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Paesi e territori d'oltremare (PTOM): verso un nuovo partenariato

L'Unione europea intende riformulare i principi che ispirano la sua cooperazione con i paesi e territori d'oltremare (PTOM). Questo nuovo approccio deve favorire il loro sviluppo sostenibile tenendo conto delle loro specificità.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 6 novembre 2009, intitolata «Elementi di un nuovo partenariato tra l'UE e i paesi e territori d'oltremare (PTOM)» [COM(2009) 623 def.- Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Le relazioni tra l'Unione europea (UE) e i paesi e territori d'oltremare (PTOM) dovrebbero evolversi verso un partenariato reciproco basato su reciproci interessi. Tali relazioni sono attualmente definite dal quadro per l'associazione istituito dalla decisione 2001/822/CE.

La presente comunicazione illustra un nuovo approccio volto a favorire lo sviluppo sostenibile dei PTOM, adattando i principi e le priorità di cooperazione alle specificità di questi paesi e territori. Inoltre, benché il loro livello di sviluppo sia in genere superiore rispetto a quello dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), alcuni PTOM dovrebbero continuare a beneficiare dell'aiuto europeo in materia di lotta alla povertà.

Favorire lo sviluppo sostenibile

Il futuro partenariato, fondato sull'articolo 198 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, deve privilegiare tre settori di cooperazione:

  • la competitività dei PTOM in settori chiave quali l'istruzione e la formazione, l'innovazione, il settore delle piccole e medie imprese, una buona governance sia politica che economica;
  • la riduzione della loro vulnerabilità agli shock economici, alle sfide ambientali, alla dipendenza energetica e alle catastrofi naturali;
  • l'integrazione regionale attraverso un aumento degli scambi economici fra le varie regioni, la gestione di progetti di cooperazione (soprattutto per la protezione dell'ambiente a livello transfrontaliero) e la promozione degli scambi culturali.

La cooperazione dovrebbe essere diversa a seconda della situazione di ciascun partner.

L'assistenza finanziaria e tecnica europea deve essere migliorata, in particolare attraverso il coordinamento degli strumenti finanziari con quelli destinati alle regioni ultraperiferiche, agli Stati ACP o ad altri paesi vicini ai PTOM.

Alcuni programmi comunitari (come il Settimo programma quadro di ricerca) sono aperti alla partecipazione dei PTOM. Tali programmi devono quindi essere adattati alle nuove priorità.

Priorità di cooperazione

La Commissione individua una serie di settori di cooperazione che dovrebbero contribuire a sviluppare il potenziale dei PTOM. In particolare si tratta di:

  • istituire centri di eccellenza e di competenza per gestire le sfide e i vantaggi di ciascun territorio;
  • allineare la legislazione dei PTOM sulle regole e le norme comunitarie, in particolare per favorire lo scambio di beni e servizi (ad esempio ravvicinando le procedure doganali, le norme sanitarie e fitosanitarie) e per il rispetto dei principi di trasparenza fiscale;
  • sviluppare la cooperazione ambientale, per aiutare i PTOM ad adottare un'economia più ecocompatibile e ad adattarsi al cambiamento climatico, a proteggere la biodiversità, a promuovere le energie rinnovabili e a ridurre il rischio di catastrofi;
  • migliorare l'accessibilità sviluppando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e le infrastrutture di trasporto;
  • rafforzare la cooperazione economica e commerciale nel contesto della liberalizzazione del commercio internazionale, che implica relazioni commerciali reciproche e norme di origine specifiche.

Contesto

La presente comunicazione fa seguito al Libro verde sulle future relazioni tra l'UE e i PTOM. Le conclusioni del Libro verde sono favorevoli alla revisione del quadro per l'associazione esistente.

Ultima modifica: 08.02.2010
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