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Politica europea in materia di sviluppo e assistenza esterna: relazione 2009

La Commissione presenta un bilancio dell’azione condotta dall’UE nel 2009 in materia di aiuto allo sviluppo dei paesi terzi. In un contesto caratterizzato da crisi alimentari ed economiche, l’Unione europea ha adottato misure concrete e rapide per sostenere i suoi partner. L’UE deve proseguire la sua azione per accrescere l’efficacia dei suoi aiuti e la coerenza delle sue politiche, al fine di conseguire, insieme ai suoi partner, gli obiettivi di sviluppo del millennio.

ATTO

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo – Relazione annuale 2010 sulle politiche dell’Unione europea in materia di sviluppo e assistenza esterna e sulla loro attuazione nel 2009 [COM(2010) 335 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Nel 2009 le attività di cooperazione dell’Unione europea (UE) con i paesi terzi si sono svolte in un contesto difficile. Infatti, i paesi in via di sviluppo hanno dovuto affrontare la crisi economica e finanziaria e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.

L’UE ha agito rapidamente creando uno strumento finanziario alimentare per migliorare la produzione degli alimenti e l’accesso al cibo, nonché uno strumento di lotta alla vulnerabilità denominato «FLEX» per sostenere le spese pubbliche dei paesi più vulnerabili. L’UE ha inoltre istituito uno strumento per finanziare l'adattamento di questi paesi al cambiamento climatico.

Relazioni internazionali

Nel 2009 le relazioni esistenti con varie regioni del mondo sono state rafforzate, in particolare in occasione:

  • di vertici strategici concernenti lo sviluppo, cui hanno partecipato l’India, la Cina e la Russia;
  • dell’adozione di un nuovo quadro strategico per l’America latina e di un nuovo strumento di investimento;
  • dell’avvio dei negoziati per la revisione dell’accordo di Cotonou con i paesi ACP e del riesame intermedio del Fondo europeo di sviluppo (FES);
  • del rafforzamento del dialogo con il Sudafrica sulla pace e la sicurezza;
  • del vertice UE-Pakistan;
  • della conclusione del primo accordo di partenariato con l’Iraq;
  • dell’attuazione della politica europea di vicinato (PEV) e del suo strumento d’investimento.

Obiettivi di sviluppo del millennio (OSM)

Nonostante i progressi realizzati dall’adozione degli OSM nel 2000, alcuni paesi hanno accumulato notevole ritardo, in particolare a causa del contesto internazionale del 2008 e 2009. L’UE intende adottare un approccio globale per accelerare il processo di conseguimento degli OSM entro il 2015. Presenterà una posizione comune al vertice dell’ONU nel settembre 2010 per la valutazione internazionale degli OSM.

Coerenza delle politiche con gli obiettivi di sviluppo

La Commissione e i paesi dell’UE devono applicare i principi del Consenso europeo per lo sviluppo e migliorare il coordinamento delle loro azioni. Occorre tenere conto dell'impatto delle politiche europee sullo sviluppo. Il Consiglio ha pertanto identificato una serie di settori prioritari: il commercio e le finanze, il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, le migrazioni, la pace e la sicurezza.

I paesi partner devono altresì migliorare l’efficacia delle loro politiche, la buona governance e la protezione dei diritti dell’uomo.

Aiuti europei: importi maggiori e utilizzati meglio

La Commissione e gli Stati membri devono migliorare i loro aiuti sia a livello quantitativo che qualitativo. Insieme, essi forniscono oltre la metà degli Aiuti pubblici allo sviluppo (APS) a livello mondiale.

Per accrescere l’efficacia degli aiuti, l’UE attua le misure previste dall’agenda adottata nel 2008 al forum di Accra:

  • divisione dei compiti e coordinamento dei donatori;
  • uso dei sistemi statali di sviluppo;
  • qualità della cooperazione tecnica.

L’UE deve inoltre lavorare a più stretto contatto con le organizzazioni internazionali, le autorità locali e la società civile. Il prossimo forum sull’efficacia degli aiuti si terrà a Seul nel 2011.

Sostegno al bilancio dei paesi in via di sviluppo

La Commissione promuove l’attuazione dell’aiuto attraverso strategie di sostegno al bilancio, vale a dire attraverso il trasferimento dei fondi alla tesoreria nazionale dei suoi partner. Il sostegno al bilancio garantisce infatti la realizzazione delle loro priorità nazionali, riducendo al contempo i costi per il trasferimento dei fondi.

Nel 2009, sono stati assegnati 2,4 miliardi di euro ripartiti tra:

  • il sostegno al bilancio generale (GBS), che ha rappresentato il 35% delle operazioni per l’attuazione di politiche di sviluppo nazionali;
  • il sostegno a bilanci settoriali specifici (SBS), che ha rappresentato il 65% delle operazioni.

Per poter beneficiare di questo tipo di aiuto, i sistemi di gestione delle finanze pubbliche dei paesi in via di sviluppo devono essere sufficientemente efficaci. La Commissione propone tuttavia che determinati Stati fragili possano beneficiare di tale aiuto a determinate condizioni.

Valutazione dei risultati

La Commissione ha adottato norme più rigide per controllare la qualità delle sue azioni e garantire il monitoraggio dei risultati. Dalle valutazioni condotte nel 2009 emerge che occorre ancora migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle azioni di cooperazione. È anche fondamentale favorire la titolarità dei progetti da parte dei paesi partner.

Ultima modifica: 27.08.2010
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