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Croazia - Mercato interno

I paesi candidati conducono negoziati con l’Unione europea (UE) al fine di prepararsi all’adesione. Tali negoziati di adesione riguardano l’adozione e l’applicazione della legislazione europea (acquis) e specificatamente le priorità identificate congiuntamente dalla Commissione e dai paesi candidati, nel corso dello screening dell’acquis politico e legislativo dell’UE. Ogni anno la Commissione esamina i progressi compiuti dai candidati al fine di valutare gli sforzi ancora da effettuare fino alla loro adesione. Questo monitoraggio è oggetto di relazioni annuali presentate al Consiglio e al Parlamento europeo.

ATTO

Relazione della Commissione [COM(2010) 660 def. – SEC(2010) 1326 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La relazione 2010 presenta le migliorie registrate in materia di libera circolazione dei beni, dei lavoratori, dei servizi e dei capitali. Tali migliorie si ritrovano soprattutto nel settore del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del rinoscimento delle qualifiche professionali, dei servizi postali o della salvaguardia della proprietà intellettuale. Saranno necessari altri sforzi per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti, la sicurezza dei servizi di pagamento e la lotta contro il riciclaggio del denaro. Anche lo sviluppo dell’unione doganale ha registrato dei progressi.

ACQUIS DELL’UNIONE EUROPEA (secondo i termini della Commissione)

Secondo il principio della libera circolazione dei beni, questi devono poter essere commercializzati liberamente da una parte all’altra dell’Unione. In determinati settori, questo principio generale è completato da un quadro normativo armonizzato basato sul «vecchio approccio» (che impone specifiche precise per i singoli prodotti) o sul «nuovo approccio» (che impone requisiti generali che i prodotti devono soddisfare). La legislazione europea armonizzata sui prodotti, che deve essere recepita, rappresenta la maggior parte dell’acquis contemplato dal presente capitolo. È indispensabile inoltre disporre di una capacità amministrativa sufficiente per notificare le restrizioni agli scambi e per applicare misure orizzontali e procedurali in settori quali la standardizzazione, la certificazione, l’accreditamento, la metrologia e la sorveglianza del mercato.

L'acquis contemplato dal capitolo della libera circolazione dei lavoratori sancisce che i cittadini di uno Stato membro dell’UE hanno il diritto di lavorare in un altro Stato membro. I lavoratori migranti dell’UE devono essere trattati allo stesso modo dei lavoratori nazionali per quanto concerne le condizioni di lavoro e i vantaggi sociali e fiscali. L’acquis prevede anche un meccanismo di coordinamento delle disposizioni nazionali di sicurezza sociale per gli assicurati e per le loro famiglie che si trasferiscono in un altro Stato membro.

A norma del capitolo libera circolazione dei servizi, gli Stati membri devono far sì che la legislazione nazionale non osti al diritto di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi in tutta l’UE. Per determinati settori, l’acquis impone di rispettare norme armonizzate per il buon funzionamento del mercato interno; oltre al settore finanziario (banche, assicurazioni, servizi d’investimento e mercati mobiliari). Le istituzioni finanziarie possono esercitare le loro attività in tutta l’Unione europea in base al principio del «controllo del paese d’origine», stabilendo succursali o fornendo servizi transfrontalieri. Inoltre l’acquis stabilisce alcune norme armonizzate per l’esercizio di un certo numero di professioni (artigiani, operatori commerciali, agricoltori e agenti commerciali), per alcuni servizi della società dell’informazione e in materia di protezione dei dati personali.

Gli Stati membri devono abolire tutte le restrizioni alla libera circolazione dei capitali tra di essi, in seno all’Unione europea e con i paesi terzi (con qualche eccezione) e adottare le norme da applicare ai bonifici transfrontalieri e all’esecuzione di ordini di bonifici che riguardano valori mobiliari. Le direttive relative al riciclaggio di capitali e al finanziamento del terrorismo esigono che le banche e gli altri operatori economici identifichino i loro clienti e rendano conto di certe operazioni, in particolare in caso di transazioni che si basano su oggetti di gran valore per le operazioni in contanti di notevole entità. Per lottare contro la criminalità finanziaria sono necessarie capacità amministrative e repressive efficaci, e in particolare occorre instaurare una cooperazione tra le autorità incaricate di sorvegliare, applicare la legge e perseguire i reati.

L’acquis relativo agli appalti pubblici contempla i principi generali di trasparenza, parità di trattamento, libera concorrenza e non discriminazione. Inoltre alcune norme comunitarie specifiche si applicano al coordinamento dell’assegnazione degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, per gli enti aggiudicatori tradizionali e i settori speciali. L’acquis definisce inoltre le norme relative alle procedure di ricorso e ai mezzi d’azione disponibili. Per la sua applicazione sono necessari organismi specializzati.

L’acquis in materia di diritti di proprietà intellettuale definisce le norme armonizzate per la tutela giuridica dei diritti d’autore e dei diritti connessi. Alcune disposizioni specifiche si applicano alla protezione delle banche dati, dei programmi informatici, delle topografie dei semiconduttori, della radiodiffusione via satellite e della ritrasmissione via cavo. Nell’ambito dei diritti di proprietà industriale, l’acquis sancisce norme armonizzate per la tutela giuridica di marchi, disegni e modelli, mentre altre disposizioni specifiche si applicano alle invenzioni biotecnologiche e ai prodotti farmaceutici e fitofarmaceutici. L’acquis stabilisce anche un sistema di marchio comunitario e un sistema di disegno o modello comunitario.

