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I minori nell'azione esterna dell'Unione europea

L'Unione europea (UE) si impegna fermamente a promuovere i diritti dei minori e a dare loro un ruolo maggiore sulla scena internazionale. La presente comunicazione contribuisce a definire un piano d'azione sui minori in materia di azione esterna dell'Unione, basato su un approccio multidisciplinare che tenga conto dei diversi aspetti della questione facendo appello alle politiche umanitarie, di sviluppo, di sicurezza e in materia di diritti dell'uomo.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Riservare ai minori un posto speciale nella politica esterna dell'UE [COM(2008) 55 definitivo – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

I bambini e gli adolescenti rappresentano un terzo della popolazione mondiale e la metà della popolazione nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Investire nei bambini significa quindi investire nel futuro. Il miglioramento della situazione dei bambini permette, in effetti, di prevenire la fragilità degli Stati e di garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine, nonché stabilità e sicurezza umana a livello regionale, nazionale e mondiale.

I minori sono vulnerabili e, pertanto, deve essere loro riservata una posizione di primo piano nelle politiche dell'Unione europea (UE) in materia di sviluppo, aiuti umanitari e relazioni esterne.

Le sfide legate a questa fascia della popolazione sono, tra l'altro, la salute, l'educazione e la formazione, l'inclusione sociale, la lotta contro crimini quali la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale, nonché la lotta contro il lavoro minorile e il reclutamento in gruppi armati. Alcuni minori sono particolarmente a rischio, segnatamente in situazioni di crisi umanitaria. Un'attenzione particolare deve essere riservata alle ragazze, poiché sono esposte a ulteriori rischi, fra cui diverse forme di violenza, domestica o sessuale.

Quadro normativo

L'Unione si è impegnata a rispettare i diritti dell'uomo in generale e, più specificamente, i diritti dei minori in virtù dei trattati internazionali ed europei. Aderisce quindi alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (EN) (ES) (FR), che stabilisce quattro principi generali da applicare a tutte le azioni che riguardano minori, vale a dire la non discriminazione, l'interesse superiore del minore, il diritto alla sopravvivenza e allo sviluppo e il diritto del fanciullo a esprimere liberamente la propria opinione.

L'Unione aderisce altresì alla dichiarazione del millennio e agli obiettivi del millennio per lo sviluppo (OMS) e sostiene il piano d'azione "Un mondo a misura di bambino" delle Nazioni Unite.

Alla tutela dei diritti dei minori, inoltre, è riservata un'attenzione particolare nella politica comunitaria in materia di promozione dei diritti umani e di democratizzazione nei paesi terzi, con l'attuazione degli orientamenti dell'Unione sulla tutela dei minori nei conflitti armati e degli orientamenti relativi alla promozione e alla tutela dei diritti dei minori.

Il processo di allargamento e gli aiuti umanitari costituiscono altresì delle occasioni utili per promuovere i diritti dei minori.

Azione dell'Unione europea

Per rispondere alle numerose sfide esistenti, l'Unione europea predispone un quadro per un approccio globale di protezione e promozione dei diritti dei minori nei paesi terzi. Tale approccio deve basarsi su una concezione globale e universale dei diritti dei minori e deve rientrare in più ampie strategie di sviluppo e di riduzione della povertà.

Per garantire il coordinamento della sua azione esterna, l'Unione intende basarsi su diverse misure:

  • la cooperazione allo sviluppo per porre rimedio alle cause profonde della povertà;
  • la politica commerciale, che deve essere coerente con la protezione e la promozione dei diritti dei minori; negli accordi bilaterali, la questione dei diritti dei minori viene affrontata nel contesto delle norme in materia di lavoro;
  • il dialogo politico tra l'Unione e i paesi partner, che permette di insistere sul rispetto degli impegni derivanti dalla convenzione sui diritti dei minori;
  • le azioni a livello regionale e mondiale che completano gli interventi a livello nazionale e si concentrano su questioni sopranazionali;
  • il rafforzamento dell'autonomia dei bambini e degli adolescenti per permettere loro di svolgere un ruolo più attivo nelle questioni che li riguardano direttamente;
  • l'aiuto umanitario, perché i minori subiscono maggiormente le situazioni difficili derivanti da catastrofi naturali o da conflitti; l'aiuto umanitario sarà rivolto in particolare ai minori separati dalla loro famiglia e ai minori non accompagnati, ai minori che fanno parte di eserciti o gruppi armati e all'istruzione dei minori nelle situazioni di emergenza.

Contesto

La presente comunicazione fa seguito alla comunicazione del 2006 che propone di definire una strategia a lungo termine per l'Unione europea in materia di diritti dei minori e completa gli "orientamenti dell'Unione in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino", adottati dal Consiglio il 10 dicembre 2007, che rappresentano la base dell'azione dell'Unione in materia di tutela e promozione dei diritti dei minori nella sua politica estera.

Dati chiave dell'atto
  • Minori in età scolare che non vanno a scuola: 72 milioni, di cui il 57 % sono bambine.
  • Minori coinvolti nel lavoro minorile: 110 milioni.
  • Più del 50 % delle partorienti non sono assistite da un'ostetrica qualificata.
  • Più di 3 milioni di neonati muoiono per complicazioni insorte durante o subito dopo il parto.
  • Più di 300 000 neonati all'anno sono sieropositivi.
  • Ogni anno 10 milioni di bambini di età inferiore a cinque anni muoiono per cause che si sarebbero potute evitare.
Ultima modifica: 20.05.2008
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