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Piano d'azione nel settore degli aiuti di Stato

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Il piano di azione nel settore degli aiuti di Stato, presentato dalla Commissione europea, dà il via ad un'esaustiva riforma della politica degli aiuti di Stato, che verrà realizzata in cinque anni, dal 2005 al 2009. L'obiettivo è garantire agli Stati membri un quadro chiaro e prevedibile, che consenta loro di concedere aiuti di Stato volti al conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona.

ATTO

Piano di azione nel settore degli aiuti di Stato - Aiuti di Stato meno numerosi e più mirati: itinerario di riforma degli aiuti di Stato 2005-2009 (documento di consultazione non pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

SINTESI

Il piano d'azione, presentato dalla Commissione europea, delinea un itinerario indicativo di riforma della politica degli aiuti di Stato, che verrà realizzato in cinque anni, dal 2005 al 2009.

La riforma mira in particolare a incoraggiare gli Stati membri a contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona. La nuova politica degli aiuti di Stato consentirà agli Stati membri di rivolgere il sostegno pubblico al miglioramento della competitività dell'industria europea e alla creazione di posti di lavoro a lungo termine.

La riforma mira inoltre a razionalizzare e a semplificare le procedure, in modo da garantire agli Stati membri un quadro chiaro e prevedibile in materia di aiuti di Stato.

La ragion d'essere della politica comunitaria in materia di aiuti di Stato

Il controllo degli aiuti di Stato, che è parte integrante della politica di concorrenza comunitaria, contribuisce al mantenimento di mercati concorrenziali. Il trattato che istituisce la Comunità europea vieta gli aiuti di Stato che falsano o minacciano di falsare la concorrenza sul mercato comune (articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE). Gli aiuti di Stato possono infatti determinare distorsioni della concorrenza, in quanto favoriscono determinate imprese o produzioni. Il controllo degli aiuti di Stato garantisce pertanto uguali condizioni di concorrenza per tutte le imprese operanti sul mercato interno.

Il trattato autorizza tuttavia alcune deroghe quando gli aiuti presentano effetti positivi per l'Unione europea in generale. Infatti, gli aiuti di Stato risultano a volte molto utili per la realizzazione di obiettivi di comune interesse (servizi di interesse economico generale, coesione sociale e regionale, occupazione, ricerca e sviluppo, sviluppo sostenibile, promozione della diversità culturale, ecc.) e per correggere taluni "fallimenti del mercato". Per diverse ragioni (esternalità, esistenza di un potere di mercato, problemi di coordinamento tra gli operatori di mercato, ecc.), è possibile, in alcuni casi, che il mercato non funzioni in modo efficiente dal punto di vista economico. Gli Stati membri possono allora intervenire, concedendo aiuti pubblici. Così facendo, accrescono l'efficienza del mercato, che a sua volta genera crescita.

Gli aiuti di Stato possono dunque essere compatibili con il trattato se realizzano obiettivi di comune interesse chiaramente definiti e se non falsano la concorrenza in misura contraria al comune interesse. Il controllo degli aiuti di Stato consiste dunque nel trovare il giusto equilibrio tra gli effetti negativi sulla concorrenza e gli effetti positivi in termini di comune interesse, dove i previsti vantaggi in termini di comune interesse devono essere superiori alle distorsioni della concorrenza. Il trattato affida questo compito alla Commissione europea.

La sempre maggiore complessità delle norme sugli aiuti di Stato e il loro numero crescente, l'allargamento dell'Unione europea a dieci nuovi Stati membri nel 2004, il bisogno imperativo di dare nuovo impulso alla strategia di Lisbona hanno reso ancora più urgente la necessità di razionalizzare la politica degli aiuti di Stato e di chiarirne i principi fondamentali.

Gli orientamenti contenuti nel piano d'azione

La riforma della politica degli aiuti di Stato si presenta completa e coerente. Il piano d'azione illustra gli orientamenti che devono guidare la riforma e che saranno applicati ai diversi strumenti di attuazione della riforma.

