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Identificazione ed etichettatura delle carni bovine

A seguito della crisi della mucca pazza (o encefalopatia spongiforme bovina), l’Unione europea (UE) ha adottato nuove disposizioni riguardanti l’identificazione dei bovini e l’etichettatura delle loro carni. Le nuove disposizioni migliorano la tracciabilità e la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera. Permettono pertanto di rafforzare la fiducia dei consumatori europei e di creare condizioni favorevoli all’allevamento di bovini destinati alla produzione di carni.

ATTO

Regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, e che abroga il regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio [Cfr atto(i) modificatore(i)].

SINTESI

Il regolamento istituisce:

  • un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini (Titolo I);
  • un sistema obbligatorio di etichettatura (Titolo II, Sezione I) e un sistema di etichettatura facoltativo per le carni bovine (Titolo II, Sezione II).

IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEI BOVINI

Ogni Stato membro deve istituire un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini. Tale sistema deve comprendere i seguenti elementi:

  • marchi auricolari per l’identificazione dei singoli animali;
  • banche dati informatizzate;
  • passaporti per gli animali;
  • registri individuali tenuti presso ciascuna azienda.

Il marchio auricolare

a) Bovini provenienti dall’Unione europea

Tutti gli animali di un’azienda nati dopo il 31 dicembre 1997, o destinati dopo tale data al commercio intraeuropeo, sono identificati mediante un marchio auricolare apposto su ciascun orecchio entro i 20 giorni successivi alla nascita dell’animale e, in ogni caso, prima che lasci l’azienda in cui è nato. I due marchi auricolari recano lo stesso e unico codice di identificazione che consente di identificare ciascun animale individualmente, nonché l’azienda in cui è nato. Nel caso di bovini destinati a manifestazioni culturali o sportive, i marchi possono essere sostituiti da un sistema di identificazione che offra garanzie equivalenti e sia stato approvato dalla Commissione.

b) Bovini provenienti dai paesi terzi

Ogni bovino importato che abbia superato i controlli veterinari previsti dalla direttiva 91/496/CEE deve essere identificato mediante un marchio auricolare apposto entro i 20 giorni successivi ai controlli veterinari e comunque prima che lasci l’azienda. Tale obbligo non è applicabile se l’azienda di destinazione è un macello dello Stato in cui sono stati effettuati i controlli, né se l’animale è macellato nei 20 giorni successivi ai controlli.

c) Disposizioni riguardanti tutti i bovini

Tutti gli animali provenienti da un altro Stato membro conservano il marchio auricolare originario. Il marchio auricolare non può essere tolto o sostituito senza l’autorizzazione dell’autorità nazionale competente. Il Parlamento europeo e il Consiglio devono decidere entro il 31 dicembre 2001 sulla possibilità di utilizzare dispositivi di identificazione elettronica.

Le banche dati informatizzate

Ai sensi della direttiva 64/432/CEE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina, gli Stati membri hanno istituito dal 31 dicembre 1999 una banca dati informatizzata che registra l’identità dei bovini, le aziende ubicate nel loro territorio e i movimenti degli animali.

Il passaporto individuale

a) Rilascio del passaporto

A decorrere dal 1° gennaio 1998, l'autorità nazionale competente rilascia un passaporto a ciascun bovino entro 14 giorni dalla notifica della nascita o, per gli animali importati, entro 14 giorni dalla notifica della nuova identificazione da parte dello Stato membro interessato.

L'autorità può anche rilasciare un passaporto per animali provenienti da un altro Stato membro. In tal caso, il passaporto che accompagna l’animale è rinviato allo Stato membro che l’ha rilasciato.

b) Detenzione e rinvio del passaporto

Il passaporto accompagna l’animale in tutti i suoi spostamenti. È rinviato all’autorità competente:

  • in caso di decesso dell’animale. Il passaporto è rinviato dal detentore entro sette giorni dal decesso dell’animale o, se l’animale è inviato a un macello, dal gestore del macello;
  • nel caso di esportazione di animali verso paesi terzi, l’ultimo detentore rinvia il passaporto all’autorità competente nel luogo di esportazione.

c) Eccezioni

Gli Stati membri che dispongono di una banca dati informatizzata possono stabilire di non rilasciare i passaporti ai bovini destinati a rimanere all’interno del loro paese. Gli animali sono accompagnati dal loro passaporto unicamente in caso di spostamento verso un altro Stato membro.

