RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 15 lingue
Nuove lingue disponibili:  CS - HU - PL - RO

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Partenariato UE-Africa

Introduzione

Le relazioni fra l'Unione europea (UE) e l'Africa tradizionalmente si sono svolte in base a due gruppi regionali: i paesi africani facenti parte dei paesi ACP e i paesi africani situati sulle sponde del Mediterraneo. Tuttavia, all'inizio del nuovo millennio l'UE ha avviato un nuovo dialogo con l'Africa per costruire un partenariato strategico con l'intero continente, che rafforza le misure esistenti.. Il primo vertice fra l'UE e l'Africa si è svolto al Cairo nell'aprile 2000.

Piano d'azione

Nel corso del vertice è stato adottato un piano d'azione che pone l'accento su sei grandi settori globali:

  • le questioni economiche (in particolare la cooperazione e l'integrazione economica regionale in Africa);
  • l'integrazione dell'Africa nell'economia mondiale;
  • l'approfondimento del legame tra il commercio e lo sviluppo a livello internazionale per fare in modo che la liberalizzazione economica contribuisca alla lotta contro la povertà costituisce uno degli obiettivi del partenariato;
  • il rispetto e la protezione dei diritti umani, i principi democratici, le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto nonché la buona gestione degli affari pubblici;
  • il consolidamento della pace, la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti in Africa;
  • le attività in materia di sviluppo per lottare contro la povertà (per esempio nei settori dell'istruzione, della sanità e della sicurezza alimentare).

Tuttavia, questi settori sono molto vasti e in un primo tempo in tale ambito sono stati scelti otto campi d'azione più specifici:

  • la prevenzione e la risoluzione dei conflitti (fra cui il problema delle mine terrestri antiuomo);
  • la cooperazione e l'integrazione regionale, l'integrazione dell'Africa nell'economia mondiale e il commercio;
  • l'ambiente, fra cui la lotta contro la siccità e la desertificazione;
  • l'Hiv/Aids e le malattie trasmissibili;
  • la sicurezza alimentare;
  • i diritti umani e la democrazia;
  • la restituzione dei beni culturali rubati o esportati illegalmente;
  • il debito estero africano (l'iniziativa a favore dei paesi poveri fortemente indebitati () (HIPC) riguarda in particolare i paesi africani).

Le due parti si riuniscono periodicamente a vari livelli per garantire il proseguimento del piano d'azione. I tre meccanismi principali sono: i vertici dei capi di Stato e di governo, le riunioni fra ministri che si svolgono tra un vertice e l'altro e le riunioni dei gruppi biregionali.

Prima riunione ministeriale

La prima riunione ministeriale fra i rappresentanti dell'Africa e dell'UE si è svolta l'11 ottobre 2001 a Bruxelles. Dopo il vertice del Cairo, vi sono stati progressi, in particolare in materia di integrazione regionale, Hiv/Aids, sicurezza alimentare, diritti umani, democrazia e buon governo.

Nuovi temi dell'agenda

Dopo l'adozione del piano d'azione, sono stati aggiunti all'agenda altri importanti temi, quali: la creazione dell'Unione africana (UA), il Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD), la situazione nella regione dei Grandi laghi e la lotta contro il terrorismo.

L'UA e il NEPAD sono due importanti iniziative avviate dagli Stati africani nel 2001 e pienamente sostenute dall'UE. L'UA, creata dagli Stati africani nel marzo 2001 per sostituire l'Organizzazione dell'unità africana, è un'organizzazione politica che inquadra e approfondisce la cooperazione e l'integrazione regionale politica ed economica tra gli Stati africani e sarà dotata di importanti istituzioni a tal fine. Il NEPAD è stato concepito dagli Stati africani e rappresenta un impegno dei capi di Stato africani ad agire per eliminare la povertà e promuovere una crescita e uno sviluppo sostenibili, partecipando attivamente alla vita politica ed economica mondiale.

I conflitti nella regione dei Grandi laghi hanno suscitato notevoli preoccupazioni tra le due parti. L'UE contribuisce alla prevenzione e alla risoluzione di tali conflitti nella regione in vari modi, come per esempio la concessione di aiuti nel quadro della cooperazione allo sviluppo (in particolare il Fondo europeo di sviluppo) nonché mediante aiuti provenienti dalle risorse della Politica estera e di sicurezza comune (PESC). A titolo d'esempio, l'UE appoggia il dialogo intercongolese e partecipa ad iniziative volte a reintegrare i bambini soldato nella società.

In seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, alla fine della riunione ministeriale è stata pubblicata una dichiarazione sulla lotta contro il terrorismo per esprimere l'intenzione degli Stati africani e dell'UE di lavorare insieme per eliminare tale flagello.

Evoluzione del dialogo

Il dialogo UE-Africa è stato oggetto nel luglio 2003 di una comunicazione della Commissione (castellanodeutschenglishfrançais), la quale esplora i vari modi per riavviare il dialogo e propone in particolare di rinsaldare i legami istituzionali al fine di lottare contro i problemi politici e di sviluppo che deve affrontare il continente africano.

Da parte loro, i capi di Stato o di governo africani si sono incontrati a Maputo, in Mozambico, dal 4 al 12 luglio 2003, per la prima riunione dell'UA dopo la sua creazione a Durban nel luglio 2002. La Commissione europea vi era rappresentata per dar prova del sostegno dell'UE all'UA e discutere della situazione del dialogo UE-Africa. . Sono già stati compiuti numerosi progressi in materia di diritti umani e di democrazia grazie all'elaborazione di valori comuni in materia e all'introduzione di sanzioni in caso di mancato rispetto dei valori.

In seguito alla riunione, nel dicembre 2003 il Consiglio dell'UE ha approvato una decisione sul finanziamento da parte del Fondo europeo di sviluppo (FES) di uno strumento per la pace in l'Africa, il quale risponde a una richiesta del vertice dell'UA. L'iniziativa, volta a sostenere le istituzioni africane e le misure prese a favore del mantenimento della pace, richiederà in particolare la cooperazione tra l'UA, le organizzazioni regionali africane, l'UE e le Nazioni Unite.

L'intensificazione del dialogo tra l'UE e l'UA si è rivelata piuttosto proficua da qualche anno a questa parte. Nel 2005, l'Unione europea si è impegnata ad aumentare l'aiuto pubblico allo sviluppo di 20 miliardi di euro all'anno entro il 2010, destinandone metà all'Africa. Nell'ottobre 2005 è stata inoltre adottata una nuova strategia per l'Africa onde aiutare questo continente a raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) fissati dalle Nazioni Unite.

La strategia, che propone un partenariato strategico per la sicurezza e lo sviluppo tra l'UE e l'Africa, è imperniata su un certo numero di elementi fondamentali per garantire lo sviluppo sostenibile, come la pace e la sicurezza, una governance oculata ed efficace, il commercio, l'interconnettività, la coesione sociale e la sostenibilità ecologica. Fra le nuove iniziative promosse figurano un'iniziativa in materia di governance e un partenariato euroafricano nel settore delle infrastrutture, che è stato varato nel luglio 2006.

Nell'ambito dell'iniziativa in materia di governance, l'UE sosterrà, in particolare, le riforme che fanno seguito al meccanismo africano di valutazione inter pares, uno strumento prezioso per la valutazione e l'apprendimento inter pares della buona governance democratica da parte degli africani e per gli africani. Attraverso il partenariato per le infrastrutture, l'UE sosterrà i programmi che favoriscono l'interconnettività a livello continentale onde promuovere gli scambi, l'integrazione, la stabilità e lo sviluppo su scala regionale.

Ultima modifica: 18.07.2007
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina