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Orientamenti per il calcolo delle ammende

Sono stati concordati nuovi orientamenti, affinando il metodo di calcolo delle ammende inflitte alle imprese che violano le norme dell’Unione europea (UE) sul divieto di cartelli, pratiche commerciali restrittive e abusi di posizione dominante. Per rafforzare l'effetto deterrente di tali ammende, è stato dato un peso maggiore alla durata della violazione nel calcolo dell'importo di un'ammenda. Le ammende includono anche un importo per la semplice violazione, a prescindere dalla sua durata, e ammende più elevate vengono inflitte in caso di reiterazione del reato.

ATTO

Orientamenti della Commissione per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione dell'articolo 23, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1/2003 [Gazzetta ufficiale C 210 dell’1.9.2006].

SINTESI

L'ammontare di un'ammenda deve essere sufficientemente elevato sia per sanzionare le imprese in causa che per dissuadere altre imprese dall'assumere comportamenti che violano le regole di concorrenza.

I nuovi orientamenti affinano il metodo utilizzato dalla Commissione, imponendo ammende più rigide alle imprese che violano le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea (TCE) sul divieto di cartelli, pratiche commerciali restrittive (ex articolo 81 del TCE, ora articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)) e abusi di posizione dominante (ex articolo 82 del trattato CE, ora articolo 102 del TFUE).

I nuovi orientamenti introducono quattro modifiche principali per aumentare l'effetto dissuasivo delle ammende inflitte dalla Commissione. È previsto un importo di base per aver semplicemente commesso l'infrazione, un importo adeguato al valore delle vendite coinvolte nella violazione, una correlazione più stretta tra l'ammenda e la durata della violazione e ammende più elevate in caso di reiterazione del reato.

Importo di base dell'ammenda

L'importo di base dell'ammenda è calcolato come percentuale del valore delle vendite cui si riferisce l’infrazione, moltiplicato per il numero di anni dell'infrazione.

La percentuale del valore delle vendite è determinata in funzione della gravità dell'infrazione (la natura, la quota di mercato aggregata di tutte le parti interessate, l'estensione geografica, ecc.) e può raggiungere il 30 %.

La Commissione aggiunge poi a questo calcolo iniziale un ulteriore importo che viene applicato a tutti i casi di cartello e, a discrezione della Commissione, ad alcuni altri tipi di infrazione. Questa somma sarà compresa tra il 15 % e il 25 % del valore delle vendite annuali, a prescindere dalla durata dell'infrazione, precipuamente al fine di dissuadere ulteriormente le imprese dall'intraprendere pratiche illegali.

Adeguamenti dell'importo di base

L'importo di base, calcolato secondo il metodo sopra descritto, può quindi essere adeguato dalla Commissione verso il basso, se rileva che ci sono circostanze attenuanti, o verso l'alto in caso di circostanze aggravanti.

Le imprese che commettono nuovamente violazioni simili saranno sanzionate più severamente. La Commissione intende penalizzare la reiterazione del reato, tenendo conto non solo delle proprie decisioni precedenti, ma anche delle decisioni delle autorità nazionali. Le imprese recidive potrebbero ora subire un aumento del 100 % della loro ammenda per ogni infrazione successiva.

I nuovi orientamenti per il calcolo delle ammende non pregiudicano l'applicazione delle norme dell'UE relative al trattamento favorevole.

L'ammenda massima per ogni impresa non deve superare il 10 % del suo fatturato totale realizzato nel corso dell'esercizio sociale precedente (regolamento CE n. 1/2003).

Contesto

La Commissione ha adottato i primi orientamenti per il calcolo delle ammende per le violazioni degli articoli 81 e 82 del trattato CE nel 1998. Il suo obiettivo era quello di garantire che le sue decisioni fossero trasparenti e oggettive.

La Commissione ha utilizzato l'esperienza acquisita nel corso degli ultimi otto anni per sviluppare e affinare il metodo di calcolo.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione relativa all'immunità dalle ammende o alla riduzione del loro importo nei casi di cartelli tra imprese [Gazzetta ufficiale C 298 dell’8.12.2006].

Ultima modifica: 21.02.2011
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