Il registro individuale

Ogni detentore di animali, ad eccezione dei trasportatori, tiene un registro aggiornato, in forma manuale o informatica, sugli animali dell’azienda.

Le informazioni relative all’origine, all’identificazione e alla destinazione degli animali sono accessibili all’autorità competente, a richiesta, per un periodo minimo di tre anni.

La Commissione ha facoltà di stabilire norme speciali applicabili agli spostamenti di animali in zone di montagna.

La comitologia

La Commissione europea stabilisce, con l’assistenza del Comitato del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia e mediante la procedura di gestione, le modalità d’applicazione relative al sistema di identificazione e di registrazione dei bovini (es. marchi auricolari, passaporto, registro, controlli, sanzioni, disposizioni transitorie, ecc.).

ETICHETTATURA DELLE CARNI BOVINE E DEI PRODOTTI DERIVATI

Sistema obbligatorio di etichettatura

Gli operatori o le organizzazioni che commercializzano carni bovine, europee o importate, devono etichettare le carni in tutte le fasi della commercializzazione. Per i prodotti non preimballati, devono fornire le informazioni pertinenti al consumatore, in forma scritta e visibile, nel punto vendita.

L'etichettatura prevede le seguenti indicazioni:

  • il numero o il codice di riferimento che evidenzi il nesso tra le carni e l’animale (o il gruppo di animali) da cui provengono le carni;
  • l’indicazione “Macellato in” (paese di macellazione e numero di approvazione del macello);
  • l’indicazione “Sezionato in” (paese di sezionamento e numero di approvazione del laboratorio di sezionamento).

Inoltre, dal 1° gennaio 2002, gli operatori devono anche indicare:

  • il paese di nascita;
  • il paese d’ingrasso/allevamento;
  • il paese di macellazione.

Nel caso di carni bovine provenienti da un animale nato, allevato e macellato nello stesso paese, tali informazioni possono essere raggruppante nell’indicazione “Origine” seguita dal nome del paese interessato.

In deroga, le carni importate per le quali non sono disponibili tutte le informazioni obbligatorie sono etichettate con l’indicazione “Origine: non CE” seguita dal nome del paese terzo di macellazione.

L'etichettatura delle carni macinate deve indicare:

  • il numero o il codice di riferimento che evidenzi il nesso tra le carni e l’animale (o il gruppo di animali) da cui provengono le carni;
  • l’indicazione “Preparato in” (seguita dal nome del paese di preparazione) e “Origine”, nel caso in cui lo Stato o gli Stati in questione non siano quello in cui è avvenuta la preparazione;
  • il paese di macellazione.

Gli operatori possono completare tali informazioni con i dati relativi al luogo di macellazione (stabilimento), al luogo di sezionamento (stabilimento e paese), alla data di macinazione, al paese di nascita e al (x) paese di allevamento.

Sistema di etichettatura facoltativo

Gli operatori o le organizzazioni che commercializzano le carni bovine possono inserire nell’etichettatura indicazioni integrative alle indicazioni obbligatorie. A tal fine, sottopongono per l’approvazione un disciplinare all’autorità competente dello Stato membro in cui ha luogo la produzione o la commercializzazione delle carni. Il disciplinare comprende:

  • le informazioni da indicare sull’etichetta;
  • le misure da adottare per garantire la veridicità delle informazioni;
  • i controlli che saranno applicati in tutte le fasi della produzione e della vendita, inclusi i controlli da effettuarsi ad opera di organismi indipendenti riconosciuti dall’autorità competente;
  • nel caso di un’organizzazione, le sanzioni da applicare nei confronti dei membri che violino il disciplinare.

Sono rifiutati i disciplinari che non garantiscano il nesso fra l’identificazione del prodotto e il bovino, nonché i disciplinari che prevedano etichette contenenti informazioni ingannevoli o insufficientemente chiare.

La Commissione europea stabilisce, con l’assistenza di un comitato di gestione, il periodo di tempo previsto perché un disciplinare che non sia stato né approvato né rifiutato dall’autorità competente sia considerato approvato. Inoltre può stabilire una procedura di approvazione accelerata applicabile ad alcuni tipi di carni.