  • Aiuti di Stato meno numerosi e più mirati: l'obiettivo è orientare gli aiuti di Stato verso le attività che i mercati non sono disposti a finanziare o verso attività che contribuiscono alla crescita, alla competitività o alla creazione di posti di lavoro a lungo termine. Tuttavia, il conseguimento di questo obiettivo è in parte subordinato ad un approccio economico più preciso.
  • Un approccio economico più preciso: si tratta di chiarire le ragioni per le quali, senza l'intervento pubblico, il mercato non riesca a giungere a risultati ottimali, o perché vi è un "un fallimento del mercato" o perché il mercato genera disuguaglianze sociali o regionali che occorre correggere. Bisogna perciò valutare più attentamente se gli aiuti di Stato siano giustificati, se costituiscano la soluzione più idonea, e in che modo debbano essere attuati senza falsare la concorrenza in misura contraria al comune interesse. Questo approccio consentirà di facilitare e di accelerare l'autorizzazione degli aiuti che incidono in misura minore sulla concorrenza e, in parallelo, di concentrare l'attenzione sugli aiuti che possono determinare distorsioni più gravi della concorrenza.
  • Procedure più efficaci, una migliore attuazione, una maggiore prevedibilità e un'accresciuta trasparenza: il miglioramento delle norme sugli aiuti di Stato richiederà procedure più efficaci e più trasparenti, l'estensione del campo d'applicazione delle esenzioni per categoria, la riduzione del numero degli aiuti soggetti a notificazione, l'accelerazione delle decisioni, norme procedurali adeguate ad un'Unione europea allargata. Ne risulteranno una maggiore certezza giuridica e una semplificazione dei compiti amministrativi della Commissione europea e degli Stati membri. Inoltre, grazie alla maggiore trasparenza, le imprese, gli specialisti della concorrenza, i consumatori e il grande pubblico potranno più facilmente intervenire contro gli aiuti incompatibili, in particolare dinanzi ai giudici nazionali.
  • La ripartizione delle responsabilità tra Commissione e Stati membri: il miglioramento delle norme e delle procedure in materia di aiuti di Stato non potrà tuttavia realizzarsi senza il sostegno attivo degli Stati membri. Questi ultimi dovranno impegnarsi a notificare tutti gli aiuti previsti e a rispettare le norme sugli aiuti di Stato.

Aiuti di Stato imperniati sulle priorità della strategia di Lisbona

Il piano di azione incita inoltre gli Stati membri a concentrare gli aiuti pubblici sul raggiungimento degli obiettivi della strategia di Lisbona. La politica degli aiuti di Stato dovrà consentire di correggere i fallimenti del mercato in modo da favorire questi obiettivi. Otto sono i settori prioritari evidenziati:

  • l'innovazione e le attività di ricerca e sviluppo (R&S): le norme in materia di aiuti di Stato dovranno incoraggiare le imprese a investire nelle attività di R&S e dovranno tenere conto dell'importanza crescente del partenariato pubblico-privato;
  • stimolare lo spirito imprenditoriale e creare un contesto migliore per le imprese: le norme sugli aiuti di Stato dovranno facilitare la rapida creazione di imprese, in particolare esse dovranno stimolare gli investimenti in capitale di rischio;
  • investimenti nel capitale umano;
  • i servizi di interesse economico generale (SIEG): gli aiuti di Stato dovranno consentire lo svolgimento della missione di servizio pubblico, contribuendo in tal modo ad accrescere l'efficienza e la qualità dei servizi di interesse economico generale;
  • una migliore definizione delle priorità grazie alla semplificazione e alla codificazione normativa: occorrerà mettere in atto il principio che la politica degli aiuti di Stato deve concentrarsi sulle tipologie di aiuti che falsano maggiormente la concorrenza;
  • una politica mirata degli aiuti regionali: la politica degli aiuti di Stato deve contribuire a ridurre le disparità tra le regioni europee, divenendo fattore di coesione e di stabilità territoriali;
  • incoraggiare un futuro ecologicamente sostenibile;
  • creazione di infrastrutture moderne nel settore dei trasporti, dell'energia, dell'informazione e della comunicazione: le norme sugli aiuti di Stato dovranno tenere conto dell'importanza crescente del partenariato pubblico-privato.

Tappe successive

Con decorrenza dal 2005 e fino al 2009 la Commissione presenterà proposte in cui, per ogni settore degli aiuti di Stato, esporrà i dettagli della riforma avviata dal piano di azione. Verranno in tal modo riesaminati tutti gli strumenti relativi agli aiuti di Stato, ai quali si applicheranno gli stessi principi in modo coerente e globale. Tuttavia, alcuni settori disciplinati da norme molto specifiche (agricoltura, pesca, carbone e trasporti) non saranno interessati dalla riforma avviata dal piano di azione.

La presente scheda di sintesi, diffusa a titolo informativo, non è intesa ad interpretare né a sostituire il documento di riferimento, che resta l'unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 30.09.2005

Vedi anche

Per il testo integrale del piano di azione e per maggiori informazioni sull'argomento, consultare il sito Internet sul piano di azione nel settore degli aiuti di Stato della DG Concorrenza.

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