L’acquis in materia di diritto societario contempla una serie di norme applicabili alla costituzione, alla registrazione, alla fusione e alla scissione delle società. Nell’ambito dell’informazione finanziaria, l’acquis precisa le norme da rispettare nella presentazione dei bilanci annuali e consolidati e prevede nello specifico norme semplificate per le piccole e medie imprese. Per alcuni enti che presentano un interesse pubblico è obbligatorio applicare le norme contabili internazionali. L’acquis comprende anche alcune disposizioni in materia di autorizzazione, d’integrità professionale e d’indipendenza delle persone incaricate dei controlli giuridici.

L'acquis in materia di unione doganale consiste quasi esclusivamente di legislazione direttamente vincolante per gli Stati membri. Questa legislazione comprende il codice doganale comunitario e le relative disposizioni di applicazione, la Nomenclatura combinata, la tariffa doganale comune e le disposizioni relative alla classificazione tariffaria, alle franchigie, alla sospensione dei dazi e a taluni contingenti tariffari; sono inoltre incluse altre disposizioni quali quelle sul controllo doganale delle merci contraffatte e usurpative, sui precursori di droghe e sulle esportazioni di beni culturali, sulla reciproca assistenza amministrativa in materia doganale e di transito. Gli Stati membri devono assicurarsi di disporre delle capacità di attuazione ed esecuzione necessarie e in particolare di collegamenti ai sistemi informatici doganali dell’UE. I servizi doganali devono anche dotarsi di capacità sufficienti per attuare e far rispettare le disposizioni specifiche stabilite negli ambiti collegati all’acquis, come il commercio con l’estero.

VALUTAZIONE (secondo i termini della Commissione)

Si osservano buoni progressi per quanto riguarda la libera circolazione delle merci, un capitolo in cui l'allineamento con l'acquis è a buon punto. Occorrono tuttavia ulteriori sforzi, specialmente in materia di valutazione della conformità, metrologia e vigilanza del mercato. La Croazia deve completare l’allineamento con l’acquis e rafforzare la capacità di attuazione.

Si segnalano buoni progressi per quanto riguarda la libera circolazione dei lavoratori, un settore per il quale è stato raggiunto un livello soddisfacente di allineamento legislativo. Il paese deve compiere ulteriori sforzi volti, in particolare, a migliorare il coordinamento dei regimi previdenziali.

Si sono registrati progressi per quanto riguarda il diritto di stabilimento e la libera prestazione dei servizi, in particolare a livello di riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e di servizi postali. Nel complesso, l’allineamento con l’acquis è soddisfacente. Il paese deve adoperarsi con maggiore impegno per portare a termine l’allineamento, specie per quanto riguarda il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, e recepire la direttiva sui servizi. Occorre proseguire il processo di miglioramento della capacità amministrativa.

Si osservano ulteriori progressi nell’allineamento con l’acquis sulla libera circolazione dei capitali. Occorre un impegno costante per arrivare a una liberalizzazione totale dei movimenti di capitale e consolidare l'applicazione della legislazione contro il riciclaggio del denaro.

Si segnalano buoni progressi per quanto riguarda l’unione doganale. Una grandissima parte della legislazione doganale croata è stata allineata con l’acquis. La Croazia ha compiuto ulteriori progressi a livello informatico, specialmente per quanto riguarda l'interconnettività. Occorrono ulteriori progressi per eliminare le ultime discrepanze presenti nella legislazione croata che attua la strategia anticorruzione e prepararsi all’interconnettività dei sistemi informatici.

ATTI CONNESSI

Relazione della Commissione [COM(2009) 533 def. – SEC(2009) 1333 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Relazione della Commissione [COM(2008) 674 def. – SEC(2008) 2694 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La relazione del 2008 sottolineava i progressi realizzati in materia di libera circolazione delle merci e dei capitali. Tuttavia, la libera circolazione dei lavoratori non è ancora allineata alle norme dell’Unione sull'accesso al mercato del lavoro e alcuni ostacoli intralciano ancora il diritto di stabilimento e la libera prestazione di servizi.

Relazione della Commissione [COM(2007) 663 def. – SEC(2007) 1431 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Nella relazione del 2007 la Commissione sottolineava alcuni progressi realizzati in materia di libera circolazione delle merci, dei lavoratori e dei capitali, nonché nel diritto di stabilimento e nella libera prestazione dei servizi. Ulteriori sforzi erano tuttavia necessari per allineare la legislazione all’acquis.

Relazione della Commissione [COM(2006) 649 def. – SEC(2006) 1385 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La relazione del 2006 segnalava progressi limitati in materia di unione doganale, appalti pubblici, diritto di stabilimento, servizi finanziari, proprietà intellettuale e libera circolazione dei capitali. Per allinearsi all’acquis comunitario erano necessari notevoli sforzi nel settore della libera circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi e dei capitali.

Relazione della Commissione [COM(2005) 561 def. – SEC(2005) 1424 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La relazione del 2005 rimarcava che, nonostante gli sforzi compiuti nel 2004, in Croazia esistevano ancora diversi ostacoli alla libera circolazione delle merci e che i progressi registrati in materia di libera circolazione dei lavoratori, dei servizi e dei capitali erano stati molto limitati.

Parere della Commissione [COM(2004) 257 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].
Nella relazione del 2004 la Commissione sottolineava che gli elementi chiave dell’acquis in materia di libera circolazione delle merci non erano ancora stati recepiti; osservava inoltre notevoli ritardi nel settore della libera circolazione dei lavoratori. La Commissione evidenziava altresì l’urgenza di compiere ulteriori sforzi in materia di libera circolazione dei servizi e dei capitali.

Ultima modifica: 02.12.2010

Vedi anche

  • Il sito della direzione generale Allargamento, Strategia di allargamento e relazioni sui progressi compiuti 2010 (DE) (EN) (FR)
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