Per ciò che attiene all’etichettatura facoltativa delle carni bovine importate, il disciplinare deve ottenere la preventiva approvazione dell’autorità competente del paese terzo di produzione. Successivamente, tale paese notifica alla Commissione l’identità dell’autorità competente incaricata dell’approvazione, i criteri e le procedure adottati per l’esame del disciplinare e l’elenco degli operatori interessati dal disciplinare stesso. Tuttavia, l’approvazione sarà valida all’interno della Comunità esclusivamente se i criteri applicati dal paese terzo saranno stati giudicati equivalenti ai criteri del regolamento comunitario.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione le indicazioni di etichettatura facoltativa che approvano, per consentirle di informare gli altri Stati membri nell’ambito del Comitato di gestione della carne bovina.

Nel caso in cui un operatore o un’organizzazione non rispettino il disciplinare, lo Stato membro può revocare l’approvazione o imporre condizioni supplementari.

Disposizioni relative ai due sistemi di etichettatura

La Commissione europea stabilisce, con l’assistenza del Comitato di gestione della carne bovina e mediante la procedura di gestione, le modalità di applicazione relative all’etichettatura delle carni bovine (es.: definizione delle carni macinate, definizione delle indicazioni specifiche che possono figurare sulle etichette, misure transitorie, ecc.).

ESECUZIONE E CONTROLLO DEI SISTEMI DI IDENTIFICAZIONE, DI REGISTRAZIONE E DI ETICHETTATURA

Gli esperti della Commissione, in collaborazione con le autorità competenti, verificano in loco se i controlli effettuati dagli Stati membri siano conformi al regolamento. L’esito dei controlli svolti dagli esperti è esaminato con l’autorità competente ed è oggetto di una relazione, in base alla quale la Commissione può decidere di esaminare la situazione in sede di comitato veterinario permanente e di adottare le decisioni necessarie secondo la procedura di regolamentazione.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Data limite di trasposizione negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 1760/2000

14.8.2000

-

GU L 204, 11.8.2000

Atto(i) modificatore(i) Data di entrata in vigore Data limite di trasposizione negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Atti d’adesione all’UE della Repubblica ceca, dell’Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell’Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia.

1.5.2004

-

GU L 236, 23.9.2003

Regolamento (CE) n. 1791/2006

1.1.2007

-

GU L 363, 20.12.2006

Le modifiche e correzioni successive al regolamento (CE) n. 1760/2000 sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata ha solo valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Decisione 2006/28/CE della Commissione, del 18 gennaio 2006, relativa alla proroga del termine massimo fissato per l’apposizione di marchi auricolari ai bovini [Gazzetta ufficiale L 19 del 24.1.2006].

Regolamento (CE) n. 644/2005 della Commissione, del 27 aprile 2005, che autorizza un sistema di identificazione speciale relativo ai bovini tenuti per fini culturali e storici in stabilimenti riconosciuti conformemente al regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 107 del 28.4.2005].

Decisione 2001/672/CE della Commissione, del 20 agosto 2001, che stabilisce regole specifiche applicabili ai movimenti di bovini destinati al pascolo estivo in zone di montagna [Gazzetta ufficiale L 235 del 4.9.2001].

RELAZIONI

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 25 gennaio 2005 circa la possibilità di introdurre l’identificazione elettronica per i bovini [COM(2005) 9 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Consiglia l’adozione dell’identificazione elettronica per migliorare il sistema di identificazione e di registrazione attuale, basato sui marchi auricolari tradizionali. L'adozione di un sistema elettronico consente una maggiore accuratezza dei registri delle aziende, l’immissione istantanea dei dati e la possibilità che le registrazioni siano curate e aggiornate in permanenza.
Questa relazione recepisce i risultati delle esperienze del progetto IDEA (Identificazione Elettronica degli Animali; relazione finale presentata nel 2002).

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 27 aprile 2004, sull’applicazione del titolo II del regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine [COM(2004) 316 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 03.05.2011

Vedi anche

  • Identificazione dei bovini (DE) (EN) (FR), sito della direzione generale per la Salute e i consumatori
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