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Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione (ASSC)

L'Unione europea e il Sudafrica hanno concluso un accordo bilaterale che riguarda la relazioni commerciali, la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione economica e numerosi altri settori tra cui la cooperazione socioculturale e il dialogo politico.

ATTO

Decisione 2004/441/CE del Consiglio del 26 aprile 2004 relativa alla conclusione dell'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro [vedi atti modificatori].

SINTESI

L’Unione europea (UE) e il Sudafrica hanno concluso un accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione (ASSC) onde intensificare la cooperazione in tutta una serie di settori.

L'accordo si prefigge un gran numero di obiettivi: intensificare il dialogo tra le parti, sostenere la transizione economica e sociale del Sudafrica, incentivare la cooperazione regionale, favorire l'integrazione economica del paese nell'Africa australe e nell'economia mondiale, promuovere l'espansione e la liberalizzazione degli scambi di merci, servizi e capitali tra le parti.

L'accordo, che si basa sul rispetto dei principi democratici, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto, instaura un dialogo politico regolare sulle questioni di interesse comune, a livello bilaterale e regionale (nell'ambito del dialogo dell'UE con i paesi dell’Africa australe e con il gruppo dei paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico - ACP).

Le disposizioni dell'accordo, che è concluso per una durata indeterminata, ne prevedono la revisione entro cinque anni dall'entrata in vigore, al fine di apportare le eventuali modifiche necessarie.

L'accordo contiene diversi capitoli e una clausola evolutiva che permette di ampliare la portata della cooperazione.

CAPITOLO COMMERCIALE

L’accordo instaura un regime commerciale preferenziale tra l'UE e il Sudafrica, con la creazione progressiva di una zona di libero scambio (ZLS) per la libera circolazione delle merci. Sia per gli scambi commerciali, sia per gli investimenti, l’UE è il principale partner del Sudafrica. La ZLS punta a garantire al Sudafrica un migliore accesso al mercato comunitario e assicura all’UE l’accesso al mercato sudafricano. Il suo contributo all'integrazione del Sudafrica nell'economia mondiale è quindi considerevole. L'accordo copre il 90 % circa degli scambi bilaterali attuali tra le parti.

L’accordo prevede la liberalizzazione del 95 % delle importazioni dell'UE provenienti dal Sudafrica nell'arco di 10 anni e dell'86 % delle importazioni del Sudafrica provenienti dall’UE nell'arco di 12 anni. Per tutelare i settori sensibili delle parti si sono esclusi determinati prodotti dalla ZLS, mentre ad altri si applica una liberalizzazione parziale. Per l’UE, si tratta soprattutto di determinati prodotti agricoli. Per quanto riguarda il Sudafrica, si tratta invece di prodotti industriali, come alcuni prodotti dell’industria automobilistica e determinati prodotti tessili e capi di abbigliamento. Dal dicembre 2006 l'accordo prevede tuttavia una maggiore liberalizzazione degli scambi commerciali nel settore automobilistico.

L’accordo definisce le norme di origine per garantire che i prodotti che beneficiano del regime preferenziale provengano unicamente dal Sudafrica o dall’UE. Disposizioni speciali rendono più flessibili le norme di origine per tener conto dei moderni processi di produzione internazionali.

Qualora l’importazione di un prodotto rischi di arrecare un pregiudizio grave per l’industria nazionale, il Sudafrica e l’UE possono adottare misure di salvaguardia. L’accordo permette inoltre al Sudafrica di adottare misure di salvaguardia provvisorie (ad esempio, aumentando o ripristinando i dazi doganali). Allo stesso modo, misure analoghe permettono di proteggere le economie dei paesi membri dell'Unione doganale dell'Africa centrale e delle regioni più periferiche dell’Unione (come l’Isola della Riunione).

L’accordo prevede disposizioni per evitare abusi da parte delle imprese che godono di una posizione dominante sul mercato e garantire così la libera concorrenza tra le imprese dell’UE e del Sudafrica. La cooperazione si svolge nel quadro delle consultazioni tra le autorità competenti. L’UE fornisce inoltre un’assistenza tecnica per aiutare il Sudafrica a ristrutturare la sua legislazione in materia di concorrenza. L'accordo riconosce la necessità di tutelare adeguatamente la proprietà intellettuale e prevede, in caso di bisogno, consultazioni urgenti e un’assistenza tecnica al Sudafrica.

L'accordo prevede infine una stretta cooperazione in diversi settori connessi al commercio come i servizi doganali, la libera circolazione dei servizi e dei capitali e gli ostacoli tecnici quali la certificazione e la standardizzazione.

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

L’aiuto allo sviluppo dell'UE al Sudafrica viene finanziato prevalentemente dal bilancio comunitario attraverso lo strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (DCI). Per il periodo 2007-2013 (EN pdf), il DCI prevede una dotazione di 980 milioni di euro a favore del Sudafrica.

Il programma indicativo per la cooperazione con il Sudafrica nel periodo 2007-2013 verte principalmente su due settori prioritari: la creazione di posti di lavoro, privilegiando il settore informale dell'economia e la sua integrazione nell'economia formale, e lo sviluppo delle capacità per la prestazione di servizi sociali di base e la coesione sociale.

Come in altri accordi di cooperazione allo sviluppo, la cooperazione decentrata è un elemento essenziale dell’aiuto. Ne deriva un forte coinvolgimento della società civile nel processo di sviluppo.

