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Strategia UE-Pacifico

La presente comunicazione rappresenta la prima strategia formale in 30 anni di relazioni Unione europea-Pacifico. Ha lo scopo di consolidare il dialogo politico, porre ulteriormente l'accento sulla cooperazione allo sviluppo e migliorare l'efficacia dell'erogazione degli aiuti. Riflette la crescente importanza della regione Pacifico dal punto di vista ambientale, politico ed economico.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo del 29 maggio 2006 intitolata "Le relazioni dell'UE con le isole del Pacifico – Una strategia per un partenariato rafforzato" [COM(2006) 248 - Gazzetta ufficiale C 184 dell'8 agosto 2006].

SINTESI

Questa strategia permetterà di allineare le relazioni fra l'Unione europea (UE) e la regione Pacifico alla nuova dichiarazione “Il consenso europeo per lo sviluppo”, adottata della istituzioni comunitarie nel dicembre del 2005, e all'accordo di Cotonou, rivisto nel 2005. Favorirà anche l'applicazione, in questa regione, degli impegni presi dall'UE in materia di efficienza degli aiuti.

La proposta di strategia si articola intorno a tre componenti:

  • il rafforzamento delle relazioni politiche su questioni di comune interesse (come la sicurezza politica mondiale, il commercio, lo sviluppo economico e sociale, e l'ambiente);
  • degli interventi più mirati che pongono maggiormente l'accento sulla cooperazione regionale per raggiungere la massa critica, potenziare la governance regionale e incentivare proficui scambi di idee;
  • un'erogazione più efficiente degli aiuti, in particolare con un maggiore ricorso al sostegno di bilancio e un più stretto coordinamento con gli altri partner, soprattutto Australia e Nuova Zelanda.

Nella strategia attuale, l’UE concentra i propri sforzi sulla buona gestione e la protezione delle risorse naturali, che sono essenziali per la ricchezza della regione Pacifico, tenendo conto della specificità regionale: alcune isole hanno piccole dimensioni, sono distanti e vulnerabili ai disastri naturali, e sono confrontate ai problemi di fragilità dello Stato e debolezza della governance. Tuttavia, il loro peso politico ed economico è sempre maggiore per la ricchezza delle risorse naturali che ospitano (risorse ittiche, legname, prodotti agricoli, petrolio, gas, minerali), la cui domanda crescerà ulteriormente.

Per quanto riguarda il rafforzamento del dialogo fra l’UE e il Pacifico, è proposto di moltiplicare i contatti con il Forum delle isole del Pacifico, la principale istituzione regionale per le questioni politiche. È importante, inoltre, condurre un dialogo a livello nazionale con i principali paesi ACP del Pacifico, conformemente all'accordo di Cotonou.

Misure di sviluppo più mirate

Le misure di sviluppo sono incentrate su tre priorità: la governance, il regionalismo e la gestione durevole delle risorse naturali.

Forte della sua esperienza, l’UE intende contribuire alla prevenzione e alla stabilizzazione della regione nelle situazioni post-conflitto, all'istituzione di una buona governance e al rafforzamento di istituzioni credibili. L'UE si impegna a favorire un'osservanza più scrupolosa alle norme internazionali sul lavoro e la lotta contro la corruzione, il riciclaggio dei capitali e il finanziamento al terrorismo.

L’integrazione regionale è un elemento essenziale in una strategia efficace di aiuto allo sviluppo. La regione Pacifico ha bisogno di rafforzare questa dimensione, e l’UE contribuirà, per quanto possibile, in tal senso con il proprio valore aggiunto. L'UE intende confermare il proprio sostegno al Segretariato del Forum e alle altre agenzie del CROP (Consiglio delle organizzazioni regionali del Pacifico (EN)), con particolare riguardo alle questioni della gestione delle risorse naturali, della vulnerabilità e della governance.

L’APE (accordo di partenariato economico) sta avendo un effetto catalizzatore sulla cooperazione e l'integrazione della regione del Pacifico sul piano economico perché: incoraggia i paesi ACP del Pacifico a condurre i negoziati in quanto gruppo di Stati; rappresenta un incentivo alle aperture tra questi stessi paesi; promuove la governance regionale. Il 10 % delle esportazioni totali provenienti dai paesi ACP del Pacifico sono destinate al mercato dell’UE, una percentuale ragguardevole se si pensa alle dimensioni di questi Stati e alla distanza tra la regione del Pacifico e l’Europa. Per usufruire di tutti i vantaggi dell’APE, la programmazione e l'adozione dell'aiuto allo sviluppo sono coordinati ai negoziati.

