione di documenti;
  • esaminare i libri e i registri contabili delle istituzioni;
  • eseguire copie o estratti dei libri e dei registri contabili;
  • richiedere chiarimenti scritti o orali.

Tale diritto corrisponde a un giusto equilibrio fra i diritti delle istituzioni soggette agli obblighi e le necessità della BCE per l’assolvimento dei suoi compiti. Inoltre, la BCE può delegare l'esercizio dei propri diritti alle banche nazionali.

Sanzioni

Relativamente alle sanzioni applicabili a un'istituzione che non rispetta gli obblighi di riserva minima imposti ai sensi del presente regolamento e dei regolamenti o decisioni adottati dalla BCE in materia, la BCE può irrogare una delle seguenti sanzioni:

  • il pagamento di una somma fino a 5 punti percentuali sopra al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale del SEBC, calcolato sulla differenza tra la riserva dovuta e quella effettivamente mantenuta;
  • un pagamento pari a due volte il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale del SEBC, calcolato sulla differenza tra la riserva dovuta e quella effettivamente mantenuta;
  • l'obbligo per l'istituzione interessata di costituire un deposito infruttifero presso la BCE o le banche centrali nazionali fino a 3 volte la differenza tra la riserva dovuta e quella effettivamente mantenuta. La scadenza del deposito non può superare il periodo di inosservanza degli obblighi di riserva.

Entrata in vigore

L’articolo 5 del regolamento, che riguarda il potere normativo (diritto di esentare le istituzioni, base delle riserve obbligatorie, tasso delle riserve), si applica a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento, ossia il 27 novembre 1998. I restanti articoli si applicano a decorrere dal 1º gennaio 1999, data di entrata in vigore della terza fase dell'unione economica e monetaria.

Regolamento (CE) n. 134/2002

Questo regolamento proroga a due mesi il periodo a disposizione del consiglio direttivo per adottare una decisione sull'attuazione della procedura di riesame di cui all'articolo 3, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 2532/98.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 2531/98

27.11.1998

-

Gazzetta ufficiale L 318 del 27.11.1998

Atto(i) modificatore(i)Entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 134/2002

26.1.2002

-

Gazzetta ufficiale L 24 del 26.1.2002

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE) n.25/2009della Banca centrale europea del 19 dicembre 2008 relativo al bilancio del settore delle istituzioni finanziarie monetarie (rifusione)(BCE/2008/32) [Gazzetta ufficiale L 15 del 20 gennaio 2009].
Le istituzioni finanziarie monetarie (IFM) sono soggette all'obbligo di segnalazione dei propri conti consolidati alla Banca centrale europea (BCE). Per IFM si intendono gli enti creditizi o le istituzioni finanziarie che ricevono depositi, concedono crediti e fanno investimenti in titoli per conto proprio. Si tratta principalmente delle banche centrali, degli enti creditizi (che possono essere, ai sensi della direttiva 2006/48/CE, istituti di moneta elettronica) e dei fondi comuni monetari (FCM).

Le dichiarazioni statistiche, mensili e annuali, servono per calcolare l'aggregato soggetto a riserva minima della BCE. L’obbligo di segnalazione può essere ridotto per le piccole IFM, i fondi comuni monetari (FCM) e gli istituti di moneta elettronica, che sono considerati come società non finanziarie.
Il presente regolamento istituisce obblighi di segnalazione statistica aggiuntivi per le operazioni di cartolarizzazione e le cessioni di crediti (flussi netti di prestiti cartolarizzati e di altre cessioni di crediti, consistenze in essere alla fine del trimestre e alla fine del periodo).
Regolamento (CE) n.1745/2003della Banca centrale europea del 12 settembre 2003 sull'applicazione di riserve obbligatorie minime (BCE/2003/9) [Gazzetta ufficiale L 250 del 2.10.2003].
Tale regolamento contiene le definizioni, le modalità di calcolo e di mantenimento delle riserve obbligatorie minime, nonché le norme per la segnalazione e la verifica. Sostituirà il regolamento (CE) n. 2818/98, a decorrere dal 23 gennaio 2004 e dal 9 marzo 2004 relativamente ad alcune disposizioni del suo articolo 5. Il nuovo regolamento riunisce le disposizioni del precedente regolamento e le modifiche sostanziali in un testo unico e apporta nuove modifiche relativamente a quanto segue:

  • il deposito di riserve presso le banche centrali nazionali della zona euro;
  • le modalità di calcolo e di mantenimento delle riserve;
  • le regole di segnalazione e verifica;
  • il calendario dei periodi di mantenimento;
  • le procedure di notifica e di riscontro delle riserve obbligatorie minime.

Versione consolidata (pdf ).

Introduzione dell'euro

Decisione2008/892/CE della Banca centrale europea del 28 ottobre 2008 in merito alle disposizioni transitorie per l’applicazione delle riserve minime da parte della Banca centrale europea in seguito all’introduzione dell’euro in Slovacchia (BCE/2008/14).

Regolamento (CE) n.1348/2007 della Banca centrale europea, del 9 novembre 2007, in merito alle disposizioni transitorie per l’applicazione delle riserve minime da parte della Banca centrale europea in seguito all’introduzione dell’euro a Cipro e Malta (BCE/2007/11).

Regolamento (CE) n.1637/2006 della Banca centrale europea del 2 novembre 2006 in merito alle disposizioni transitorie per l’applicazione delle riserve minime da parte della Banca centrale europea in seguito all’introduzione dell’euro in Slovenia (BCE/2006/15).

Regolamento (CE) n.2548/2000della Banca centrale europea, del 2 novembre 2000, sulle disposizioni transitorie per l'applicazione di riserve obbligatorie minime da parte della Banca centrale europea in seguito all'introduzione dell'euro in Grecia (BCE/2000/11) [Gazzetta ufficiale L 291 del 18.11.2000].

Ultima modifica: 29.05.2009

Vedi anche

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