COOPERAZIONE ECONOMICA

Le parti intensificano la loro cooperazione economica in vari settori, come l’industria (per favorire la ristrutturazione dell’industria sudafricana), la società dell’informazione, la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese, i trasporti e l'energia. La cooperazione in questo campo dovrebbe inoltre agevolare lo sviluppo sostenibile delle rispettive economie e la tutela dell’ambiente.

ALTRI ASPETTI

Le disposizioni dell’accordo si estendono alla cooperazione nei settori più vari, come ad esempio:

  • la cooperazione sociale, basata su un dialogo riguardante numerosi aspetti tra cui la libertà di associazione, i diritti dei lavoratori, i diritti dell'infanzia, la parità uomo-donna e la violenza contro le donne;
  • la cooperazione finalizzata alla tutela dell’ambiente, specie per quanto concerne i cambiamenti climatici;
  • la cooperazione culturale;
  • la cooperazione nella lotta contro la droga e il riciclaggio del denaro;
  • la cooperazione nel campo della sanità, in particolare per la lotta contro l’AIDS.

L'accordo contiene disposizioni istituzionali. Oltre all'istituzione di un consiglio di cooperazione per garantire il buon funzionamento dell'accordo, sono previsti contatti regolari fra le parti, ad esempio a livello parlamentare nonché tra il Comitato economico e sociale dell'UE e la sua controparte sudafricana, il Consiglio nazionale dell'economia, dello sviluppo e del lavoro.

CONTESTO

L'accordo è stato firmato l'11 ottobre 1999 a Pretoria ed è entrato in vigore a tutti gli effetti il 1° maggio 2004. Tuttavia, alcune disposizioni che rientrano nelle competenze comunitarie sono applicate dal 1° gennaio 2000.

L'accordo è completato da tre ulteriori accordi: l'accordo sulla scienza e sulla tecnologia e gli accordi sui vini e sulle bevande spiritose. L'accordo sulla pesca previsto dall'ASSC non è stato concluso. Il Sudafrica è inoltre un membro qualificato dell'accordo di Cotonou, che disciplina le relazioni tra l'UE e i paesi ACP.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione 2004/441/CE

[adozione: parere conforme AVC 1999/0112]

26.4.2004

-

GU L 127 del 29.4.2004

Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione (ASSC)

1.1.2004

-

GU L 311 del 4.12.1999

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione 2006/166/CE

21.12.2005

-

GU L 57 del 28.2.2006

ATTI COLLEGATI

Proposta di decisione del Consiglio del 4 febbraio 2008 relativa alla firma di un accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro, che modifica l'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione [COM(2008) 50 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La Commissione propone un ampliamento del contesto di cooperazione previsto dall'accordo TDCA. Le nuove aree di cooperazione devono contribuire soprattutto all'effettiva attuazione del programma socio-economico dell'Unione africana. I partner si impegnano a proseguire i loro sforzi al fine di raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio. La cooperazione deve estendersi alla politica energetica al fine di assicurare la stabilità dei prezzi, la sicurezza e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, lo sviluppo delle scienze, delle tecnologie e della società dell'informazione, il settore dell'arricchimento dei minerali, dei trasporti e dei sistemi di navigazione satellitare.
L'accordo prevede alcune disposizioni a favore della giustizia internazionale e del Tribunale penale internazionale. Fa riferimento all'applicazione degli strumenti internazionali in materia di disarmo e di non proliferazione delle armi di distruzione di massa. Prevede inoltre di rafforzare la cooperazione in materia di lotta contro il terrorismo e il suo finanziamento, la criminalità organizzata, la prevenzione delle attività dei mercenari e lo sradicamento del commercio di armi di piccolo calibro. Prevede infine un approfondimento del dialogo politico sulla questione delle migrazioni, onde ridurre l'immigrazione clandestina, garantire i diritti umani ed eliminare le discriminazioni.
I colloqui sulle questioni commerciali e le disposizioni relative al commercio saranno condotte nel quadro dei negoziati relativi al futuro accordo di partenariato economico.

Comunicazione della Commissione al Consiglio e ai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio del 28 giugno 2006 per fornire orientamenti alla Commissione relativi alla revisione dell’accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e gli Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall’altro [COM(2006) 348 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Questa comunicazione, adottata in parallelo a quella che propone un partenariato strategico fra l'UE e il Sudafrica, individua i punti dell'ASSC da esaminare a scopo di modifica
A seguito di questa comunicazione, il Consiglio ha adottato il mandato negoziale a novembre 2006 e il 14 novembre 2006 il consiglio di cooperazione UE-Sudafrica ha dato l'assenso all'avvio di negoziati per una revisione dell'ASSC. I negoziati si sono conclusi il 10 ottobre 2007.

Regolamento (CE) n. 1747/2000 del Consiglio del 7 agosto 2000 recante modifica del regolamento (CE) n. 2793/1999 su talune procedure di applicazione dell'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica del Sudafrica [Gazzetta ufficiale L 200 dell’8.8.2000].
Il regolamento modifica l’allegato del regolamento (CE) n. 2793/1999 per renderlo conforme al regolamento (CE) n. 2204/1999 della Commissione relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica e alla tariffa doganale comune. In questo contesto, adatta i codici della nomenclatura combinata del suddetto allegato.

Regolamento (CE) n. 2793/1999 su talune procedure di applicazione dell'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica del Sudafrica [Gazzetta ufficiale L 337 del 30.12.1999].
Il regolamento stabilisce in particolare le modalità per l’attuazione delle disposizioni commerciali dell’accordo, come ad esempio i criteri relativi al calcolo delle aliquote dei dazi doganali. La Commissione, assistita da un comitato del codice doganale, è responsabile dell’attuazione del regolamento.

Ultima modifica: 10.03.2009
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