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Introdurre l'euro: i criteri di convergenza

Per poter adottare l'euro come moneta unica, uno Stato membro deve soddisfare una serie di condizioni economiche e finanziarie dette anche criteri di convergenza. Le condizioni sono quattro:

  • la stabilità dei prezzi;
  • la situazione delle finanze pubbliche;
  • la partecipazione al meccanismo di cambio del sistema monetario europeo;
  • la convergenza dei tassi d'interesse.

Pertanto, quando uno Stato membro si candida all'adozione dell'euro, il Consiglio dell'Unione europea (UE) si accerta che lo Stato membro soddisfi ciascuno dei quattro criteri. Se del caso, il Consiglio adotta una decisione che autorizza lo Stato membro ad adottare l'euro e che precisa i risultati dello Stato membro interessato per quanto riguarda i criteri di convergenza.

La stabilità dei prezzi

Gli Stati membri devono raggiungere una stabilità dei prezzi sostenibile. Per valutare tale criterio, il Consiglio osserva il tasso d'inflazione dello Stato membro nel corso di un periodo di un anno. Successivamente, esso confronta tale tasso con il tasso d'inflazione dei tre Stati membri che presentano il migliore risultato in termini di stabilità dei prezzi. Se il tasso dello Stato membro candidato non supera di oltre 1,5 punti percentuali quello dei tre migliori Stati membri, il criterio di stabilità dei prezzi è soddisfatto.

La situazione delle finanze pubbliche

Lo Stato membro candidato deve possedere finanze pubbliche sostenibili. Ovvero, il bilancio dello Stato membro non deve presentare un disavanzo eccessivo.

Partecipazione al meccanismo di cambio del sistema monetario europeo

Il meccanismo di cambio europeo è un meccanismo di tassi di cambio tra l'euro e le monete degli Stati membri che non hanno adottato l'euro. Il suo obiettivo principale è quello di stabilizzare il corso delle monete europee evitando fluttuazioni troppo importanti tra il valore dell'euro e quello delle altre monete nazionali.

Uno Stato membro candidato all'introduzione dell'euro deve aver partecipato al meccanismo di tasso di cambio europeo da almeno due anni. Inoltre, esso non deve aver conosciuto una tensione grave nel corso della sua moneta durante questi due anni.

Convergenza dei tassi d'interesse a lungo termine

I tassi d'interesse a lungo termine sono calcolati sulla base dei prestiti degli Stati membri, vale a dire qualora essi emettono obbligazioni o titoli equivalenti.

Il tasso d'interesse a lungo termine di uno Stato membro candidato all'introduzione dell'euro è quindi rapportato a un valore di riferimento. Tale valore di riferimento corrisponde alla media del tasso d'interesse a lungo termine dei tre Stati membri dell'UE che presentano i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi. Per soddisfare tale criterio, il tasso d'interesse dello Stato membro candidato non deve superare di oltre il 2% il valore di riferimento.

Relazioni di convergenza

Gli Stati membri che non soddisfano i criteri di convergenza sono oggetto di deroga alla terza fase dell'Unione economica e monetaria. Almeno una volta ogni due anni la Commissione e la Banca centrale europea presentano delle relazioni sulla convergenza degli Stati membri. Tali relazioni esaminano i progressi compiuti dagli Stati membri per quanto riguarda i criteri di convergenza.

Si ricorda che la Danimarca e il Regno Unito sono oggetto di deroga alla terza fase dell'unione economica e monetaria. Questi due Stati membri non intendono per il momento adottare l'euro. Essi non hanno quindi obblighi rispetto ai criteri di convergenza.

Contesto

I criteri di convergenza hanno come base giuridica l'articolo 140 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (UE) e sono definiti nel protocollo n. 13 allegato ai trattati istitutivi dell'UE.

Ultima modifica: 15.10.2010
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