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Diritto monetario degli Stati membri partecipanti

Il presente regolamento definisce le norme applicabili in materia monetaria negli Stati membri che hanno adottato l’euro.

ATTO

Regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio, del 3 maggio 1998, relativo all’introduzione dell’euro [Cfr. atti modificatori].

SINTESI

Il presente regolamento definisce le norme in materia monetaria negli Stati membri che hanno adottato l’euro come moneta unica e descrive le tappe relative all’introduzione dell’euro in uno Stato membro.

Dopo l’adozione dell’euro, uno Stato membro può beneficiare di un periodo transitorio o di un periodo di abbandono graduale per agevolare il passaggio alla moneta unica. A quel punto l’euro viene introdotto nello Stato membro e poi sostituirà la vecchia moneta nazionale in modo permanente.

Periodo transitorio

Il periodo transitorio ha una durata massima di tre anni. Ha inizio alla data di adozione dell’euro e termina alla data della sostituzione del denaro liquido dello Stato membro:

  • la data di adozione dell’euro è la data a partire dalla quale lo Stato membro entra nella terza fase dell’unione economica e monetaria. Questa tappa è oggetto di una decisione del Consiglio che autorizza l’adesione all’euro dello Stato membro interessato.
  • la data di sostituzione del denaro liquido è la data a partire dalla quale l’euro acquisisce corso legale nel territorio dello Stato membro. Possono quindi essere utilizzate le monete e le banconote in euro nello Stato membro interessato.

Il periodo di transizione ha lo scopo di permettere una transizione armoniosa tra la moneta nazionale dello Stato membro e l’euro. In questo periodo continua ad applicarsi la normativa dello Stato membro in materia monetaria in vigore prima dell’adozione dell’euro. La moneta nazionale conserva quindi il suo corso legale nel territorio dello Stato membro e può continuare ad essere utilizzata.

Nel periodo di transizione, lo Stato membro ha la possibilità di preparare il passaggio all’euro nel paese e dunque si può cominciare ad utilizzare l’euro per alcune operazioni finanziarie:

  • le operazioni bancarie: ad esempio una banca che riceve un pagamento in unità euro deve eseguire la conversione necessaria (in base al tasso di conversione) per accreditare il denaro su un conto denominato nell’unità monetaria nazionale (e viceversa);
  • il debito pubblico in essere e la spesa pubblica dello Stato membro: gli importi relativi a tali spese potranno essere espressi in euro;
  • in alcuni mercati, soprattutto nel settore dei valori mobiliari e delle merci: l’unità monetaria nazionale potrà essere sostituita dall’unità euro nelle transazioni.

Tuttavia, il periodo di transizione non è obbligatorio. Ciò significa che la data di adozione dell’euro può coincidere con quella della sostituzione del denaro liquido. In questo caso, lo Stato membro deve comunque applicare un periodo di abbandono graduale.

Periodo di abbandono graduale

Il periodo di abbandono graduale ha una durata massima di un anno ed è valido soltanto per gli Stati che non hanno introdotto un periodo transitorio tra l’adozione dell’euro e la data della sostituzione del denaro liquido.

L’obiettivo del periodo di abbandono graduale è la sostituzione graduale della moneta nazionale con l’euro. Nel corso di tale periodo, l’unità di base deve essere l’euro, ma è comunque possibile fare riferimento alla vecchia unità monetaria nazionale.

Sostituzione della moneta nazionale con l’euro

A partire dalla data della sostituzione del denaro liquido, l’euro acquisisce corso legale e diventa la moneta ufficiale dello Stato membro.

A questo punto l’euro sostituisce la moneta nazionale in base al tasso di conversione stabilito dal Consiglio. Inoltre, le banconote e le monete denominate in euro diventano le uniche ad avere corso legale nello Stato membro. Quindi, ogni riferimento alle unità monetarie nazionali fatto prima della sostituzione del denaro liquido è considerato come un riferimento all’euro con l’applicazione del tasso di conversione.

Va sottolineato che la vecchia moneta nazionale può essere ancora utilizzata dopo la sostituzione del denaro liquido durante un periodo di «doppia circolazione» che non può essere superiore a sei mesi.

Banconote e monete denominate in euro

L’euro diventa l’unità di conto della Banca centrale europea (BCE) e delle banche centrali nazionali degli Stati membri partecipanti. Inoltre, la BCE e le banche centrali nazionali sono autorizzate a immettere in circolazione le banconote e le monete denominate in euro. Tali banconote e monete sono le uniche aventi corso legale nella zona euro.

Oltre a ciò, gli Stati partecipanti sono responsabili della lotta contro la contraffazione e la falsificazione delle banconote e delle monete in euro.

Adattare il regolamento agli allargamenti della zona euro

Il presente regolamento è oggetto di modifica ogni qualvolta un nuovo Stato membro adotti l’euro, cita in allegato gli Stati membri che prendono parte alla zona euro e indica per ciascuno di essi la data di adozione dell’euro e la data della sostituzione del denaro liquido.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 974/98

1.1.1999

-

GU L 139 dell’11.5.1998

Atti modificatoriEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 2596/2000

1.1.2001

-

GU L 300 del 29.11.2000

Regolamento (CE) n. 2169/2005

18.1.2006

-

GU L 346 del 29.12.2005

Regolamento (CE) n. 1647/2006

1.1.2007

-

GU L 309 del 9.11.2006

Regolamento (CE) n. 835/2007

1.1.2008

-

GU L 186 del 18.7.2007

Regolamento (CE) n. 836/2007

1.1.2008

-

GU L 186 del 18.7.2007

Regolamento (CE) n. 693/2008

1.1.2009

-

GU L 195 del 24.7.2008

Regolamento (UE) n. 670/2010

1.1.2011

-

GU L 196 del 27.8.2010

Ultima modifica: 23.10.2010
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