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Esenzioni per gli accordi verticali di fornitura e distribuzione

Alcuni tipi di accordi verticali possono incrementare l’efficienza economica nell’ambito di una catena produttiva o distributiva permettendo un migliore coordinamento tra le imprese partecipanti. In particolare, essi possono contribuire a ridurre i costi delle transazioni commerciali ed i costi di distribuzione delle parti e possono altresì consentire un livello ottimale dei loro investimenti e delle loro vendite. In seguito all’esperienza generalmente positiva dell’applicazione del regolamento n. 2790/1999, la Commissione ha adottato questo nuovo regolamento di esenzione per categoria.

ATTO

Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all’applicazione dell’articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate.

SINTESI

L’articolo 101, paragrafo 1 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) (ex articolo 81, paragrafo 1 del trattato che istituisce la Comunità europea (TCE) vieta gli accordi che possono pregiudicare il commercio tra gli Stati membri e che impediscono, restringono o falsano il gioco della concorrenza. Il paragrafo 3 dell’articolo 101 del TFUE (ex articolo 81, paragrafo 3 del TCE) esenta gli accordi che producono sufficienti vantaggi, tali da compensare gli effetti anticoncorrenziali.

Gli accordi verticali sono accordi per la vendita e l’acquisto di beni e servizi conclusi tra imprese operanti ciascuna ad un livello differente della catena di produzione o di distribuzione. Esempi classici di accordi verticali sono gli accordi di distribuzione tra produttori e commercianti all’ingrosso o dettaglianti. Gli accordi verticali che determinano solamente il prezzo e la quantità per una transazione specifica di vendita e acquisto di norma non restringono la concorrenza. Tuttavia, una restrizione della concorrenza può verificarsi se l’accordo contiene restrizioni per il fornitore o il compratore, ad esempio se obbliga l’acquirente a non acquistare marchi concorrenti. Tali restrizioni verticali possono avere effetti negativi ma anche positivi. Ad esempio, possono aiutare un produttore ad entrare in un nuovo mercato o ad evitare che si crei una situazione in cui un distributore si avvantaggia degli sforzi promozionali di un altro distributore o consente a un fornitore di ammortizzare un investimento fatto per uno specifico cliente.

Spesso è la struttura del mercato a determinare se un accordo verticale attui una reale restrizione della concorrenza e se, in tal caso, i vantaggi compensino gli effetti anticoncorrenziali. In linea di principio è necessaria una valutazione individuale. Ciò nonostante, la Commissione ha adottato il regolamento (UE) n. 330/2010, il regolamento di esenzione per categoria, che offre una zona di sicurezza per la maggior parte degli accordi verticali. Attraverso l’esenzione per categoria il presente regolamento rende inapplicabile il divieto dell’articolo 101, paragrafo 1 del TFUE agli accordi verticali che soddisfano una serie di requisiti. La Commissione ha pubblicato anche gli orientamenti sulle restrizioni verticali che descrivono l’approccio adottato nel caso di accordi verticali non coperti dal regolamento di esenzione per categoria.

Requisiti per l’applicazione del regolamento di esenzione per categoria

Il regolamento contiene alcuni requisiti da soddisfare prima che un accordo verticale specifico sia esentato dal divieto dell’articolo 101, paragrafo 1 del TFUE. Il primo requisito prevede che l’accordo non contenga nessuna delle restrizioni fondamentali stabilite nel regolamento, il secondo prevede una soglia della quota di mercato del 30 % sia per i fornitori che per gli acquirenti. Infine, il regolamento di esenzione per categoria prevede alcune condizioni collegate a tre restrizioni specifiche.

Restrizioni fondamentali

Tale regolamento contiene cinque restrizioni fondamentali che portano all’esclusione dell’intero accordo dai benefici del regolamento di esenzione per categoria, anche se le quote di mercato del fornitore e dell’acquirente sono inferiori al 30 %. Le restrizioni fondamentali sono considerate restrizioni gravi alla concorrenza a causa del probabile danno che provocano ai consumatori. Nella maggior parte dei casi saranno vietate e si ritiene improbabile che gli accordi verticali che contengono tali restrizioni fondamentali soddisfino le condizioni dell’articolo 101, paragrafo 3 del TFUE.

La prima restrizione fondamentale riguarda l’imposizione dei prezzi di rivendita: ai fornitori non è consentito fissare il prezzo (minimo) al quale i distributori possono rivendere i loro prodotti.

La seconda restrizione fondamentale concerne restrizioni relative al territorio in cui o ai clienti ai quali l’acquirente può vendere. Questa restrizione riguarda la suddivisione del mercato in base al territorio o al cliente. I distributori possono continuare ad essere liberi di decidere dove e a chi vendere. Il regolamento di esenzione per categoria prevede alcune eccezioni a tale norma che permettono, ad esempio alle imprese di attuare un sistema di distribuzione esclusiva o distribuzione selettiva.

La terza e la quarta restrizione fondamentale riguardano la distribuzione selettiva. In primo luogo, ai distributori selezionati è vietato vendere a distributori non autorizzati, ma non sono sottoposti a limitazioni relativa agli utenti finali a cui possono vendere. In secondo luogo, i distributori autorizzati devono essere liberi di vendere o acquistare i beni contrattuali a o da altri distributori autorizzati all’interno della rete.

La quinta restrizione fondamentale riguarda la fornitura di pezzi di ricambio. Un accordo tra un produttore di pezzi di ricambio e un acquirente che incorpora questi nei suoi prodotti non può impedire o limitare le vendite da parte del produttore di questi pezzi di ricambio agli utenti finali, a riparatori indipendenti o a prestatori di servizi.

La limitazione della quota di mercato al 30 %

Un accordo verticale è coperto da questo regolamento di esenzione per categoria se sia il fornitore che l’acquirente dei beni o servizi non hanno una quota di mercato superiore al 30 %. Per il fornitore, si tratta della sua quota di mercato su mercato di fornitura rilevante, cioè è il mercato sul quale vende i beni o servizi ad essere decisivo per l’applicazione dell’esenzione per categoria. Per l’acquirente, è la sua quota di mercato sul mercato di vendita rilevante, cioè il mercato sul quale vende i beni o servizi, ad essere decisivo per l’applicazione del regolamento di esenzione per categoria.

Le restrizioni escluse

Il presente regolamento si applica a tutte le restrizioni verticali diverse dalle restrizioni fondamentali di cui sopra. Impone comunque, condizioni specifiche a tre restrizioni verticali:

  • obblighi di non concorrenza durante il contratto;
  • obblighi di non concorrenza dopo la scadenza del contratto;
  • l’esclusione di marchi specifici in un sistema di distribuzione selettiva.

Quando le condizioni non sono soddisfatte, queste restrizioni verticali sono escluse dall’esenzione del regolamento di esenzione per categoria. Tuttavia tale regolamento continua ad essere applicato alla parte rimanente dell’accordo verticale se tale parte è separabile (cioè può operare in modo indipendente) dalle restrizioni verticali non esentate.

Il presente regolamento è adottato in seguito alla scadenza del regolamento n. 2790/1999.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigore - Data di scadenzaTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento n. 330/2010

1.6.2010 – 31.5.2022

-

GU L 102 del 23.4.2010

Ultima modifica: 24.11.2010
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