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Fondo europeo di sviluppo (FES)

Il Fondo europeo di sviluppo (FES) rappresenta lo strumento principale degli aiuti comunitari per la cooperazione allo sviluppo con gli Stati ACP, nonché con i paesi e territori d'oltremare (PTOM). Il trattato di Roma del 1957 ne aveva previsto la creazione per la concessione di aiuti tecnici e finanziari, inizialmente ai paesi africani all'epoca ancora colonizzati e con i quali alcuni Stati hanno avuto dei legami storici.

Benché, su richiesta del Parlamento europeo, sia riservato al Fondo un titolo nel bilancio comunitario fin dal 1993, il FES non rientra ancora nel bilancio generale della Comunità; esso è finanziato dagli Stati membri, dispone di regole finanziarie proprie ed è diretto da un comitato specifico. Per il periodo 2008-2013 gli aiuti concessi ai paesi ACP e ai PTOM continueranno a essere finanziati tramite il FES.

Ciascun FES viene concluso per un periodo di circa cinque anni. Dalla conclusione della prima convenzione di partenariato nel 1964, i cicli del FES seguono, in generale, quelli degli accordi/convenzioni di partenariato.

  • Primo FES: 1959-1964
  • Secondo FES: 1964-1970 (Convenzione di Yaoundé I)
  • Terzo FES: 1970-1975 (Convenzione di Yaoundé II)
  • Quarto FES: 1975-1980 (Convenzione di Lomé I)
  • Quinto FES: 1980-1985 (Convenzione di Lomé II)
  • Sesto FES: 1985-1990 (Convenzione di Lomé III)
  • Settimo FES: 1990-1995 (Convenzione di Lomé IV)
  • Ottavo FES: 1995-2000 (Convenzione di Lomé IV e sua revisione IV bis)
  • Nono FES: 2000-2007 (Accordo di Cotonou)
  • Decimo FES: 2008-2013 (Accordo di Cotonou riveduto)

Il FES dispone di vari dispositivi, segnatamente l'aiuto non rimborsabile, i capitali di rischio e i prestiti al settore privato. I dispositivi Stabex e Sysmin, volti a sostenere rispettivamente il settore agricolo e quello minerario, sono stati soppressi dal nuovo accordo di partenariato sottoscritto a Cotonou nel giugno del 2000. L'accordo ha inoltre razionalizzato dispositivi del FES e ha introdotto un sistema di programmazione modulato che consente maggiore flessibilità e conferisce maggiore responsabilità agli Stati ACP.

Per il periodo 2000-2007, il nono FES dispone di una dotazione di 13,5 miliardi di euro, cui si aggiungono le rimanenze dei FES precedenti che ammontano ad oltre 9,9 miliardi di euro.

La decisione n. 6/2005  del Consiglio dei ministri ACP-CE, del 22 novembre 2005, stabilisce di destinare 482 milioni di euro dell'importo condizionale di un miliardo di euro a titolo del nono FES. Tale importo è suddiviso come segue: 352 milioni di euro per la dotazione volta a sostenere lo sviluppo a lungo termine; 48 milioni di euro per la cooperazione e l'integrazione regionale; 82 milioni di euro per il Fondo investimenti. Inoltre, la decisione n. 7/2005  del Consiglio dei ministri ACP-CE ha fissato una seconda quota di 250 milioni di euro destinata al secondo versamento a favore del Fondo per l'acqua ACP-UE.

Gli aiuti allo sviluppo forniti dal FES rientrano in un quadro europeo più ampio. In seno all'Unione europea, i fondi del bilancio generale della Comunità possono essere utilizzati per determinate azioni. Inoltre, pur gestendo una parte delle risorse del FES (i prestiti e i capitali di rischio), la Banca europea per gli investimenti (BEI) contribuisce con risorse proprie per un importo pari a 1,7 miliardi di euro nel periodo coperto dal nono FES.

Il decimo fondo, che copre il periodo 2008-2013, dispone di una dotazione finanziaria di 22,682 miliardi di euro. Di questo importo, 21.966 milioni di euro sono stanziati per i paesi ACP, 286 milioni di euro per i PTOM e 430 milioni di euro per la Commissione a titolo delle spese di sostegno legate alla programmazione e all'attuazione del FES. In particolare l'importo concesso agli ACP è ripartito nel modo seguente:17.766 milioni di euro per il finanziamento dei programmi indicativi nazionali e regionali, 2700 milioni di euro per il finanziamento della cooperazione intra-ACP e interregionale, 1500 milioni di euro per il finanziamento del fondo d'investimento. Una percentuale maggiore della dotazione è destinata ai programmi regionali, a riprova dell'importanza attribuita all'integrazione economica regionale ai fini dello sviluppo nazionale e locale, al quale funge da base. La creazione di "importi di incentivo" per ciascun paese costituisce un'innovazione del secondo FES.

Gli Stati membri sono vincolati da accordi bilaterali e portano avanti le proprie iniziative con i paesi in via di sviluppo, al di fuori del Fondo europeo di sviluppo o di altri fondi comunitari.

Ultima modifica: 14.06.2007
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