La Commissione propone che la tematica centrale della cooperazione rafforzata sia "blu-verde": dovrebbe cioè essere incentrata sulla gestione sostenibile delle risorse naturali e su un'assistenza ai paesi ACP del Pacifico nella loro azione volta a contrastare i problemi ambientali e le questioni di gestione delle risorse. Si tratta di un settore in cui il valore aggiunto dell’UE è chiaramente riconosciuto e in cui l’Europa può offrire, oltre all’assistenza finanziaria, la sua esperienza collettiva e il suo know-how.

L’UE può fornire assistenza ai paesi ACP del Pacifico nella gestione delle loro risorse oceaniche e costiere in modo sostenibile mediante iniziative che potrebbero associare conservazione delle risorse ittiche e della biodiversità marina. Una tappa importante è rappresentata dalla nuova generazione di accordi di partenariato nel settore della pesca (APP), che regolamentano l'accesso dei pescherecci dell’UE alle possibilità di pesca, prevedono una stretta cooperazione volta a promuovere una pesca responsabile e ad assicurare la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse ittiche dei paesi partner.

Al fine di incrementare l’efficacia degli aiuti allo sviluppo dell’UE, la Commissione propone di concentrare maggiormente l'assistenza, spostando fortemente l’accento sulle iniziative a livello regionale, utilizzando in modo più efficiente le dotazioni destinate ai piccoli paesi e ricorrendo in misura maggiore, quando possibile, al sostegno di bilancio. La proposta di concentrare la strategia dell’UE faciliterà il coordinamento dei donatori ed eviterà le sovrapposizioni di azioni o le incoerenze tra i donatori che perseguono obiettivi comuni.

In vista di applicare più sistematicamente lo strumento di sostegno di bilancio nella cooperazione fra l'UE e i paesi ACP del Pacifico, l'UE intende intavolare un dialogo con l'FMI per condividere analisi, esperienze e studi.

L’UE fornirà inoltre un’assistenza ai paesi ACP del Pacifico per aiutarli a soddisfare i criteri di ammissibilità al sostegno di bilancio, vale a dire:

  • disporre di un documento strategico di riduzione della povertà (Poverty Reduction Strategy Paper - PRSP) o di una strategia nazionale di sviluppo che siano in fase di elaborazione;
  • presentare un quadro macro-economico stabile che sia soddisfacente o in via di riforma;
  • disporre di una gestione sana e trasparente delle finanze pubbliche.

ATTI COLLEGATI

Proposta di decisione del Consiglio del 16 dicembre 2008 relativa alla firma e all'applicazione provvisoria dell'accordo di partenariato interinale tra la Comunità europea, da una parte, e gli Stati del Pacifico, dall'altra [COM(2008) 858 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
L’Unione europea e gli Stati del Pacifico hanno convenuto l'applicazione provvisoria dell'accordo interinale che prevede la creazione di un accordo di partenariato economico (APE).

Nel 2007 il regime commerciale delle clausole di salvaguardia previsto dall'accordo di Cotonou è scaduto, insieme alla deroga dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) riguardante tale regime. In tal contesto, l'applicazione provvisoria del presente accordo mira a garantire la stabilità degli scambi fra l’UE e gli Stati firmatari della regione Pacifico.

L’APE riguarda essenzialmente gli scambi di merci. L'accordo contempla tutte le misure necessarie all'istituzione di una zona di libero scambio, e in particolare le disposizioni in materia di dogane e la facilitazione degli scambi, gli ostacoli tecnici al commercio, le misure sanitarie e fitosanitarie e la composizione delle controversie.

L'accordo contiene una clausola di revisione a tempo per il prosieguo dei negoziati in vista della conclusione di un APE globale, esteso ad altri settori, quali la cooperazione allo sviluppo, i servizi, la pesca, l'agricoltura.



Ultima modifica: 05.03.2009
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