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Da una strategia per l'Africa a un partenariato strategico UE - Africa

Due anni dopo l'adozione della strategia dell'Unione europea (UE) per l'Africa, nel 2005, l'UE e l'Africa ridefiniscono il loro partenariato alla luce delle profonde trasformazioni subite negli ultimi anni. È arrivato il momento di passare da una strategia per l'Africa a un partenariato strategico con l'Africa.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 27 giugno 2007 - Dal Cairo a Lisbona – Il partenariato strategico UE-Africa [COM(2007) 357 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

CONTESTO STORICO: DAL CAIRO A LISBONA

Il primo vertice storico fra l'Unione europea (UE) e l'Africa, svoltosi al Cairo nel 2000, ha avviato un dialogo politico più strutturato fra l'UE e l'Africa, basato in particolare sulle riunioni periodiche fra alti funzionari e ministri. A seguito della creazione nel 2001 del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD) e, nel 2002, dell'Unione africana (UA), un secondo vertice avrebbe dovuto svolgersi a Lisbona nel 2003, ma è stato rinviato a causa di disaccordi circa la partecipazione di alcuni paesi.

Nell'ottobre 2005, durante una riunione congiunta con la Commissione dell'UA, la Commissione europea ha adottato una comunicazione sulla strategia dell'UE per l'Africa, formalmente approvata dal Consiglio europeo del dicembre dello stesso anno. Questa strategia ha portato a una maggiore coerenza politica in seno all'UE e a una migliore coordinazione delle politiche della Commissione e degli Stati membri nei riguardi dell'Africa.

Nel dicembre 2005, i partecipanti alla quinta riunione ministeriale UE- Africa a Bamako hanno deciso che la tappa successiva sarebbe stata lo sviluppo di una strategia congiunta UE-Africa. Questa posizione è stata successivamente confermata dal Consiglio europeo nel dicembre 2006 e dal vertice dell'UA nel gennaio 2007.

Questa strategia congiunta dovrà contribuire al dialogo politico fra l'UE e l'Africa al fine di:

  • superare la semplice cooperazione allo sviluppo, aprendo il dialogo alle questioni politiche comuni e alle questioni di interesse comune;
  • ampliare il contesto del continente africano, andando oltre la strategia basata esclusivamente sulle questioni africane per affrontare dei temi di interesse europeo e globale e agire conseguentemente in seno ai forum competenti;
  • abbandonare l'appoggio frammentario alle aspirazioni africane per ricercare delle soluzioni di respiro regionale e globale alle sfide più importanti;
  • garantire una maggiore partecipazione dei cittadini africani ed europei al partenariato strategico e contribuire così al rafforzamento della società civile nei due continenti.

In seguito all'approvazione degli orientamenti generali della strategia congiunta da parte dell'ottava troika ministeriale UE-Africa, la strategia finale è stata adottata in occasione del secondo vertice euroafricano (cfr. "Atti collegati").

PROPOSTE PER LA STRATEGIA CONGIUNTA UE-AFRICA

La strategia congiunta perseguirà quattro obiettivi politici, in particolare:

  • rafforzare il partenariato al fine di trasformarlo in un vero partenariato tra uguali;
  • promuovere le questioni chiave in materia di sviluppo come la pace e la sicurezza, il buon governo e i diritti dell'uomo, il commercio e l'integrazione regionale e continentale in Africa;
  • formulare risposte congiunte alle sfide di livello globale;
  • promuovere un partenariato di ampia portata, diversificato e incentrato sulle persone.

In concreto, la Commissione propone cinque iniziative comuni, che saranno incluse in un piano d'azione allegato alla strategia congiunta. Esse sono:

Un partenariato per l'energia

Questo partenariato costituirà una piattaforma con lo scopo di:

  • consolidare il dialogo esistente su questioni come l'accesso alle risorse energetiche e la sicurezza energetica;
  • aumentare gli investimenti nelle infrastrutture energetiche;
  • utilizzare una maggiore parte delle entrate derivanti dal petrolio e dal gas per delle attività di sviluppo;
  • integrare la questione del cambiamento climatico nella cooperazione allo sviluppo.

Inoltre, esso si dovrà sviluppare sulla base di strumenti esistenti, ossia:

  • il quadro generale del partenariato UE-Africa per le infrastrutture e il relativo fondo fiduciario;
  • l’iniziativa dell’UE per l’energia (EUEI) (EN) e il suo dispositivo ACP per l'energia ( castellano deutsch english français );
  • i programmi indicativi nazionali e regionali nel quadro del decimo fondo europeo di sviluppo (FES);
  • il programma tematico ( castellano deutsch english français ) per l'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse, tra cui l'energia.

Un partenariato per il cambiamento climatico

Il partenariato favorirà la cooperazione fra l'UE e l'UA nei seguenti settori:

  • la riduzione dei rischi legati alle catastrofi naturali;
  • la lotta contro la deforestazione;
  • la partecipazione dei paesi in via di sviluppo al mercato mondiale del carbonio;
  • la promozione e la diffusione di tecnologie rispettose dell'ambiente;
  • il miglioramento del controllo sulle conseguenze ambientali del cambiamento climatico.

Nel gennaio 2007, in considerazione della vulnerabilità dell'Africa al cambiamento climatico, i dirigenti dell'UA si sono impegnati, con la dichiarazione di Addis Abeba, ad integrare il cambiamento climatico nelle politiche, nei programmi e nelle attività di sviluppo a livello nazionale e subregionale. Ciò rappresenta una buona base per un partenariato fra l'UE e l'UA in questo settore.

Un partenariato per l'immigrazione, la mobilità e l'occupazione

In materia di immigrazione, la collaborazione fra l'UE e l'Africa sarà imperniata sulla creazione di una rete di osservatori africani sull'immigrazione che raccoglieranno, analizzeranno e diffonderanno i dati relativi ai flussi migratori fra i paesi africani e fra l'Africa e l'UE. Particolare attenzione sarà rivolta alla questione della manodopera qualificata.

Per quanto riguarda la mobilità, il partenariato cercherà di migliorare le capacità africane nel settore della gestione dell'informazione sull'immigrazione. Inoltre, incoraggerà gli spostamenti della manodopera qualificata attraverso la conclusione di partenariati fra le istituzioni europee e africane, come le università e gli ospedali.

Infine, per offrire agli africani un'alternativa reale all'emigrazione verso l'Europa, il partenariato si orienterà alla creazione di numerosi posti di lavoro e di migliore qualità in Africa, in particolare nell'economia formale.

Un partenariato per la governance democratica

L’UA e l’UE dovranno incoraggiare il dialogo sulle questioni di governance di interesse comune come i diritti dell'uomo e la gestione delle risorse naturali, attraverso la creazione di un forum sulla governance che riunisca attori non statali, i parlamenti nazionali, le autorità locali e anche delle organizzazioni regionali. Inoltre, l'UE cercherà delle nuove strategie per aumentare il finanziamento della Comunità e degli Stati membri a sostegno dell'architettura della governance panafricana.

Un'architettura istituzionale e politica

La Commissione sottolinea la necessità di promuovere il dialogo fra tutte le istituzioni dell'UE e dell'UA, in particolare fra il Parlamento europeo e il Parlamento panafricano e fra la Commissione europea e la Commissione dell'UA. Inoltre, l’UE e l’UA potrebbero svolgere delle riunioni ministeriali congiunte. Queste azioni saranno realizzate attraverso delle riunioni con cadenza biennale delle troika ministeriali esistenti UE-Africa e mediante dei vertici dei capi di Stato o di governo che potrebbero svolgersi ogni due o tre anni, a volte in Europa e a volte in Africa.

Su questa base, i partner europei e africani operano assieme per formulare la strategia congiunta e il piano d'azione. Oltre alle iniziative già citate, si prevede di creare dei partenariati nei settori della pace e della sicurezza, della governance democratica e dei diritti dell'uomo, delle scienze, della società dell'informazione e dello spazio e di attribuire un'importanza particolare alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM).

ATTI COLLEGATI

Dichiarazione di Lisbona [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale] (pdf ) (EN).
Questa dichiarazione, adottata al termine del secondo vertice euroafricano dell’8- 9 dicembre 2007 da parte dei capi di Stato o di governo di 53 paesi africani e dei 27 Stati membri dell’UE, getta le basi del nuovo partenariato strategico inter pares fra l’Africa e l’UE. La dichiarazione, che illustra la filosofia e gli impegni del partenariato, è stata adottata contemporaneamente alla prima strategia comune UE-Africa e al suo primo piano di azione triennale (2008-2010) (pdf ) (EN).
Le priorità strategiche individuate si concretizzano tramite otto partenariati, i cui progressi saranno valutati in occasione del prossimo vertice, nel 2010. Questi partenariati coprono i seguenti settori: la pace e la sicurezza, la governance democratica e i diritti dell’uomo, il commercio e l’integrazione regionale, la realizzazione degli OSM, l'energia e la scienza, la società dell’informazione e lo spazio.

Ultima modifica: 16.05.2008
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